Categoria: Running

Running Agenda: le gare da non perdere in Costa Azzurra

La spiaggia di Nizza
La spiaggia e il mare di Nizza

Diciamolo, tra correre in città e correre al mare c’è una bella differenza. Vuoi mettere quell’aria salmastra che ti riempie i polmoni mentre lo sguardo si perde nell’azzurro, a cercare là dove finisce il mare e inizia il cielo? Il tutto, magari, accompagnato da un bel sole che illumina e riscalda l’anima?

Bene, dopo aver trascorso uno splendido week-end a Nizza, per correre i 10 km della Prom’Classic, ho fatto una piccola ricerca sulle gare della Costa Azzurra in programma nei prossimi mesi.

Ecco la mia mini selezione, da mettere in agenda per il 2015:

–        15 febbraio NICE CARNAVAL RUN: si corre, rigorosamente vestiti in maschera per festeggiare in modo alternativo il Carnevale, la 10 km o la 5 km. È prevista anche la 1 km dedicata ai bambini.

–        22 febbraio LE SEMI DE CANNES: la mezza maratona e la 10 km con partenza e arrivo nei pressi del Palais des Festivals

–        15 marzo SEMI-MARATHON DE HYERES LES PALMIERS: la mezza maratona, ma anche la 10 km e la 5km nei pressi delle splendide “Isole d’Oro”. La novità del 2105 è un percorso di 8 km per gli appassionati di nordic walking.

–        15 marzo MONACO RUN che comprende: la Riviera Classic, la gara di 23,8km che collega Ventimiglia a Monaco; la 10 Km di Montecarlo e la Monaco Walk, una marcia ad andatura libera di circa 5 km.

–        25-26 aprile SEMI-MARATHON INTERNATIONAL DE NICE che comprende, oltre alla mezza maratona, anche una 10 km, una 5 km tutta al femminile, una family run di 2 km e una 2 km solo per bambini.

–        8 novembre MARATHON DES ALPES MARITIMES: la maratona (42,195 km) che parte da Nizza e arriva a Cannes che può essere corsa anche nella formula staffetta 2×21,1 km, oppure sempre in staffetta, ma mettendo su un mini team di 6 corridori.

C’è l’imbarazzo della scelta!

…e voi, dove correrete?

A Verona si corre in nome dell’amore

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Basta fiori, peluches e cioccolatini a forma di cuore, a San Valentino regaliamoci una corsa nella città dell’amore, Verona, che il 15 febbraio ospita l’ottava edizione della Giulietta e Romeo Half Marathon. Tra le bellezze artistiche della città, in un periodo davvero speciale come quello di San Valentino, si corre oltre alla mezza maratona agonistica, la Duo Half Marathon, la “mezza” (non competitive aperta a tutti) da compiere in staffetta con un partner che può essere ad esempio il marito, il fidanzato, l’amante o semplicemente l’amico. Ma anche un’amica.

Il primo frazionista farà 8 km mentre il secondo taglierà il traguardo dopo altri 13 km, nei pressi della famosa Arena.

Le iscrizioni sono ancora aperte online (http://www.giuliettaeromeohalfmarathon.it/it/), anche se non manca molto a raggiungere il tanto auspicato sold-out di 8mila iscritti che confermerebbero la competizione quale seconda mezza maratona in Italia e la prima di tutto il nord.

I team iscritti alla staffetta sono al momento più del doppio rispetto al 2014 quando arrivarono in 473 squadre sulla linea di arrivo in piazza Bra.

Tra gli staffettisti quest’anno correrà anche Gelindo Bordin, medaglia d’oro nella Maratona olimpica di Seul nel 1988.

Prom’Classic, correre d’inverno in Costa Azzurra come fosse primavera

Eh già, non ci sono più le mezze stagioni. Lasci una Milano invernale e dopo sole 3 ore di macchina (ho detto di macchina, non di aereo!) ti ritrovi in piena primavera. A gennaio.

Parti con jeans, Ugg e maglione di lana e ti ritrovi in costume, a mangiare sulla spiaggia a piedi nudi, con gli occhiali da sole e i gabbiani (ho detto gabbiani, non piccioni!) che ti svolazzano sulla testa.

Succede a Nizza, nel secondo week end dell’anno, dove è organizzata la 16esima edizione della Prom’Classic, la 10 km che si corre ogni anno a Nizza, sulla soleggiata Promenade des Anglais. E noi non potevamo mancare. Dico “noi” perchè in questa trasferta “azzurra” non ero da sola, ma accompagnata da un dream team d’eccezione, gli amici Greta, Raffaella e Luca.

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La Prom’Classic è tra le più importanti 10 km di Francia, è la prima corsa dell’anno nel calendario di gare nazionali ed europee ed è diventata un appuntamento da non perdere per gli appassionati della corsa attirando molti partecipanti soprattutto di Paesi vicini, come Italia e Svizzera.

Alla partenza, preceduta da un minuto di silenzio per commemorare le vittime di Charlie Hebdo, c’erano 8.700 atleti divisi in griglie, tra cui una appositamente dedicata alle donne. Sul podio femminile arriva Sophie Duarte (33’06”) e su quello maschile Abdellatif Meftah (29’01”), entrambi francesi.

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La gara, come lo scorso anno, è stata sponsorizzata da Kalenji, brand del colosso francese Decathlon dedicato al running, che per l’occasione ha presentato le sue novità di prodotto targate 2015.

Oltre all’abbigliamento tecnico e agli accessori, per cui Kalenji è già molto conosciuto per il rapporto qualità-prezzo, il brand negli ultimi anni si sta focalizzando sempre di più anche sul settore delle running shoes performanti. In particolare, quest’anno ha lanciato una ricca linea di 7 modelli (4 da strada e 3 per il trail), per un totale di 16 referenze di calzature dedicate all’uomo e alla donna.

Durante la Prom’Classic ho avuto l’occasione di testare le nuove Kalenji Kiprun SD, nella variante fucsia e blu, modello dedicato all’universo femminile. Le ho trovate leggere, ma allo stesso tempo confortevoli (sinceramente più di quanto immaginassi), e dal design accattivante. Insomma, una scarpa sicuramente adatta alle brevi distanze che fa la sua bella figura anche per il tempo libero, sotto un paio di jeans. 

Da questo week end, tutto omelette, baguette e crepes, ho imparato sostanzialmente 3 cose:

–       Nizza è la città in cui mi trasferirei a vivere anche subito

–       Kalenji fa delle scarpe da running oltre ogni aspettativa

–       ….e senza gli amici, niente sarebbe come è. Grazie!

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É tempo di letterine. Chi ha detto che Babbo Natale non esiste?

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Caro Babbo Natale,

quest’anno sono stata buona, forse addirittura troppo, qualcuno mi dice. Tu piuttosto, sono 25 anni che aspetto il “Dolce Forno” e il “Camper di Barbie”….vabbè, penso che ormai siano fuori produzione quindi se vuoi farti perdonare per tutti quei Natale che, speranzosa, scartavo regali trovando solo calze, guanti e cappelli, tutti rigorosamente di lana manco vivessi io al Polo Nord, ti ho fatto una lista facile facile di desideri che spero vengano esauditi prima che io compia i 50 anni.

PS vedi di non deludermi altrimenti, al posto della tazza di latte caldo e dei biscotti, ti lascio Ugo affamato sul terrazzo. Sappi che ha un debole per le renne!!! Non vorrai mica consegnare i regali a tutti i bimbi del mondo a piedi, vero???

With love, Rossana

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Ecco, iniziamo con un tris di “cosucce” del mio brand del cuore, adidas, tutte facilmente acquistabili sul sito www.adidas.it:

felpa con cappuccio climaheat, ideale per correre d’inverno senza avere più la scusa del “fa freddo”

scarpe Supernova Gilde Boost, belle per camminarci e super veloci per correrci

tight bicolor adidas by Stella McCartney, correre più fashion di così proprio non si può

Avrei adocchiato anche una t-shirt tecnica di Almostthere che parla da sola: “in direzione ostinata e contraria”, che giusto mi si addice. Acquistabile su www.almostthere.eu

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Passando alle cose più frivole, che tanto mi piacciono, avrei messo gli occhi sul Samsung Note 4, sai il mio Note 2 ormai é un po’ vecchiotto e poi, si sa, la tecnologia avanza…bisogna stare al passo con i tempi, o no? Su www.samsung.com puoi trovare tutte le caratteristiche di questo “phablet”.  Ti dico solo: fotocamera da 16 Mpx!!!!

A proposito di vecchiume, anche il mio Garmin ormai é un orologio vintage, che però nonostante gli anni non sbaglia un colpo. La nuova versione del Forerunner 220 non é niente male, sappi che sono pronta al cambio! (http://www.garmin.com/it-IT)

Caro Babbo Natale, sai che amo il Bio, il the, le tisane e tutte le brodaglie calde, anche d’estate. Perciò se fai un salto al negozio di Lov Organic di via Victor Hugo, a Milano (o se proprio non hai tempo anche su www.lov-organic.com) potresti scegliere “Lov is Zen“, una tisana a base di rooibos aromatizzato alla mela, arancia e caramello. Ideale per i momenti di relax.

Ah, dimenticavo, ho scovato un brand francese di bijoux, Grizzly Chérie (http://grizzlycheri.com/) che fa delle cose troppo carine. Ti ho segnalato un paio di orecchini che non puoi proprio non regalarmi.

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Il Regalo con la “R” maiuscola, però, l’ho lasciato per ultimo. É una scatola che contiene una promessa, quella di correre ancora la Maratona di New York! Tu che di sogni e di promesse te ne intendi, ci puoi mettere una buona parola? Io, come al solito ci metterò, anima, cuore e gambe. Prometto.

Pain & pride in NY

Ho nostalgia di New York, è passata solo una settimana da quando sono tornata e già mi manca. Sento la mancanza di quel crash, di quel cortocircuito di emozioni che mi ha provocato girando per la città giorno e notte, ma una certezza c’è: ci ritornerò, ancora di corsa e ancora con lo stesso entusiasmo. Ho raccontato la “mia” NY, la mia avventura a stelle e strisce su Mood, il lifestyle magazine di Pambianco. (http://mood.pambianconews.com/paine-pride-in-ny/). Enjoy!

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“New York dorme. All’alba della prima domenica di novembre, nella città che non dorme mai, c’è uno strano silenzio, urla solo il vento. New York “sembra” che dorma, in realtà già da qualche ora migliaia di persone hanno già allacciato le loro scarpette da running, hanno già fatto la loro colazione super energetica e stanno scaldando i loro muscoli spalmandosi balsamo di tigre sulle gambe. È il giorno in cui si corre la 44esima edizione della New York City Marathon, l’evento podistico per eccellenza, il sogno di chi corre, e da lì a poco la Big Apple esploderà. Fa freddo, il termometro segna i 3 gradi, ma il percepito sfiora lo zero, tutta colpa di un vento gelido con raffiche che raggiungono i 70 km/h. È la Maratona newyorkese più fredda degli ultimi 20 anni, così dicono. E io sono lì per la prima volta.

Per raggiungere la start line, che si trova sul Ponte di Verrazzano, nel distretto di Staten Island, io e il gruppo di runner con cui sono arrivata dall’Italia, prendiamo un pullman che ci porta, in un’oretta di viaggio, dritto al villaggio della Maratona, nell’accampamento militare di Fort Wadsworth che ci ospiterà, ovviamente all’aperto, per le tre ore che precedono la gara. I controlli sono serratissimi, la temperatura scende e l’emozione sale. Nell’attesa se ne vedono di tutti i colori. C’è chi si copre con una tuta da sci, chi schiaccia un pisolino nel sacco a pelo, chi cammina avvolto nel piumone del letto e chi, secondo le proprie usanze, si ciba di piselli e fagioli, oppure, secondo le proprie scaramanzie, indossa calzini spaiati. Siamo oltre 50mila tra professionisti e amatori, provenienti da 125 Paesi (con l’Italia al terzo posto dopo Stati Uniti e Francia per numero di partecipanti). Intorno a me ci sono tutte le etnie, c’è il biondo, il moro, quello con gli occhi a mandorla e quello con la pelle scura. C’è quello con il fisico snello, ma anche quello con la pancetta, c’è la mamma, ma anche la nonna, c’è il gruppone rumoroso di amici e il solitario, c’è chi prega e chi canta. Insomma, ci siamo tutti, così diversi, ma così uguali grazie alla stessa passione per la corsa che ci rende quasi fratelli. Manca poco, le gambe gelate iniziano a scalpitare, ci si sorride, ci si scambiano chiacchiere anche se non si parla la stessa lingua, ci si carica a vicenda. Il tempo di qualche high-five di qua e di là ed ecco il cannone segnare ufficialmente l’inizio della gara. Per molti, e per me, è l’inizio del sogno di una vita, nelle orecchie vibra la voce di Liza Minnelli che canta “New York, New York”, si parte!

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Dal ponte di Verrazzano, che attraversa il canale Narrows, partono i top runner, prima le donne e poi gli uomini, e, a seguire le famose 4 wave, ondate programmate ogni 20 minuti circa per evitare la congestione alla linea di partenza. La mia è la seconda, alle 10.05 sono già sul ponte, frastornata da pensieri confusi tra cui il “chi me l’ha fatto fare?” e il “è il giorno più bello della mia vita!” e davanti a me 42,195 km o, per dirla all’americana, 26,2 miglia da correre. “Central Park mi aspetta”, continuo a ripetermi e inizio a correre. La salita sul Verrazzano è più dura del previsto, i muscoli sono freddi, le gambe girano a fatica, e nell’aria risuonano solo i respiri affannosi e le scarpette che sfiorano l’asfalto. Superato il ponte il percorso prosegue fino al quartiere di Brooklyn dove l’impatto è caldissimo: centinaia di persone urlanti si accalcano alle transenne per fare il tifo: ha inizio la festa!

Il calore della gente riscalda i cuori (e i muscoli) e da qui si comincia a svestirsi: c’è chi abbandona la tuta e il k-way e chi si libera di cappello e guanti. Tutti gli indumenti dismessi vengono lanciati ai bordi della strada e verranno poi raccolti per andare in beneficienza.

You can do it! Go, go, go!”, incita la gente. Il popolo di New York è tutto ai bordi delle strade per offrirti qualcosa: c’è chi ti porge acqua, biscotti e frutta o solo un sorriso, e chi applaude in uno scenario ricco di cartelli colorati incitanti che farebbero sentire importante chiunque passi di lì. Ti fanno sentire un prode, ma in fondo stai solo correndo. Sul percorso, 130 band musicali danno il ritmo alla nostra corsa.

Ed ecco scorgere il distretto del Queens, siamo più o meno al 13esimo miglio, metà gara è andata. Se mi guardo intorno vedo migliaia di magliette di persone che corrono per qualcuno o per qualcosa. Davanti a me corre una ragazza cieca con il suo accompagnatore, ma lungo il mio viaggio incontrerò anche tanti giovani in carrozzella e senza arti superiori con una determinazione a tagliare quel traguardo da mettere i brividi.

Poi, le gambe iniziano a cedere e un momento di sconforto prende il sopravvento. Ma è lì che, tra 50mila persone, incontro per caso un amico, una sorta di angelo custode, che mi accompagnerà per tutta la seconda parte della gara, spronandomi a “non mollare” fino all’arrivo.

Una volta raggiunto, e superato, il tanto temuto Queensboro Bridge, “il ponte dei crampi”, come l’ho rinominato a causa della salita infinta, inizia la lunghissima 1st Avenue che regala uno scorcio incredibile della città: siamo a Manhattan. La gara prosegue poi fino all’entrata nel quartiere del Bronx e successivamente lungo le strade di Harlem dove è tutto un saliscendi accompagnato da cori gospel. E da lì si corre verso il centro di Manhattan lungo la 5th Avenue, per arrivare finalmente in Central Park.

Gli ultimi chilometri sono quelli delle emozioni che prendono il sopravvento dove è la forza mentale a sorreggere il dolore e l’affaticamento muscolare. Le bandiere sventolano nell’aria, la folla di spettatori si fa sempre più fitta e sempre più festante, urla il tuo nome e grida “almost there”. Il traguardo è proprio lì davanti ai miei occhi, basta un solo passo, alzo le braccia al cielo e con l’ultima energia rimasta cerco di realizzare e convincermi di avercela fatta davvero. Le gambe crollano, le tiene su solo l’orgoglio perché chi termina una maratona, vince la gara più dura, quella contro se stesso. E il tempo che ci metti a percorrerla non conta. A New York, che tu ci metta 2h 10’59” come il vincitore, il keniano Wilson Kipsang, o 8 ore (il tempo limite della gara), sei considerato comunque un eroe”.

Pain is temporary, pride is forever.

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Appuntamento al buio con Run Light

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Ormai siamo in autunno, le giornate si accorciano e le notti si allungano. Inoltre, a fine ottobre, tornerà l’ora solare, le lancette andranno indietro di un’ora e il buio accompagnerà le nostre corse mattutine e quelle dopo il lavoro. Vediamo di non farci trovare impreparati.

Giusto l’altra notte, correndo la Midnight Run, la corsa partita a mezzanotte dall’Arco della Pace per raccogliere fondi a favore dell’Anlaids, mi sono posta il problema di correre al buio sulle strade di Milano, non proprio così sicure, e ho pensato che una luce mi avrebbe proprio fatto comodo.

Vedere ed essere visti quando si corre è di primaria importanza e l’ho capito quando sono stata invitata da Decathlon a provare la Run Light, una lampada specifica per il running che fa parte della gamma Kalenji By Night. Appuntamento alle sei di mattina, lungo le strade della cittò ancora addormentata, per testare il nuovo prodotto correndo accanto al suo inventore, Gilles Ralite, Kalenji Accessories Product Manager.

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La prima peculiarità della Run Light è che è la prima lampada da indossare al petto, un’alternativa reale alle luci frontali. “Essendo posizionata sul petto – ha detto Gilles – la lampada illumina sempre il percorso di fronte al runner, anche se quest’ultimo gira la testa, soprattutto i primi 20 metri, proprio nel punto in cui poggerà i piedi, consentendogli di evitare facilmente eventuali ostacoli”.

E poi è leggerissima, grazie ai suoi 200 grammi di peso, è come non averla addosso e non interferisce in alcun modo con il cardiofrequenzimetro. La batteria è posizionata sulla schiena bilanciando così il peso e ha 3 Led integrati intermittenti che consentono di essere sempre visibili anche di spalle.

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Possiede tre intensità di illuminazione e la batteria al litio, dura, a seconda della modalità di illuminazione, dalle 2 alle 5 ore e può essere ricaricata attraverso un cavo usb. La Run Light, la cui progettazione ha impeganto il team Kalenji per circa 18 mesi ed è stata pluripremiata agli Oxylane Innovation Awards, è già in vendita negli store Decathlon a 39,95 euro.

Must-have!

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Vacanze romane, #cityrunners alla Blood Runner

Grazie Roma. Dimmi cos’è, 
che ci fa sentire amici anche se non ci conosciamo. Dimmi cos’é”. Così cantava Antonello Venditti qualche anno fa e così mi viene da canticchiare dopo lo scorso week-end trascorso nella Capitale per correre la Blood Runner.

Roma ti regala sempre cose belle, a partire dal clima. Lasci Milano con una leggera pioggerellina che ti ricorda che l’autunno è alle porte e dopo solo tre ore di treno arrivi dove 30° ti riportano in piena estate.

E poi Roma ti regala la gente. Io, Giulia e Danilo Goffi, trio (campione + #cityrunners) nato alle pendici dell’Alpe di Siusi e ormai affiatato più della Banda Bassotti, siamo sbarcati a Roma per correre la Blood Runner di domenica 21 settembre. La gara, arrivata alla sua 13esima edizione, promuove l’importanza delle donazioni di sangue coinvolgendo il mondo dello sport e in particolare bambini e ragazzi, che saranno poi i donatori di domani.

Moldiv_1411421933374Il giorno prima della gara, però, il “magico trio”, sotto l’ala protettrice del nostro angelo custode adidas, Pietro, è stato invitato a una tappa del Boost Experience Tour che si è tenuta presso il negozio Lbm Sport, punto di riferimento per i runners capitolini. Obiettivo dell’evento è stato far conoscere le nuove adidas Energy Boost con la possibilità di fare anche un’analisi del piede a chiunque entrasse nello store. Ed è lì che, oltre allo staff adidas e al team Lbm, c’è stato l’incontro con la gente romana (pazzesca) con la quale abbiamo scambiato consigli e abbiamo condiviso storie di corsa individuando anche qualche potenziale #cityrunners in erba.

Degna conclusione della serata è stata la cena da Mimmo Er Podista, corridore che oltre ad aver partecipato alle riprese del film Spirit of the Marathon 2 è proprietario della pizzeria, nel quartiere San Lorenzo, dove si respira solo aria di running. Il locale, in perfetto stile romanaccio, è infatti un elogio ai grandi campioni (ma anche ai “tapascioni”, come li chiama Mimmo) della corsa le cui gesta sono appese in ogni angolo. Pizza ottima, ma anche baccalà fritto e supplì da urlo!

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Frittura varia ancora da digerire, capelli in piedi e occhi da pesce lesso, così io Giulia e Danilo, con questa stessa faccia, ci siamo ritrovati alle ore 7 del giorno seguente per la colazione. Da lì a poco ci saremmo catapultati al Gianicolo per la partenza della gara. Otto km (sia per la competitiva che per la non competitiva) che si sono snodati all’interno di Villa Pamphili e del quartier Monteverde in un saliscendi dal panorama mozzafiato. Inutile dire che Danilo non ha tradito il suo pettorale N°1 e ha vinto la gara competitiva in 26′ mentre il nostro Pietro ha vinto la non competitiva facendoci portare a casa un bottino di ben due coppe. Dopo le gare dei grandi è stata la volta dei più piccoli con la corsa delle ‘Goccioline’, dedicata a bambini dai 4 ai 10 anni.

Dopo aver ammirato, a bocca aperta, tutta Roma dall’alto della terrazza di Piazza Garibaldi ci siamo diretti a Trastevere. Il tempo di un veloce aperitivo dove i campioni si sono rifocillati a boccali di birra, e noi girlz a litri di Mojito (ovviamente Virgin), e la nostra vacanza romana è terminata con quel romanesco “Daje regà” che ancor non m’abbanda…

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#boostyourun, l’energia pink dei #cityrunners conquista Milano

#cityrunners alla conquista del Duomo
#cityrunners alla conquista del Duomo

È da fine luglio che, con grande curiosità, l’aspettavo e finalmente la tanto attesa “notte rosa” di Adidas ha conquistato la città di Milano.

Ci avevano accennato che il 12 settembre ci sarebbe stato un super evento dedicato a noi #cityrunners, ma nemmeno la mia fervida immaginazione era arrivata a tanto.

A partire dalla location, uno dei luoghi più affascinanti di una Milano che non ti aspetti. Appuntamento alle ore 19.30 davanti alla superba Villa Necchi Campiglio, in via Mozart, una dimora storica in un angolo silenzioso della città che Adidas ha trasformato in cool party pieno zeppo di appassionati di sport.

Il giardino di Villa Necchi Campiglio
Il giardino di Villa Necchi Campiglio

L’invito parlava chiaro: le nuovissime Energy Boost 2 ai piedi e look total pink, colore di punta della nuova collezione running di Adidas.

#cityrunners look
#cityrunners look

La “Boost your Run”, la “corsa” e non “gara”, riservata alla community #cityrunners ha attraversato le vie più simboliche del centro lungo un percorso di circa 7 km che ci ha portato da corso Venezia verso piazza Duomo, fino a sfiorare il Castello, attraverso Brera, lungo corso Garibaldi e ad attraversare i giardini Indro Montanelli per far ritorno a Villa Necchi lasciando una scia di colore rosa intenso che la città difficilmente dimenticherà.

Tra i #cityrunners c’erano anche volti noti di ragazze sportive tra le quali la madrina dell’evento Federica Nargi (a cui è stata affidata una sessione di riscaldamento pre-corsa), la campionessa olimpica di fioretto Arianna Errigo e l’argento olimpico di short track Arianna Fontana. Ma anche il capitano del Milan Riccardo Montolivo e il CT della nazionale di ciclismo Davide Cassani non sono potuti mancare alla festa nel magico giardino della Villa.

Il riscaldamento
Il riscaldamento

Dopo la corsa il recovery meal è stato affidato niente di meno che a Davide Oldani, chef milanese tra i più quotati e appassionato di sport, che ha preparato in diretta un risotto dedicato al rosa della serata.

La serata è proseguita fino a tardi con il dj set curato da Ema Stokholma e Andrea Delogu che hanno fatto ballare come uno scatenato addirittura coach Giorgio Rondelli.

Con lo chef Davide Oldani
Con lo chef Davide Oldani

 

Boost Your Run from adidas running italia on Vimeo.

Running in technicolor

C’é proprio bisogno di colore. Imbrattarsi di polvere colorata come se non ci fosse un domani, ecco come ho trascorso il mio sabato pomeriggio. Sarei potuta andare a fare shopping, al mare (complice una splendida giornata di sole) o alle terme e invece no, ho scelto di rotolarmi in una nuvola multicolore con le mie amiche #cityrunners e ritornare così un po’ bambina. La Color Run é una corsa che prevede di partire tutti puliti in abiti candidi e di attraversare, di corsa o camminando, quattro stazioni colore, su un percorso di 5 km, e arrivare al traguardo più zozzi possibile (e orgogliosi di esserlo).

Dopo diverse tappe che hanno toccato Torino, Trieste, Marina di Pietrasanta e Rimini, la corsa più pazza del pianeta ha concluso il suo tour sbarcando a Milano. Partenza e arrivo a San Siro, proprio sul piazzale dello stadio. Quasi 20mila “affamati” di colore, tra cui anche tanti bambini, nonne, mamma e addirittura cani di diversa taglia, si sono dati appuntamento per un evento che più che una corsa podistica sembrava un rave party.

Ho preferito raccontarvi questa Color Run per immagini piuttosto che soffermarmi sulle parole per farvi capire esattamente di che follia si tratta.

PS mentre scrivo ho ancora tracce di fucsia sul corpo e un bel tatuaggio stampato sulla guancia, manco fosse vero!

Enjoy the colors!

Alla partenza
Alla partenza
Alla stazione colore giallo
Alla stazione colore giallo

 

Selfie colorato
Selfie colorato

 

All'arrivo
All’arrivo

 

Tatuaggi che non vanno più via
Tatuaggi che non vanno più via

 

 

 

Settembre runs! Bentornata a me, benritrovati a voi

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Niente più sale tra i capelli, sabbia nel scarpe e corse “vista mare”, le vacanze sono finite e il runner di città torna a correre sull’asfalto. C’è poco da essere tristi e nostalgici, c’è solo da correre, e tanto. Ad aspettarci un programma fitto fitto di appuntamenti per il mese di settembre che si apre con il primo appuntamento #cityrunners – second edition – che si terrà nella sede di Adidas a Monza il 6 settembre.

Sempre il 6 settembre, appuntamento fissato per le ore 17 davanti allo Stadio San Siro, dove la Color Run, la corsa più allegra del mondo, vedrà la partecipazione di 10mila corridori rigorosamente vestiti di bianco che, su un percorso di 5 km, verranno bersagliati da lanci di colore in una festa multicolor a suon di musica. Venerdì 12 settembre sarà la volta della prima night run dedicata alla community #cityrunners mentre il 21 settembre a Milano si terrà l’Innovation Running Day con un tris di eventi: Salomon City Trail, gara competitiva da 26 km tra i monumenti della città; Innovation Running Relay, corsa non competitiva a “staffetta” da 30 km e Corrimi “Innovation Running”, corsa non competitiva da 6,5 km nel Parco Sempione aperta a tutti. Il 26 settembre tutti all’Arco della Pace a mezzanotte per la Midnight Run per correre by night 4, 8 o 12 km.

Tra gli appuntamenti da segnare in agenda c’è senza dubbio la Mezza Maratona di Monza il 12 settembre, con partenza e arrivo nel famoso Autodromo. Per chi ama le trasferte vorrei segnalare la Mare e Monti di Arenzano (GE), marcia a passo libero su diversi percorsi montani e costieri di diversa difficoltà, da 6 a 20 km, che si terrà il 13 e il 14 settembre.

A Roma il 21 settembre si correrà la Blood Runner, gara di 8 km che ha l’obiettivo di promuovere la cultura della donazione di sangue mentre il 28 settembre, in Svizzera, si terrà la StraLugano che prevede una 30 km panoramica (che si può correre anche in staffetta 3X10 km), una 10 km city e una kidsrun.

Allacciate le scarpette!