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Ho corso con una leggenda

Per chi ancora non lo sapesse, ho corso con Gebre. Per chi ancora non lo conoscesse, dico solo che ha 27 record mondiali e due medaglie olimpiche. È una leggenda del running. E io ho corso accanto a lui per qualche chilometro. Il mio racconto è stato pubblicato sul numero di maggio di Runner’s World, ora in edicola. Lo trovate all’interno di una bellissima intervista che è stata fatta al campione proprio in occasione della sua partecipazione alla Milano City Marathon.

Buona lettura! 

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Runner’s World – Maggio 2015

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Giulietta e Romeo Half Marathon, correre in nome dell’amore

Ricordando la Giulietta e Romeo Half Marathon. Vi riporto le mie impressioni di gara che ho scritto per Runner’s World a questo link: http://www.runnersworld.it/impressioni-giulietta-e-romeo-half-marathon-2015-runners-4505

Cosa c’è di più bello (e romantico) che correre (magari in coppia) nella città dell’amore proprio in concomitanza di San Valentino? Lo scorso 15 febbraio Verona ha ospitato l’ottava edizione della Gensan Giulietta & Romeo Half Marathon. Diecimila runners, tra mezza maratona e la staffetta Duo Half Marathon (8 km+13 km), si sono dati appuntamento allo Stadio Bentegodi per correre tra le vie della città, ornata di cuori in ogni angolo, con tanto entusiasmo, voglia di attraversare la mitica Arena, come fossero gladiatori, e tagliare il traguardo in piazza Bra sul Liston tra due ali di folla.

Cupido si è mobilitato per non fare piovere. Eh già perché mentre mezzo Nord Italia era flagellato da acqua e neve, Verona è stata un’isola felice per tutta la gara. Solo un pò di vento ha accarezzato il percorso fatto di tanti dolci saliscendi, molti dei quali su e giu dai ponti del fiume Adige.

Ventuno chilometri in cui si è respirato amore in tutte le sue forme: c’è chi ha corso con la propria compagna, moglie, amica, con il proprio cane e chi ha corso accompagnando i ragazzi in carrozzina dei Maratonabili che hanno cantato per tutto il tragitto mettendo allegria a chiunque incrociasse il loro passo.

E c’è chi ha corso in nome dell’amicizia. Il foltissimo gruppo dei Friends Running, nato su Facebook, si è dato appuntamento proprio a Verona per conoscersi dal vivo. Con i loro colori fluorescenti hanno abbagliato le strade di Verona lasciando una magica scia fatta di selfie e video rigorosamente sorridenti.

Molti hanno poi avuto il piacere di correre accanto a Gianni Morandi. Il cantante bolognese, appassionato di corsa, con i suoi 71 anni ha iniziato la gara canticchiando la sua “Uno su mille ce la fa” e ha tagliato il traguardo dopo 1:57’04”, accompagnato da Laura Fogli, sua allenatrice ed ex maratoneta azzurra.

Tutt’altro timing per i vincitori. Il podio è stato tutto dei colori del Kenia: ha vinto Elijah Tirop Serem in 1:01’08” a cui non è riuscita l’impresa di battere il record del percorso, seguito dai connazionali Robert Ndiwa (1:02’08”) e Bernard Bett (1:03’05”). Il primo italiano a tagliare il traguardo è stato Gabriele Carletti che con 1:04’49” ha polverizzato il suo personal best e si è classificato sesto.

Prima tra le donne è arrivata l’italiana Sara Dossena in 1:13’25”, seguita dalla svizzera Patricia Morceli (1:14’43”) e dall’azzurra Deborah Toniolo (1:15’29”).

Il prossimo appuntamento con il running tra le vie scaligere è per il 15 novembre quando si correranno la Veronamarathon da 42,195km e la 2a edizione della Cangrande Half Marathon da 21,097km oltre alla non competitiva e solidale Last 10 Km Marathon

Stefano Baldini: la maratona? È questione di palle

Stefano Baldini
Stefano Baldini

La prima cosa che noti di lui sono i suoi occhi azzurrissimi, limpidi come la sua anima gentile e rispettosa. Eh sì perché la stoffa del vero campione é fatta anche di quello. Lui non ha solo muscoli perfetti, gambe lunghissime e fiato da vendere, lui ha soprattutto cuore e chi lo conosce lo sa, Stefano Baldini é un numero uno tanto nello sport quanto nella vita.

Tra qualche mese, il 29 agosto, saranno 10 anni che Stefano é entrato nella storia dell’atletica con la vittoria della maratona alle Olimpiadi di Atene 2004. Devo ammettere che quando la mia motivazione per la corsa scende riguardo all’infinito il video di quella mitica gara, l’entrata solitaria di Stefano nello stadio Panathinakos, le sue braccia alzate al cielo mentre taglia il traguardo e il suo urlo liberatorio sono tra i momenti più emozionanti per chiunque abbia un qualche legame con la corsa.

Ha dato tanto all’atletica da essere stato recentemente premiato dal magazine Runner’s World perché considerato tra gli “eroi del running”. Abbandonata la carriera agonistica, oggi il suo impegno é rivolto soprattutto verso i giovani. Verso quelli talentuosi (é direttore tecnico del settore giovanile Fidal) ma anche verso quelli in difficoltà (ormai corre solo per beneficienza). Alla Milano City Marathon, appena trascorsa, ha corso una staffetta in favore dell’associazione Anpil per i bambini del Congo.

Ho fatto quattro chiacchiere con il “Dio di maratona” (come lo titolava la Gazzetta dello Sport il giorno dopo la sua leggendaria Olimpiade) per carpirgli qualche segreto, ma sembra proprio che trucchi non ce ne siano: guerrieri si nasce e basta.

Stefano alla Maratona di New York 2013
Stefano alla Maratona di New York 2013

Che cosa ti è stato più utile per diventare un campione?

L’educazione che ho ricevuto, l’aver rispetto per me stesso e per gli altri, l’accettazione del risultato di una gara e dei propri limiti anche dopo aver dato il massimo.  

Ti ricordi il tuo primo paio di scarpe da running?

Certo, non erano vere e proprie scarpe da running, negli anni 80 mica c’era tutta l’offerta, la tecnologia e le possibilità di oggi. Ma si correva lo stesso, forte e col sorriso sulle labbra.  

“Nella vita, qualsiasi cosa succeda, devi continuare a correre” è il tuo diktat, cosa significa per te?

Che la corsa è la metafora perfetta del quotidiano: se riesci a reagire ai problemi, a piangere ma a ripartire, sei un campione di vita. Chi corre ha una marcia in più in tutte le cose che fa perchè è allenato a farlo ogni volta che calza le scarpe da running.   

Il posto più bello dove hai corso e quello dove ti piacerebbe correre?

Mi sono innamorato della Namibia, ci ho passato 400 giorni in 10 anni di allenamenti, quei colori e quei paesaggi non me li scorderò mai, mi piacerebbe tornarci presto. Dove mi piacerebbe correre? In Nuova Zelanda, e starci un paio d’anni.  

Correre per te è un pò come…?

Correre mi regala una serenità e una lucidità incredibili. Mentre corro riesco a trovare le soluzioni ai problemi quotidiani.  

Ritieni che la maratona sia una questione di pelle?

Se ami la corsa prima o poi proverai attrazione per i 42km, è troppo stimolante. Per me è stato amore a prima vista, quindi una questione prima di pelle….e poi di palle, correre la maratona mica è facile.  

La prima cosa che temi al mondo qual è?

La mancanza di sicurezza e serenità delle persone a me care.  

Cosa mangi? Segui una dieta particolare?

Quando preparavo le gare più importanti la dieta era legata all’allenamento precedente e successivo al pasto. Oggi posso permettermi qualcosa di diverso ma sempre rispettoso per il corpo. Chi corre si sa autoregolare.  

Le tre cose (a parte le scarpe da corsa) che non devono mai mancare nella tua valigia?

Un libro, le ciabatte e il mio beauty: col passare degli anni sono diventato molto più maniaco dell’igiene, ma penso che sia normale.  

Io e Stefano alla Venice Marathon
Io e Stefano alla Venice Marathon 2011

C’è stato un momento in cui hai pensato: “basta”?

Ce ne sono stati tanti, però correre mi piace troppo e mi sono sempre divertito, anche quando c’erano da correre gare molto importanti come le Olimpiadi.  

Oggi stai vivendo il mondo dello sport da una nuova prospettiva….

E’ bello anche così, guardare cosa fanno gli altri, commentare e cercare di aiutare qualche giovane a coltivare i propri sogni. Dopo aver ricevuto tanto dallo sport, è giusto anche che sia io a donare un pò di ciò che ho imparato.

 

What’s new: discovering Nike Flyknit Lunar2

Shooting in store
Shooting in store

La settimana scorsa ho avuto l’onore di far parte del Team di Runner’s World che ha testato in anteprima le nuove Nike Flyknit Lunar2. Appuntamento alle 18.30 presso il Nike Store di piazza Gae Aulenti per provare (naturalmente di corsa), su un percorso di 6 km attraverso il cuore della città, quelle che nella versione precedente sono state elette “scarpe dell’anno” dalle redazioni di Runner’s World di tutto il mondo.

Le migliorie di questo secondo modello riguardano in particolare la tomaia, costruita con la rivoluzionaria tecnologia Flyknit, che è stata ridisegnata per una maggiore traspirabilità; una linguetta integrata per un comfort maggiore e una suola caratterizzata da tasselli concentrici a diversa densità che adattano il grip alla pressione esercitata sull’avampiede per un maggiore ammortizzamento. In sintesi l’obiettivo di Nike è stato quello di creare una scarpa da running “straordinariamente leggera e incredibilmente resistente”. La nuova Nike Flyknit Lunar2 è in vendita da pochi giorni al prezzo di 160 euro.

Ecco le mie personalissime sensazioni di corsa con le Flyknit Lunar2: È il caso di dire che alle volte gli occhi tradiscono. Devo essere sincera, ad un primo incontro visivo le Flyknit Lunar2 mi sono sembrate ‘troppo leggere’ e ‘poco ammortizzate’ per correre, ma sono bastati i 6 km percorsi lungo le vie meneghine, per ricredermi. Quella della Flyknit Lunar 2 la definirei proprio una miglioria riuscita. Le scarpe risultano sì leggere nella parte della tomaia (e traspiranti – ho percepito addirittura l’aria sulle dita dei piedi!!!), ma allo stesso tempo la sensazione è quella di indossare una scarpa discretamente strutturata sul tallone e con un sistema ammortizzante più efficace di quanto potessi immaginare, nonostante la sottile intersuola. Non ho avvertito minimamente la sensazione di “piede per terra” come invece mi è capitato con le Free Run. La calzata, però, l’ho trovata un po’ stretta rispetto al mio numero abituale. L’ho avvertita come una scarpa reattiva, secondo me ideale per allunghi e distanze non superiori ai 10 km. Dal punto di vista estetico, ineccepibili come sempre, accostamenti cromatici azzeccati, in perfetto stile Nike. La mia unica perplessità riguarda i pronatori (anche se non è il mio caso): sono adatte per questo tipo di piedi? Voto: 7,5″.

Photo credits: Runner's World
Il running team di Runner’s World davanti al Nike Store.
Il Runner's World Team prima della partenza
Il running team prima della partenza
Nike Flyknit Lunar2 ready to go
Nike Flyknit Lunar2 ready to go
Alla conquista del Duomo
Alla conquista del Duomo
 Photo credits: Runner’s World