Prendete appunti sulle “Acque Detox”

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Tutti dicono che bisogna bere di più, soprattutto durante la bella stagione in cui la necessità di idratazione diventa maggiore. E poi sei fai sport il fabbisogno quotidiano di acqua aumenta ancora di più.

Facile bere sì, ma non per tutti. Spesso mandare giù almeno 2 litri d’acqua al giorno non risulta così semplice, io stessa faccio una grande fatica. Così mi sono adoperata per trovare un modo alternativo di bere e ho scoperto quelle che vengono chiamate Sassy Water. Si tratta di acque aromatizzate fai da te, alla frutta e alla verdura, che prendono il nome dalla nutrizionista americana Cynthia Sassy che le ha introdotte come le “imprescindibili” per una dieta detox.

PREPARAZIONE

Potete preparare le acque aromatizzate detox con diversi ingredienti a vostra scelta in base alle stagioni e alle vostre esigenze, infatti, base alle combinazioni di frutta, verdura ed aromi impiegati (preferibilmente biologici), si porrà l’accento su determinati effetti benefici sull’organismo.

Procuratevi una bottiglia con il collo largo o un barattolo di vetro e riempitelo di acqua fredda, quindi aggiungete la vostra frutta e verdura tagliata a pezzetti o a fettine dopo averla lavata accuratamente. Per un litro d’acqua vi servono circa 150/200 gr. di frutta o frutta e verdura. Poi schiacciate leggermente gli ingredienti per facilitare la fuoriuscita dei succhi. Lasciate in infusione almeno per un paio d’ore in frigo (io consiglio una notte intera) e la vostra bevanda è pronta (potete filtrare o bere con una cannuccia lasciando la frutta/verdura dentro al contenitore) per essere portata in ufficio, in palestra o a spasso con voi mentre fate shopping.

BENEFICI

Oltre a farti bere inevitabilmente di più perché sono rinfrescanti, dissetanti e gustose, riducono l’appetito, sgonfiano la pancia, hanno proprietà diuretiche, depurative e tonificanti e sono fonte di vitamine e antiossidanti.

LE MIE 7 ACQUE DETOX PREFERITE

RINFRESCANTE: Anguria e menta

PURIFICANTE: Cetrioli, limone e finocchio

ENERGIZZANTE: Lime, kiwi e fragola

ESOTICA: Ananas, mango e cocco

BRUCIA GRASSI: Pompelmo, limone e zenzero

VITAMINICA: Pompelmo, arancia e limone

SPEZIATA: Mela, cannella e arancia

Io che… “non correrò mai la Maratona di Milano”. E invece sì

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Avevo giurato a me stessa che non avrei mai e poi mai corso la Maratona di Milano essenzialmente per tre motivi: per il percorso, che essendo principalmente dislocato sulle strade che di solito percorro durante i miei allenamenti quotidiani mi sarebbe risultato troppo monotono per ben 42km (e si sa che la testa, in questi casi, la fa da padrona), per il clima (di solito senza mezze misure perché ad aprile diluvia o fa un caldo torrido)e per l’intolleranza dei cittadini milanesi (di cui mi vergogno profondamente, nonostante ne faccia parte) che penso non conosca eguali in tutto il mondo. Togli ai milanesi tutto, ma la macchina no, nemmeno di domenica mattina, nemmeno per fare 50 metri a piedi.

Esattamente 5 mesi fa correvo la Maratona di New York. Sì, ho detto proprio New York, megalopoli trafficata molto più di Milano, ma che mai ti fa sentire fuori posto, nemmeno quando una domenica all’anno 70mila runners si riversano sulle sue strade e la bloccano completamente. Quella domenica per chi corre, e per chi no, è solo una domenica di festa. Una festa di sport. Una festa di amicizia. Una festa di solidarietà.

Eppure, nonostante tante convinzioni ormai diventate quasi dogmi nella mia testa, ho ceduto e in un attimo mi sono ritrovata sulla linea di partenza della Milano Marathon. Senza se e senza ma. L’ho fatto principalmente per l’amicizia, per un patto non scritto tra compagne di corsa che ormai si sono trasformate in amiche vere. Come potevo lasciare sole Valeria, al suo debutto nella distanza regina, e Greta che puntava al personal best? Come potevo mancare alla gara più importante per il team degli Adidas Runners di cui faccio parte? No, non potevo. Lo dovevo a loro quanto a me stessa e alla mia città, tanto ostile quanto bellissima quando calpesti di corsa le sue strade.

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Ok, ero lì in mezzo a oltre 4.500 maratoneti (eravamo 20mila comprese le staffette), ma devo dire però che questa maratona non l’ho preparata minimamente. Dopo New York ho avuto un periodo di rifiuto della corsa e quindi ho trascorso i primi due mesi in quasi totale assenza da allenamento. Ma anche gli ultimi tre mesi non è che siano andati meglio, uscivo per correre una/due volte alla settimana per pochi chilometri e anche la salute non è che sia stata proprio dalla mia parte tanto da consigliarmi in molti a rinunciare e a preferire una frazione della staffetta. Mollare? Io??? Mai. E con tanta incoscienza quanto coraggio, domenica mattina ero lì nella griglia di partenza consapevole del fatto che avrei sofferto tanto e che quella medaglia me la sarei dovuta conquistare con le unghie e con i denti, ma soprattutto con tanto sorriso.

La ricchezza più grande che ti rimane però non è la medaglia, ma gli sguardi, le parole, le mani tese e le pacche sulle spalle di chi incontri in questo lunghissimo viaggio. Dei tuoi compagni di squadra che ti superano, percepiscono la tua fatica, ma che ti incitano a non mollare perché conoscono il valore di quella che non è solo una corsa. Di tutti quelli che non conosci, ma che con un gesto o una smorfia ti fanno capire che provano la tua stessa fatica e il tuo stesso dolore alle gambe ma che non c’è via d’uscita se non quella di stringere i denti e andare avanti. Ed è proprio nel momento di sgomento più profondo, quando ho smesso di correre e ho cominciato a camminare per i forti crampi alle gambe che ho sentito una mano sulla spalla che mi ha dato la forza per arrivare fino alla fine. In questa persona mai conosciuta prima, Marianna, ho riconosciuto il mio angelo custode che ha fatto sì che quella medaglia, frutto di forse la più sofferta di tutte le mie 5 maratone corse, adesso è qui ancora al mio collo.

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E ora arrivano i ringraziamenti…

Grazie ad Adidas e a tutti gli Adidas Runners che ho incontrato sul percorso e che hanno urlato il mio nome e quelli che mi hanno fatto un tifo pazzesco ad ogni zona cambio della staffetta.

Grazie a Valeria e Greta che hanno saputo sdrammatizzare le ore precedenti alla partenza quando le gambe iniziavano a tremare.

Grazie a Raffaella, Samantha e Annalisa perché ormai non possiamo più fare a meno della nostra running-chat quotidiana.

Grazie a Lia che era lì all’arrivo ad aspettarmi a braccia aperte.

Grazie a mio fratello Michele che mi ha seguito fianco a fianco per gli ultimi 4 km in bicicletta con i miei nipotini Nicolò e Matilde al seguito giurandomi che all’arrivo sarebbe stata pronta una ruota di pizza fumante tutta per me

Grazie a mamma e papà (orfano del consueto pranzo della domenica) che mi hanno aspettata al 42° chilometro, proprio in prossimità dell’ultima salita, e che non sono riusciti nemmeno a farmi una foto tanto tremavano le loro mani dall’emozione.

E grazie a tutti quelli che erano lì con me con il pensiero…

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Una serata a ritmo di push & play

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Finalmente ho provato il crossfit e l’ho fatto con la musica sparata nelle orecchie. Questa cosa dell’allenamento funzionale era da un po’ che mi ronzava nella testa, tutti mi dicevano che una volta provato non lo avrei mollato più, che tutto il fisico – dalla testa ai piedi – ne avrebbe beneficiato in poco tempo…insomma mi mancava solo il coraggio di entrare in una di quelle palestre popolata da super uomini e superdonne (e sentirmi inevitabilmente piccola piccola, simil moscerino) e affidarmi, a occhi chiusi e senza paura, ai loro trainer super muscolosi.

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Se non fosse stato per l’invito di Skullcandy probabilmente sarei ancora qui a trovare mille scuse per rimandare. E invece il brand americano specializzato in cuffie – che fonde con i suoi prodotti, musica, sport e tecnologia – ha organizzato una bella serata di crossfit session guidata da Sara Ventura, head trainer presso la sua palestra Crossfit Navigli di Milano, per far conoscere le Skullcandy XTFree, le nuove cuffiette bluetooth del brand dal fit in ear, quindi comodissime per fare sport. E io non potevo di certo mancare.

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Nonostante Sara l’abbia definito un allenamento “rilassante” quello che ci è toccato è stato un training breve sì, ma decisamente intenso, in cui la musica nelle nostre orecchie era mixata alla sua voce che ci guidava e incitava.

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Dopo qualche minuto di riscaldamento in cui sciogliere i muscoli, ecco la parte centrale della sessione in cui il numero 8 è diventato un’ossessione: 8 minuti no stop di una combinazione fatta di 8 squat, 8 push press e 8 sit up con una palla da 6 kg (che poi ho subito sostituito con una più leggera da 4 kg!) seguiti da 2 burpees, il tutto ripetuto all’infinito (sarà un caso che l’8 è il numero che simboleggia proprio l’infinito? O più semplicemente quegli 8 minuti mi erano sembrati un’infinità, chissà…).

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Sono uscita dalla palestra, con il solito sorriso ebete di chi suda, si stanca (anche dopo una lunga giornata di lavoro), ma è felice. Perchè c’è lo sport. Perchè c’è la musica. Perchè ci sono gli amici. 

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Iniziare a correre: da zero a 5 km in 4 settimane

 

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Se stai leggendo qui vuole dire che hai già deciso di iniziare a correre e questa è già una gran cosa. Innanzitutto devi avere una buona dose di MOTIVAZIONE, guardati allo specchio per qualche minuto, fissati e trova il tuo personale “motivo” per trovare la forza di alzarti dal divano, allacciarti le scarpette e partire. Afferra questo motivo per i capelli e portalo sempre stretto a te. Se sei pronta a questa rivoluzione, non hai tempo da perdere, inizia subito e in poco tempo ti accorgerai di quanto tu sia in gamba molto più di quello che credevi. Acquisterai da subito più fiducia in te stessa, godrai del potere delle endorfine e ti potrai concedere anche qualche sfizio in più a tavola. Nello scorso post ti avevo dato qualche dritta sul kit del runner neofita, quindi ormai sei ben equipaggiata e non ci sono più scuse, si parte!

Il trucco è cominciare con poco, per allenare fisico e fiato. Alterna corsa e camminata veloce e riposa e corri a giorni alterni. L’ideale sarebbe allenarsi 3 giorni alla settimana. In un mese, seguendo questa tabella, dovresti riuscire a correre una mezz’ora o più o meno 5 km. All’inizio non importa la velocità, quello che conta è che il tuo corpo si abitui al movimento.

E ricorda, quello che oggi ti sembra impossibile, domani sarà solo il tuo allenamento!

Aspetto i vostri feedback…

1 SETTIMANA

1GIORNO   Corri 1 minuto , Cammina 1 minuto (ripeti 10 volte)      (tempo totale 20 min)

2GIORNO   Corri  2 minuti  , Cammina 1 minuto (ripeti 8 volte)        (tempo totale 24 min)

3GIORNO   Corri 4 minuti ,Cammina1 minuto  (ripeti 5 volte)           (tempo totale 25 min)

2a SETTIMANA

1GIORNO   Corri 4 minuti , Cammina 2 minuto – Ripeti 4 volte               (tempo totale 24  min)

2GIORNO   Corri 6 minuti, Cammina  2 minuti  – Ripeti 3 volte               (tempo totale 24 min)

3GIORNO  Corri 8 minuti , Cammina 2 minuti  – Ripeti 3 volte                (tempo totale 30 min)

3a SETTIMANA

1GIORNO   Corri 10 minuti , Cammina 2 minuti – Ripeti 2 volte               (tempo totale 24 min)

2GIORNO   Corri 12 minuti, Cammina 2 minuti – Ripeti 2 volte                (tempo totale 28 min)

3GIORNO   Corri 15 minuti ,Cammina 2 minuti – Ripeti 2 volte               (tempo totale 34 min)

4a SETTIMANA

1GIORNO  Corri 15 minuti, Cammina 2 minuti (ripeti 2 volte)               (tempo totale 34 min)

2GIORNO  Corri 10 minuti, Cammina 2 minuti (ripeti 2 volte)               (tempo totale 24 min)

3GIORNO  Corri 30 minuti o 5 km

Polline a colazione!

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Ogni volta che vado a fare la spesa nel mio negozietto bio scopro sempre qualcosa di nuovo. E proprio durante la mia ultima incursione la mia attenzione è stata catalizzata da uno scaffale in cui era presente un barattolo pieno di granellini gialli, “Polline fresco” riportava l’etichetta. È bastata una rapida ricerca sul mio smartphone per capire che quello poteva diventare subito un “must” della mia alimentazione.

Il polline (dal latino “pollen”, che significa “fiore di farina”) ha proprietà di tutto rispetto tanto da essere considerato da molti l’alimento perfetto in termini di gamma completa di sostanze nutrienti. Ogni granello di polline, infatti, è una unità biologica che contiene tutto ciò che è necessario alla vita: vitamine, proteine, aminoacidi, carboidrati, enzimi, coenzimi, zuccheri, ormoni di crescita, sali minerali, oligoelementi  e lipidi. Insomma, è un portentoso integratore naturale.

Il polline è presente nei fiori ed è l’elemento maschile fecondante che, grazie al vento ed alle api, viene trasportato di fiore in fiore per l’impollinazione delle piante. Il polline poi è la principale fonte di proteine presente nell’alimentazione delle api e allo stesso tempo è la materia prima che le api utilizzano per produrre la pappa reale il cui scopo è quello di alimentare l’ape regina e le larve delle future api.

QUANDO

Sarebbe meglio assumere una quantità pari a un cucchiaino di polline la mattina, a stomaco vuoto

COME

I granuli si possono masticare direttamente oppure si possono far sciogliere nelle bevande tiepide come the o tisane oppure nello yoghurt. Io personalmente lo mangio con fette biscottate e marmellata.

PERCHÈ

  • È un ottimo ricostituente
  • Viene usato dagli atleti per aumentare la resistenza alla fatica e allo sforzo muscolare
  • Migliora il metabolismo e potenzia il rendimento intellettuale
  • Regola gli squilibri endocrini
  • È un potente antistress e antidepressivo
  • Funge da scudo per il cuore e contrasta i malanni stagionali
  • Svolge un’attività di difesa contro i batteri
  • È un ottimo antinfiammatorio e antitumorale

 

 

Iniziare a correre da zero. Step 1: L’equipaggiamento

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Dai, buttati! Continui a ripeterti che è ora di iniziare a correre, ma non ti decidi mai? Allora questo post è per te. Metti da parte le scuse e comincia subito! Tra qualche giorno inizierà la primavera, hai davanti a te mesi e mesi di belle giornate da goderti all’aria aperta, la prova costume si avvicina, potresti incontrare nuovi amici, scaricare le tensioni lavorative, insomma puoi trovare mille motivi per iniziare una nuova vita di corsa, quindi non c’è tempo da perdere, devi solo allacciarti le scarpette e partire!

E infatti partiamo subito dalle SCARPE. Metti ai piedi delle calzature adeguate, è fondamentale per proteggere il tuo corpo, in particolare le tue articolazioni, dall’impatto con il terreno. Per le prime uscite puoi anche usare scarpe non necessariamente da corsa, ma che siano minimamente ammortizzate e con la zona del tallone un po’ sollevata rispetto alla pianta del piede (per capirci, no alle scarpe da tennis totalmente piatte). Poi, con il tempo, se ti appassioni, potresti valutare l’acquisto di un paio di scarpe specifiche per il running presso un negozio specializzato in cui l’ideale sarebbe anche far analizzare (attraverso un semplice test) il tuo piede. Come potrai immaginare, non tutti i piedi sono uguali e soprattutto non tutti i piedi appoggiano a terra allo stesso modo. C’è chi ha un appoggio neutro, chi è pronatore (ha il piede rotato verso l’interno) e chi è supinatore (ha il piede rotato verso l’esterno). È importante sapere che appoggio si ha per scegliere la calzatura più adatta ed evitare eventuali piccoli (o grandi) traumi che possono insorgere con un allenamento prolungato nel tempo.

Al secondo posto, per importanza, c’è l’ABBIGLIAMENTO che deve necessariamente essere comodo e traspirante. Non copritevi eccessivamente solo per produrre una maggiore quantità di sudore credendo erroneamente di perdere peso più in fretta. Bastano pantaloncini e maglietta (o canotta) in estate e per l’ inverno aggiungete solo qualche strato in più. Pantaloni a ¾, una maglietta termica da indossare a contatto con la pelle, una t-shirt a maniche lunghe e un antivento sempre a portata di mano può fare al caso vostro.

Ci sono poi tutta una serie di ACCESSORI, consigliati ma non indispensabili, come guanti, cappellino, occhiali da sole, visiera e marsupio (mi raccomando, di quelli piatti eh, altrimenti balla tutto!). Con il tempo poi, valuterete voi personalmente quali optional diventeranno i vostri ‘indispensabili’ durante gli allenamenti.

Un optional che merita qualche parola in più è sicuramente l’OROLOGIO. Un classico segnatempo al polso ritengo sia sempre utile portarlo con sé per misurare il tempo durante il quale si corre e per valutare ì propri miglioramenti in termini di durata di attività. Per misurare, invece, altri parametri come distanza, velocità, frequenza cardiaca e calorie bruciate sono in vendita smartwatch dedicati proprio all’attività fisica. Ritengo che questo tipo di apparecchio (dato il costo) sia da acquistare soltanto quando la vostra attività fisica non è più saltuaria ma abbastanza frequente da giustificarne la spesa.

C’è poi chi corre con il CELLULARE. Se siete delle ragazze consiglio sempre di portare con voi il telefonino, specie se correte in orari particolari o in zone isolate. Esistono comodi portacellulari da braccio che non danno fastidio durante la corsa. Se portate con voi il cellulare potete anche utilizzare le tante App dedicate alla corsa tra cui Runtastic e Runkeeper che a fine allenamento vi daranno tutti i dettagli della vostra attività.

E poi ci sono quelli che non possono proprio correre senza MUSICA. Io suggerisco di iniziare a correre in tutta libertà per sentire e registrare al meglio il proprio ‘motore’, poi, una volta presa maggiore confidenza con il proprio corpo un buon lettore musicale (ma anche, ad esempio, la App Spotify direttamente sul cellulare) può rivelarsi un eccellente compagno di running quando ci si allena da soli.

Ecco tutto per quanto riguarda l’equipaggiamento, nel prossimo post si parte con l’allenamento. Iniziate a riscaldare i muscoli e…stay tuned!

Training, forti e combattivi con l’off road

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Dicono che ciò che non ti fa inciampare, ti fortifica. E allora quale migliore allenamento, magari durante un weekend lontano dalle solite strade di città, se non quello di correre veloce sui terreni sconnessi per migliorare la forza, perfezionare l’equilibrio, sviluppare la sensibilità al ritmo e potenziare la resistenza mentale.

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Mi sono allenata su un percorso di montagna a 1.800mt di altitudine in Valle Camonica, ho scelto di indossare un outfit super fluo (è fondamentale essere visibili il più possibile su tracciati innevati) della linea Pimkie Sport e ho colto l’occasione per testare le nuovissime New Balance Fresh Foam 1080, calzature “neutre” dotate di un’ottima ammortizzazione che si percepisce soprattutto quando si spinge in salita.

E via, sono partita alla ricerca di sentieri accidentati per allenarmi a diventare più agile e combattiva.

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Chi l’ha detto che le cosiddette “ripetute” vengono bene solo in pista? Dopo 15 minuti di riscaldamento, ho provato qualcosa di alternativo, un off road in cui, per esempio, correre forte per 3 minuti e recuperare per 1’30”, il tutto ripetuto per 6-8 volte. Per affinare, invece, la mia capacità di accelerare e decelerare, ho corso qualche sprint, da 100mt l’uno, con cambio di ritmo: 30mt a velocità medio-alta, 40mt forte e altri 30mt a un ritmo medio-alto.

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6ookInfine, per stimolare e potenziare la stabilità, basta alzare da terra un piede, piegarlo all’indietro e rimanere in equilibrio, con gli occhi chiusi, per mezzo minuto per poi ripeterlo anche con l’altro piede almeno 5 volte per parte.

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Qualche esercizio di stretching per allungare i muscoli e via al defaticamento che, con un panorama così, non può che giovare sì al corpo, ma soprattutto alla mente.

Ogni tanto si ha proprio la necessità di evadere lasciando a casa la solita “strada”.

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Semi, i “fantastici 7” alleati del benessere

Così piccoli eppure così potenti, i semi sono preziosissimi alleati della salute perchè dotati di mille proprietà benefiche grazie al loro contenuto di acidi grassi essenziali, vitamine, sali minerali, fibre e proteine vegetali.

Non a caso, la natura ha affidato proprio ai semi la riproduzione della specie e proprio per questo li ha forniti di tutte quelle informazioni genetiche e di nutrienti che non possono mancare nelle nostre sane abitudini alimentari.

Attenzione, però, ad assumerli nelle giuste quantità, una manciatina al giorno è sufficiente per ottenere importanti benefici per tutto il nostro corpo.

Ecco qui un elenco dei miei “fantastici 7” che assumo quotidianamente un po’ con tutto, per esempio a colazione con frullati, muesli e cereali, nelle insalate e nelle macedonie di frutta, persino sulla pasta oppure semplicemente da soli come piccolo snack tra un pasto e l’altro. Andiamo a conoscerli…

Il mio smoothie a base di frutti rossi, avena, bacche di goji, semi di chia e semi di girasole
Il mio smoothie a base di frutti rossi, avena, bacche di goji, semi di chia e semi di girasole

1. SEMI DI CANAPA

Grazie al loro contenuto di Omega 3 e Omega 6 migliorano la crescita dei capelli e la salute della pelle, riducono le infiammazioni e possono stimolare il cervello e giovano all’apparato cardiocircolatorio. Grazie ai fitosteroli, mantengono bassi i livelli di colesterolo nel sangue. In più, essendo ricchi di fibra, favoriscono l’attività gastrointestinale. Sono d’aiuto nella prevenzione del cancro e di gravi malattie come il morbo di Parkinson e l’Alzheimer.

2. SEMI DI GIRASOLE

Sono fonte eccellente di vitamine E e del gruppo B, tra cui l’acido folico, importante per la gravidanza e per il sistema immunitario. Sono potenti antibatterici e antiossidanti che proteggono le cellule e prevengono il cancro. Sono anche ricchi di proteine e grassi che fanno bene al cuore. Migliorano la digestione e sono ricchi di rame e
selenio, utili per prevenire patologie cardiache.

3. SEMI DI SESAMO

Alcalinizzanti, energetici e ricostituenti. In medicina popolare il sesamo è noto per la sua capacità di rinforzare la memoria e le facoltà intellettuali. I semi di sesamo sono una delle più importanti fonti vegetali di calcio e sono in grado di combattere il colesterolo, di abbassare la pressione sanguigna e di riparare il fegato. Sono benefici anche in caso di artrite o osteoporosi e durante la menopausa.

4. SEMI DI ZUCCA

Ciò che li accomuna è la ricchezza di acidi grassi polinsaturi, minerali e oligoelementi, fibre e vitamina E. Hanno proprietà rilassanti, vermifughe e preventive nei confronti dei problemi alla prostata e dei disturbi dell’apparato urinario femminile. Aiutano a gestire i livelli di ansia, a dormire meglio e sono ricchi in ferro, in zinco ed in omega 3, abbassano il colesterolo cattivo e hanno benefici per la prevenzione di artrite e osteoporosi.

5. SEMI DI CHIA

Sono ricchi di ferro, acido folico, calcio, magnesio, acidi grassi omega-3 e fibra solubile. Sono importanti per la salute delle ossa e dei denti, mentre gli omega-3 aiutano il cuore abbassando i trigliceridi e i grassi cattivi nel sangue. Possono essere assunti anche da chi soffre di diabete, perché costituiscono un alimento a basso indice glicemico. Mantengono sotto controllo il livello della pressione arteriosa e sono un valido aiuto per l’intestino.

6. SEMI DI LINO

Proteggono l’organismo, prevenendo malattie a carico dell’apparato circolatorio. Migliorano le capacità digestive e prevengono l’osteoporosi ed altre patologie alle ossa, al cuore e all’apparato digerente. Sono di aiuto contro la stitichezza e la cistite e forniscono proteine, vitamine del gruppo B e sali minerali come il fosforo, il magnesio, il rame ed il manganese. Rinforzano, il sistema immunitario e contribuiscono alla depurazione dell’organismo e prevengono il tumore al seno, alla prostata e al colon.

7. SEMI DI PAPAVERO

Hanno un elevatissimo contenuto di Omega3, vantano proprietà calmanti e sedative per il sistema nervosa per cui vengono utilizzati come rimedio naturale contro ansia e stress. Il consumo di semi di papavero, inoltre, contribuisce a ridurre la concentrazione di colesterolo nel sangue e a tenere sotto controllo il livello di zuccheri.

Con Diadora una staffetta di 1500 km attraverso l’Europa

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Vi piacerebbe prendere parte a una staffetta di 1500 km?

Diadora, per celebrare la prima campagna di brand mondiale “Make it Bright”, ha organizzato la staffetta più spettacolare mai intrapresa prima. Sarà una corsa di 1500 km che attraverserà l’Europa e verrà seguita da un team di supporto e dalla troupe che fornirà aggiornamenti live dell’impresa sul sito dedicato.

Non sono richieste doti da maratoneta per partecipare, basta solo la passione per la corsa, quindi la selezione è aperta a tutti quelli che si candideranno su http://makeitbright.diadora.com/ fino al 30 gennaio.

La staffetta, che si terrà dall’11 al 19 febbraio, partirà dalla sede Diadora di Caerano di San Marco (TV), presso l’impianto in cui verrà avviata la produzione del primo paio di SS2016 N9000. Una volta uscito dallo stabilimento di produzione, questo paio di scarpe partirà alla scoperta dell’Europa per terminare la propria corsa in Spagna, dove verrà consegnato a Barcellona.

5 motivi per correre (a Nizza) la Prom’Classic

Correre la Prom’Classic è sempre un’ottima idea. Potrei elencarvi un milione di buoni motivi per andare a Nizza, nel weekend appena dopo l’Epifania, e partecipare a questa corsa di 10 km interamente lungo la Promenade des Anglais. Ma ne ho scelti solo 5 (per me i più importanti) perchè questa gara diventi un must del vostro calendario runnico.

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1.    Innanzitutto per tuffarsi qualche giorno in una vera e propria stagione primaverile (anche se si è a metà gennaio), rispolverare l’outfit da corsa estivo e azzardare, se si è fortunati, addirittura un bagno in mare post gara.

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2. Perché è una gara adatta a tutti, dai professionisti ai principianti (è completamente  piatta) e, novità di quest’ultima edizione, anche ai più piccoli che hanno potuto cimentarsi nelle distanze 1,5km per i bambini tra i 10 e gli 11 anni e 750m per quelli di età compresa tra 8 e 9 anni.

La corsa dei bimbi
La corsa dei bimbi

3. Poi perchè gareggiare proprio sotto l’Hotel Negresco ha un fascino senza eguali. Correre seguendo la sua famosa cupola rosa riporta alla magia della Belle Epoque. Lo sapevate che l’albergo fondato nel 1913 è considerato una sorta di Tour Eiffel di Nizza oltre che quasi un museo perchè custodisce numerose opere d’arte tra cui un ritratto di Luigi XIV, secondo per importanza solo a quello del Louvre?

All'orizzonte la cupola del Negresco
All’orizzonte la cupola del Negresco

4. Per godersi in assoluto relax il tramonto della baia seduti sulle celebri chaises bleues (le seggiole blu) lungo la Promenade des Anglais assaporando la brezza marina della Costa Azzurra.

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5. Per gustare, come recovery meal, la Socca (si pronuncia con l’accento sulla à), la sottilissima pasta di farina di ceci, simile alla nostra farinata, o la Pissaladière, tipica focaccia rustica con cipolle, acciughe e olive, passeggiando tra i vicoli della città vecchia.

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