La natura che emoziona alla Mezza dell’Alpe di Siusi

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Anno dopo anno, ne sono sempre più convinta: la Mezza dell’Alpe di Siusi è la più bella mezza maratona che io abbia mai corso. Per chi, come me, ama la natura non può non appuntarsela come obbligatoria nel calendario delle gare estive. Da quando ho partecipato la prima volta, tre anni fa, è diventato il mio appuntamento fisso per festeggiare di corsa l’inizio dell’estate. I primi di luglio, non abbiate dubbi, mi trovate all’Alpe di Siusi.

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E così, anche quest’anno, i miei 21 km nel verde, al cospetto dell’imponenza del Massiccio dello Sciliar (oltre 2500 metri di altitudine) non me li ha tolti nessuno. Correre attraverso l’altopiano più grande d’Europa, con i suoi ben 56 km2, è un’esperienza quasi mistica: la bellezza del panorama dolomitico circostante ti ubriaca a tal punto che le salite impervie, il terreno scivoloso e il sole che brucia a picco sulla testa passano in secondo piano.

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Qui corrono solo gli appassionati di montagna, quelli che si riempioni gli occhi del cielo che sfiorano, dell’odore del fieno e dei fiori che respirano. Riduttivo parlare di trail, riduttivo persino parlare di essere o non essere campioni. Si tratta soltanto di sensibilità: farsi venire i brividi nell’emozionarsi davanti all’immensità della natura mentre le gambe corrono alla ricerca spasmodica di quel bello che ti avvolge.

4-okQuest’anno, alla quarta edizione della Mezza Maratona dell’Alpe di Siusi (vinta dal bolzanino Gianmarco Bazzoni con il tempo di 1:22’24) gli “emozionati” sulla linea della partenza sono stati 700, provenienti da 12 Paesi. 5-okAlla luce delle tantissime richieste di partecipazione della passata edizione, infatti, l’organizzazione ha aumentato, nell’edizione 2016, il numero dei pettorali da 500 a 700. Che l’anno prossimo si arrivi a quota 1000??? Io, la mia dose di emozione verde, l’ho già prenotata anche per l’anno prossimo…chi viene con me?

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Running Test: TomTom Runner 2 Cardio + Music. Chi fermerà la musica?

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Anche se tanti puristi del running storceranno il naso, io quando mi alleno (da sola) non posso fare a meno della musica. Ho una playlist, che studio meticolosamente, un po’ per tutto: ballate pop per i lunghi, sound energico per le ripetute, armonie relax per lo stretching, insomma la musica, oltre a farmi compagnia, mi carica e mi rilassa allo stesso tempo. L’unico impiccio, lo ammetto, è però portarsi dietro il lettore mp3 o lo smartphone (oltre al Gps e al cardiofrequenzimetro, a cui non posso proprio rinunciare). Meno aggeggi ho addosso quando corro e meglio sto, ma rinunciare alle musica proprio non se ne parla. Ero quindi molto curiosa di testare il nuovo TomTom Runner 2 Cardio + Music, dispositivo da polso che fa, in modo geniale, da “tutt’uno”: è in grado di combinare un lettore musicale integrato, un sensore per la rilevazione della frequenza cardiaca al polso, un sistema di monitoraggio dell’attività 24h24 e 7 giorni su 7, possiede la funzionalità Multi-Sport e un accurato sensore GPS.

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MI PIACE PERCHÈ

La caratteristica più innovativa, quella che mi ha fatto innamorare è senza dubbio, quella relativa alla musica: nello specifico TomTom Runner 2 dispone di ben 3GB per l’archiviazione musicale, il che significa avere la possibilità di ascoltare, direttamente dal proprio orologio, oltre 500 brani musicali (circa 33 ore di musica, quindi per darvi un’idea potete correre con le note nelle orecchie per due volte la 100 km del Passatore!). Inoltre, il dispositivo è compatibile con una vasta gamma di cuffie Bluetooth (che nell’ottica di minimizzare gli ‘impicci’, non guasta) e viene fornito con tracce audio pensate appositamente per il running, un mix su misura della durata di 30 minuti per motivare, fornire energia o suggerire le hit del momento scelte dai migliori DJ del mondo a cura di Ministry of Sound (le playlist possono anche essere facilmente scaricate da iTunes o Windows Media Player).

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Secondo, cosa che adoro, oltre ai cinturini intercambiabili, è che questo dispositivo permette di rilevare il proprio battito cardiaco tramite il cardiofrequenzimetro ottico. Il che significa che è sufficiente legare al polso il proprio TomTom 2 Cardio + Music, iniziare la propri attività (corsa, ciclismo, nuoto o palestra) e il gioco è fatto: la tradizionale (e fastidiosa) fascia toracica non è più necessaria. E poi c’è da aggiungere che funziona anche come activity tracker monitorando l’attività quotidiana diurna e notturna (eh sì perché ricordiamoci che si brucia anche quando si dorme!). Conoscerete così, ad esempio, il numero di passi percorsi, le calorie bruciate e il tempo di attività effettuata. Il prezzo? 249 euro

[La musica è il miglior mezzo per sopportare il tempo]

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Healthy Food: Riso rosso thai con avocado, salmone affumicato e sale all’argilla rossa delle Hawaii

Cercate un’alternativa esotica all’insalata di riso tradizionale? Se avete voglia di un piatto fresco, semplice e veloce da preparare, molto gustoso, ma soprattutto sano e ricco di nutrienti, vi propongo il piatto che ho sperimentato ieri e che permette di assimilare il giusto equilibrio tra carboidrati, proteine e grassi (quelli buoni eh!). Il salmone, infatti, è ricco di Omega 3 mentre l’avocado riequilibra molto rapidamente il livello del colesterolo “cattivo”. Il riso rosso thai integrale poi ha poche calorie, ma aumenta il senso di sazietà. Provatelo, ditemi cosa ne pensate e…buon appetito!

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Ingredienti per 2 persone:

  • Riso rosso thailandese: 180 gr.
  • Brodo vegetale: 1,5 l
  • Avocado: 2 piccoli
  • Salmone affumicato: 150 gr
  • Sale all’argilla rossa delle Hawaii: q.b.
  • Limone: 1
  • Olio extravergine: q.b.
  • Pepe: q.b.

 

Preparazione:

  • Preparare il brodo vegetale e farlo bollire, poi versare il riso (già sciacquato con acqua) nel brodo e farlo cuocere secondo i minuti riportati sulla confezione (di solito intorno alla mezz’ora). Raffreddarlo sotto il getto dell’acqua fredda e scolarlo, quindi riporlo in un contenitore e condire con l’olio e il sale.
  • Mentre il riso è in cottura, tagliare e pestare con il dorso di un cucchiaio l’avocado e condirlo con limone e pepe. Poi sminuzzare il salmone e condire col limone.
  • Infine preparare il piatto con i diversi strati: fate prima una bella ‘montagnetta’ di riso, poi aggiungete l’avocado e infine il salmone.

Da Natked alla ricerca dell’armonia con Deha

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“Dovete rispettare il vostro corpo che è un’opera ingegneristica perfettissima”, con questo mantra Gianluca De Benedictis ha accolto me e un piccolo gruppo di appassionate di sport e movimento da Natked, lo spazio nato circa un anno fa in zona Porta Nuova a Milano in cui si pratica una sorta di allenamento su misura basato sul concetto di armonia tra mente e corpo.

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L’occasione è stata la presentazione della nuova collezione della linea del brand activewear Deha che si chiama appunto “Harmonic” e che è stata pensata per attività come lo yoga e il pilates, ma anche per i quotidiani momenti di relax.

Abbiamo provato alcuni nuovi capi della collezione, caratterizzati dall’essere molto comodi, morbidi, fluidi, asimmetrici con colori basici e realizzati con tessuti ecosostenibili come il cotone organico e la viscosa Lenzing, e per un’ora ci siamo dedicate soltanto a noi stesse e alla ricerca della nostra personalissima armonia.

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“Bisogna ascoltare i propri bisogni e, allo stesso tempo, ciò che il corpo comunica”, ci ha spiegato Gianluca. “L’obiettivo è quello di ritrovare forma e armonia attraverso esercizi naturali che rieduchino al movimento e allo stare bene”.

Tutti concetti affatto scontati per chi nella propria quotidianità è costretto a una vita sedentaria stando seduto per ore in luoghi chiusi, con posture scorrette e occhi fissi a un pc.

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Una delle regole di Natked, ad esempio, è che si deve camminare a piedi nudi proprio per riprendere quella confidenza con i nostri piedi che l’uso delle scarpe ci ha via via negato. Poi Gianluca ci ha parlato di “propriocezione”, termine a me prima sconosciuto, ovvero dell’abilità del corpo di trasmettere la posizione nello spazio. “Governiamo la stabilità, l’equilibrio e la coordinazione dei movimenti, così aumentiamo il nostro benessere e la nostra performance”, ha detto. Equilibrio fisico equivale a equilibrio mentale.

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Insomma il corpo deve scorrere nel suo percorso naturale, deve essere libero di andare dove sente l’esigenza di andare, con un movimento fluido che va a toccare tutti gli elementi che regolano la sua salute, con la sola interruzione della respirazione funzionale. 

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Ma l’armonia passa anche per l’alimentazione, ecco perché Deha, dopo questo momento di reset fisico (e mentale) ci ha offerto un healty break a base di frutti rossi, frutta secca, succhi pressati a freddo e… cioccolato! Armonia conquistata!

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Allenare i piedi con le Vibram FiveFingers

Mi ero ripromessa che dopo aver corso la Maratona di Milano mi sarei occupata di più dei miei piedi. Tra la preparazione di una maratona e l’altra ho passato mesi e mesi ad avere i piedi sigillati nelle scarpe da running con cui ultimamente ho corso davvero tante ore e tanti chilometri. Archiviati i 42km meneghini ho così deciso di dedicarmi un po’ al rehab dei miei piedi che pensavo fossero più forti e allenati di quanto invece lo siano davvero. Se sei abituata a correre a lungo non è detto che i tuoi piedi siano forti e in salute, anzi tendono a perdere sensibilità e a dimostrarmelo è stato proprio un incontro, insieme ad altri sportivi presso lo store Vibram di Milano, con Sergio Rossato, Fitness Project Manager del brand.

Dopo averci fatto un breve excursus sulla storia di Vibram (lo sapevate che il fondatore, il Sig. Vitale Bramani da cui deriva appunto il nome Vi-bram, ha inventato la famosa suola Carrarmato?), Sergio ci ha fatto togliere scarpe e calze e ci ha fatto prendere confidenza con i nostri piedi facendoci passeggiare su diversi tipi di superfici. Ed è stato proprio lì che mi sono resa conto di avere dei piedi non proprio al top. Devo dire che ho fatto molta fatica a seguire le indicazioni di Sergio sul provare ad allargare e addirittura a muovere singolarmente ogni dito, movimenti che, invece, dovrebbero essere più che naturali. Costituiti da 33 articolazioni, centinaia di muscoli, tendini e legamenti e con quasi 200mila sensori sotto ogni pianta, i piedi sono meccanismi perfetti e strabilianti, ma siamo diventati così dipendenti dalle scarpe che ormai sono quasi diventati un mistero per noi. È arrivata l’ora di imparare a conoscerli e soprattutto di rispettarli.

Per prima cosa i piedi vanno osservati. “Guardateli, toccateli, cercate di familiare con la loro forma e la loro condizione”, ci ha spiegato Sergio. “Vanno sensibilizzati, bisogna abituarsi a camminare su superfici diverse, noterete che i piedi risponderanno a questi stimoli in maniera diversa in base alle superfici. Provate a sollevarvi sulle punte, chiudete le dita, appoggiate il peso prima sul lato esterno e poi interno, cercare di afferrare una salvietta dal pavimento con le dita e passatela all’altro piede. Questi sono esercizi che andrebbero eseguiti ogni giorno”, ha continuato Sergio.

Insomma, ho capito che i piedi, così come tutte le altre parti del corpo, vanno allenati regolarmente e da lì mi si è aperto tutto un mondo. Sergio ci ha fatto provare le FiveFingers, le famose calzature minimaliste con le cinque dita per capirci, quelle che quando le indossi ti sembra di essere a piedi nudi. “L’ideale – dice Sergio – sarebbe indossare le FiveFingers in modo graduale, si può iniziare con una mezzora, per poi passare a qualche ora e perché no, con il tempo ci si potrebbe anche correre”. Io le sto indossando soprattutto nel weekend e dopo gli allenamenti e devo dire che sto migliorando a vista d’occhio, non sono ancora in grado di avere delle dita ‘prensili’, ma già il fatto che io ci metta soltanto qualche minuto per indossarle (rispetto all’inizio in cui facevo una fatica boia soltanto per separare le dita) è già un grande passo avanti!

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Ci sono tanti modelli tra cui scegliere, ci sono quelle indicate per la corsa, ma anche quelle per camminare, per il trekking e per lo yoga. Ci sono addirittura gli stivali e anche le calze (naturalmente con le cinque dita!)

Il consiglio è senza dubbio quello di provarle perchè si tratta di un’esperienza sensoriale unica, da fare assolutamente se si vuole bene ai propri piedi. Ormai sono diventate le mie calzature preferite soprattutto per il weekend in cui mi dedico totalmente a me e allo sport, come potete vedere dalle foto. Insomma, è un modo per tornare alle origini, camminare scalzi aumenta la percezione dei nostri piedi e ci mette in sintonia con l’ambiente circostante. Provare per credere!

 

 

Prendete appunti sulle “Acque Detox”

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Tutti dicono che bisogna bere di più, soprattutto durante la bella stagione in cui la necessità di idratazione diventa maggiore. E poi sei fai sport il fabbisogno quotidiano di acqua aumenta ancora di più.

Facile bere sì, ma non per tutti. Spesso mandare giù almeno 2 litri d’acqua al giorno non risulta così semplice, io stessa faccio una grande fatica. Così mi sono adoperata per trovare un modo alternativo di bere e ho scoperto quelle che vengono chiamate Sassy Water. Si tratta di acque aromatizzate fai da te, alla frutta e alla verdura, che prendono il nome dalla nutrizionista americana Cynthia Sassy che le ha introdotte come le “imprescindibili” per una dieta detox.

PREPARAZIONE

Potete preparare le acque aromatizzate detox con diversi ingredienti a vostra scelta in base alle stagioni e alle vostre esigenze, infatti, base alle combinazioni di frutta, verdura ed aromi impiegati (preferibilmente biologici), si porrà l’accento su determinati effetti benefici sull’organismo.

Procuratevi una bottiglia con il collo largo o un barattolo di vetro e riempitelo di acqua fredda, quindi aggiungete la vostra frutta e verdura tagliata a pezzetti o a fettine dopo averla lavata accuratamente. Per un litro d’acqua vi servono circa 150/200 gr. di frutta o frutta e verdura. Poi schiacciate leggermente gli ingredienti per facilitare la fuoriuscita dei succhi. Lasciate in infusione almeno per un paio d’ore in frigo (io consiglio una notte intera) e la vostra bevanda è pronta (potete filtrare o bere con una cannuccia lasciando la frutta/verdura dentro al contenitore) per essere portata in ufficio, in palestra o a spasso con voi mentre fate shopping.

BENEFICI

Oltre a farti bere inevitabilmente di più perché sono rinfrescanti, dissetanti e gustose, riducono l’appetito, sgonfiano la pancia, hanno proprietà diuretiche, depurative e tonificanti e sono fonte di vitamine e antiossidanti.

LE MIE 7 ACQUE DETOX PREFERITE

RINFRESCANTE: Anguria e menta

PURIFICANTE: Cetrioli, limone e finocchio

ENERGIZZANTE: Lime, kiwi e fragola

ESOTICA: Ananas, mango e cocco

BRUCIA GRASSI: Pompelmo, limone e zenzero

VITAMINICA: Pompelmo, arancia e limone

SPEZIATA: Mela, cannella e arancia

Io che… “non correrò mai la Maratona di Milano”. E invece sì

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Avevo giurato a me stessa che non avrei mai e poi mai corso la Maratona di Milano essenzialmente per tre motivi: per il percorso, che essendo principalmente dislocato sulle strade che di solito percorro durante i miei allenamenti quotidiani mi sarebbe risultato troppo monotono per ben 42km (e si sa che la testa, in questi casi, la fa da padrona), per il clima (di solito senza mezze misure perché ad aprile diluvia o fa un caldo torrido)e per l’intolleranza dei cittadini milanesi (di cui mi vergogno profondamente, nonostante ne faccia parte) che penso non conosca eguali in tutto il mondo. Togli ai milanesi tutto, ma la macchina no, nemmeno di domenica mattina, nemmeno per fare 50 metri a piedi.

Esattamente 5 mesi fa correvo la Maratona di New York. Sì, ho detto proprio New York, megalopoli trafficata molto più di Milano, ma che mai ti fa sentire fuori posto, nemmeno quando una domenica all’anno 70mila runners si riversano sulle sue strade e la bloccano completamente. Quella domenica per chi corre, e per chi no, è solo una domenica di festa. Una festa di sport. Una festa di amicizia. Una festa di solidarietà.

Eppure, nonostante tante convinzioni ormai diventate quasi dogmi nella mia testa, ho ceduto e in un attimo mi sono ritrovata sulla linea di partenza della Milano Marathon. Senza se e senza ma. L’ho fatto principalmente per l’amicizia, per un patto non scritto tra compagne di corsa che ormai si sono trasformate in amiche vere. Come potevo lasciare sole Valeria, al suo debutto nella distanza regina, e Greta che puntava al personal best? Come potevo mancare alla gara più importante per il team degli Adidas Runners di cui faccio parte? No, non potevo. Lo dovevo a loro quanto a me stessa e alla mia città, tanto ostile quanto bellissima quando calpesti di corsa le sue strade.

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Ok, ero lì in mezzo a oltre 4.500 maratoneti (eravamo 20mila comprese le staffette), ma devo dire però che questa maratona non l’ho preparata minimamente. Dopo New York ho avuto un periodo di rifiuto della corsa e quindi ho trascorso i primi due mesi in quasi totale assenza da allenamento. Ma anche gli ultimi tre mesi non è che siano andati meglio, uscivo per correre una/due volte alla settimana per pochi chilometri e anche la salute non è che sia stata proprio dalla mia parte tanto da consigliarmi in molti a rinunciare e a preferire una frazione della staffetta. Mollare? Io??? Mai. E con tanta incoscienza quanto coraggio, domenica mattina ero lì nella griglia di partenza consapevole del fatto che avrei sofferto tanto e che quella medaglia me la sarei dovuta conquistare con le unghie e con i denti, ma soprattutto con tanto sorriso.

La ricchezza più grande che ti rimane però non è la medaglia, ma gli sguardi, le parole, le mani tese e le pacche sulle spalle di chi incontri in questo lunghissimo viaggio. Dei tuoi compagni di squadra che ti superano, percepiscono la tua fatica, ma che ti incitano a non mollare perché conoscono il valore di quella che non è solo una corsa. Di tutti quelli che non conosci, ma che con un gesto o una smorfia ti fanno capire che provano la tua stessa fatica e il tuo stesso dolore alle gambe ma che non c’è via d’uscita se non quella di stringere i denti e andare avanti. Ed è proprio nel momento di sgomento più profondo, quando ho smesso di correre e ho cominciato a camminare per i forti crampi alle gambe che ho sentito una mano sulla spalla che mi ha dato la forza per arrivare fino alla fine. In questa persona mai conosciuta prima, Marianna, ho riconosciuto il mio angelo custode che ha fatto sì che quella medaglia, frutto di forse la più sofferta di tutte le mie 5 maratone corse, adesso è qui ancora al mio collo.

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E ora arrivano i ringraziamenti…

Grazie ad Adidas e a tutti gli Adidas Runners che ho incontrato sul percorso e che hanno urlato il mio nome e quelli che mi hanno fatto un tifo pazzesco ad ogni zona cambio della staffetta.

Grazie a Valeria e Greta che hanno saputo sdrammatizzare le ore precedenti alla partenza quando le gambe iniziavano a tremare.

Grazie a Raffaella, Samantha e Annalisa perché ormai non possiamo più fare a meno della nostra running-chat quotidiana.

Grazie a Lia che era lì all’arrivo ad aspettarmi a braccia aperte.

Grazie a mio fratello Michele che mi ha seguito fianco a fianco per gli ultimi 4 km in bicicletta con i miei nipotini Nicolò e Matilde al seguito giurandomi che all’arrivo sarebbe stata pronta una ruota di pizza fumante tutta per me

Grazie a mamma e papà (orfano del consueto pranzo della domenica) che mi hanno aspettata al 42° chilometro, proprio in prossimità dell’ultima salita, e che non sono riusciti nemmeno a farmi una foto tanto tremavano le loro mani dall’emozione.

E grazie a tutti quelli che erano lì con me con il pensiero…

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Una serata a ritmo di push & play

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Finalmente ho provato il crossfit e l’ho fatto con la musica sparata nelle orecchie. Questa cosa dell’allenamento funzionale era da un po’ che mi ronzava nella testa, tutti mi dicevano che una volta provato non lo avrei mollato più, che tutto il fisico – dalla testa ai piedi – ne avrebbe beneficiato in poco tempo…insomma mi mancava solo il coraggio di entrare in una di quelle palestre popolata da super uomini e superdonne (e sentirmi inevitabilmente piccola piccola, simil moscerino) e affidarmi, a occhi chiusi e senza paura, ai loro trainer super muscolosi.

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Se non fosse stato per l’invito di Skullcandy probabilmente sarei ancora qui a trovare mille scuse per rimandare. E invece il brand americano specializzato in cuffie – che fonde con i suoi prodotti, musica, sport e tecnologia – ha organizzato una bella serata di crossfit session guidata da Sara Ventura, head trainer presso la sua palestra Crossfit Navigli di Milano, per far conoscere le Skullcandy XTFree, le nuove cuffiette bluetooth del brand dal fit in ear, quindi comodissime per fare sport. E io non potevo di certo mancare.

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Nonostante Sara l’abbia definito un allenamento “rilassante” quello che ci è toccato è stato un training breve sì, ma decisamente intenso, in cui la musica nelle nostre orecchie era mixata alla sua voce che ci guidava e incitava.

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Dopo qualche minuto di riscaldamento in cui sciogliere i muscoli, ecco la parte centrale della sessione in cui il numero 8 è diventato un’ossessione: 8 minuti no stop di una combinazione fatta di 8 squat, 8 push press e 8 sit up con una palla da 6 kg (che poi ho subito sostituito con una più leggera da 4 kg!) seguiti da 2 burpees, il tutto ripetuto all’infinito (sarà un caso che l’8 è il numero che simboleggia proprio l’infinito? O più semplicemente quegli 8 minuti mi erano sembrati un’infinità, chissà…).

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Sono uscita dalla palestra, con il solito sorriso ebete di chi suda, si stanca (anche dopo una lunga giornata di lavoro), ma è felice. Perchè c’è lo sport. Perchè c’è la musica. Perchè ci sono gli amici. 

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Iniziare a correre: da zero a 5 km in 4 settimane

 

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Se stai leggendo qui vuole dire che hai già deciso di iniziare a correre e questa è già una gran cosa. Innanzitutto devi avere una buona dose di MOTIVAZIONE, guardati allo specchio per qualche minuto, fissati e trova il tuo personale “motivo” per trovare la forza di alzarti dal divano, allacciarti le scarpette e partire. Afferra questo motivo per i capelli e portalo sempre stretto a te. Se sei pronta a questa rivoluzione, non hai tempo da perdere, inizia subito e in poco tempo ti accorgerai di quanto tu sia in gamba molto più di quello che credevi. Acquisterai da subito più fiducia in te stessa, godrai del potere delle endorfine e ti potrai concedere anche qualche sfizio in più a tavola. Nello scorso post ti avevo dato qualche dritta sul kit del runner neofita, quindi ormai sei ben equipaggiata e non ci sono più scuse, si parte!

Il trucco è cominciare con poco, per allenare fisico e fiato. Alterna corsa e camminata veloce e riposa e corri a giorni alterni. L’ideale sarebbe allenarsi 3 giorni alla settimana. In un mese, seguendo questa tabella, dovresti riuscire a correre una mezz’ora o più o meno 5 km. All’inizio non importa la velocità, quello che conta è che il tuo corpo si abitui al movimento.

E ricorda, quello che oggi ti sembra impossibile, domani sarà solo il tuo allenamento!

Aspetto i vostri feedback…

1 SETTIMANA

1GIORNO   Corri 1 minuto , Cammina 1 minuto (ripeti 10 volte)      (tempo totale 20 min)

2GIORNO   Corri  2 minuti  , Cammina 1 minuto (ripeti 8 volte)        (tempo totale 24 min)

3GIORNO   Corri 4 minuti ,Cammina1 minuto  (ripeti 5 volte)           (tempo totale 25 min)

2a SETTIMANA

1GIORNO   Corri 4 minuti , Cammina 2 minuto – Ripeti 4 volte               (tempo totale 24  min)

2GIORNO   Corri 6 minuti, Cammina  2 minuti  – Ripeti 3 volte               (tempo totale 24 min)

3GIORNO  Corri 8 minuti , Cammina 2 minuti  – Ripeti 3 volte                (tempo totale 30 min)

3a SETTIMANA

1GIORNO   Corri 10 minuti , Cammina 2 minuti – Ripeti 2 volte               (tempo totale 24 min)

2GIORNO   Corri 12 minuti, Cammina 2 minuti – Ripeti 2 volte                (tempo totale 28 min)

3GIORNO   Corri 15 minuti ,Cammina 2 minuti – Ripeti 2 volte               (tempo totale 34 min)

4a SETTIMANA

1GIORNO  Corri 15 minuti, Cammina 2 minuti (ripeti 2 volte)               (tempo totale 34 min)

2GIORNO  Corri 10 minuti, Cammina 2 minuti (ripeti 2 volte)               (tempo totale 24 min)

3GIORNO  Corri 30 minuti o 5 km

Polline a colazione!

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Ogni volta che vado a fare la spesa nel mio negozietto bio scopro sempre qualcosa di nuovo. E proprio durante la mia ultima incursione la mia attenzione è stata catalizzata da uno scaffale in cui era presente un barattolo pieno di granellini gialli, “Polline fresco” riportava l’etichetta. È bastata una rapida ricerca sul mio smartphone per capire che quello poteva diventare subito un “must” della mia alimentazione.

Il polline (dal latino “pollen”, che significa “fiore di farina”) ha proprietà di tutto rispetto tanto da essere considerato da molti l’alimento perfetto in termini di gamma completa di sostanze nutrienti. Ogni granello di polline, infatti, è una unità biologica che contiene tutto ciò che è necessario alla vita: vitamine, proteine, aminoacidi, carboidrati, enzimi, coenzimi, zuccheri, ormoni di crescita, sali minerali, oligoelementi  e lipidi. Insomma, è un portentoso integratore naturale.

Il polline è presente nei fiori ed è l’elemento maschile fecondante che, grazie al vento ed alle api, viene trasportato di fiore in fiore per l’impollinazione delle piante. Il polline poi è la principale fonte di proteine presente nell’alimentazione delle api e allo stesso tempo è la materia prima che le api utilizzano per produrre la pappa reale il cui scopo è quello di alimentare l’ape regina e le larve delle future api.

QUANDO

Sarebbe meglio assumere una quantità pari a un cucchiaino di polline la mattina, a stomaco vuoto

COME

I granuli si possono masticare direttamente oppure si possono far sciogliere nelle bevande tiepide come the o tisane oppure nello yoghurt. Io personalmente lo mangio con fette biscottate e marmellata.

PERCHÈ

  • È un ottimo ricostituente
  • Viene usato dagli atleti per aumentare la resistenza alla fatica e allo sforzo muscolare
  • Migliora il metabolismo e potenzia il rendimento intellettuale
  • Regola gli squilibri endocrini
  • È un potente antistress e antidepressivo
  • Funge da scudo per il cuore e contrasta i malanni stagionali
  • Svolge un’attività di difesa contro i batteri
  • È un ottimo antinfiammatorio e antitumorale