Categoria: Running

Corri e voli con Lufthansa verso una meta da sogno

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Se ami correre e sei appassionato di viaggi questo post fa per te…

La compagnia aerea Lufthansa ha lanciato “Destination Running”, un contest davvero originale ideato in collaborazione con l’agenzia francese Running Heroes che mette in palio due biglietti di Premium Economy verso una destinazione “al sole” del network intercontinentale di Lufthansa. L’idea alla base è semplice: correre anziché volare verso la meta prescelta. Basta iscriversi al sito www.destination-running-lufthansa.com/ e scegliere una tra 7 destinazioni da sogno tra Cancun, Isole Mauritius, Malè, Nairobi, Panama, San Josè e Tampa. Per poter vincere 2 biglietti di andata e ritorno verso la meta selezionata, bisognerà scegliere un amico, il “copilota”, con il quale condividere il viaggio e semplicemente correre il tempo equivalente alle ore impiegate dall’aereo Lufthansa per raggiungere la meta. Per dimostrare di aver corso i km o per il tempo stabilito, basterà collegarsi alla piattaforma attraverso le principali app di running (tra cui Runtastic, Nike+, RunKeeper, Strava, Endomondo, MapMyRun, Garmin, Polar ou Fitbit) o l’orologio GPS che si utilizza per correre. E’ possibile anche incrementare le possibilità di vittoria, partecipando alle due sfide bonus proposte che consentono di raddoppiare o quadruplicare rispettivamente le proprie chance. Il concorso è valido fino al 14 novembre 2016. In palio, oltre a due biglietti a/r in Premium Economy verso la destinazione scelta, una serie di altri premi come GoPro, orologi Garmin e bracciali porta smartphone.

Io mi sono già iscritta eh! :-)

 

Milano Loves You Run, correre all’alba con il cuore

 

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Mancano pochi giorni alla Milano Loves You Run, la corsa solidale, arrivata alla sua quinta edizione, che si svolge alle prime luci del mattino per scoprire la città all’alba. Il 100% del ricavato andrà al progetto Lilt Case Accoglienza pensato per ospitare i bambini malati di tumore che arrivano da tutta Italia per curarsi. La partenza è fissata per venerdì 7 ottobre alle 6 di mattina dalla Darsena di Milano (con arrivo sempre nello stesso luogo): è un evento aperto a tutti, si parte e si arriva tutti insieme, con 40 minuti di corsa divisi in cinque gruppi, ognuno con un ritmo di corsa diverso (si può anche solo camminare!).

Milano Loves You Run è a metà strada, quindi, tra un allenamento collettivo e un’occasione per socializzare. In più, si caratterizza per la presenza di uno scopo solidale importante.

Iscrivetevi al seguente link effettuando la donazione minima di 15 euro https://www.retedeldono.it/it/milano-loves-you-run-2016

A tutti i partecipanti verrà donata la maglia tecnica della Milano Loves You Run da indossare durante l’evento e un ricco pacco gara che verrà consegnato alla palestra Virgin di piazza Diaz 6 il 5 e 6 ottobre dalle 12.30 alle 19.30.

Per maggiori info:http://www.milanolovesyou.com/run/

Il reggiseno non è un dettaglio!

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Lo sapevate che ben il 40% delle donne che fa sport non usa il reggiseno sportivo e che l’80% di quelle che lo usano sbagliano taglia? Tra l’altro sapete che in 1 km di corsa il seno produce un movimento equiparabile a una distanza di 40 metri? (immaginate quindi di moltiplicare questo movimento per una mezza maratona o addirittura una maratona!!!). Praticamente, quindi, il nostro seno corre con noi, quasi come le nostre gambe! Si conta, però, che indossare il giusto reggiseno possa ridurre fino a quasi il 70% di questo movimento che coinvolge una delle parti più delicate di una donna.

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Tutti dati, questi, che ho scoperto ieri durante il Bra Party del marchio Brooks in cui è stata presentata la nuova collezione di reggiseni Moving Comfort. La linea, divisa nelle categorie Secure, Stabilize e Control, è variegata per modelli e colori ed è studiata a partire dal concetto che ogni donna è diversa dall’altra e che quindi, in base alle sue forme e al suo tipo di attività sportiva, necessita del giusto supporto.

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Dopo aver preso le nostre misure e in base al nostro sport praticato e ai nostri gusti estetici (perchè l’occhio vuole sempre e comunque la sua parte), il team di Brooks ci ha consigliato il modello più adatto alle nostre forme che abbiamo provato (ne abbiamo provati un’enorme quantità per trovare quello che calzasse a pennello) e testato durante una movimentata lezione di Zumba!

Il reggiseno, prendete nota, non è un dettaglio!

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Adidas lancia una felpa per la concentrazione

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Ogni atleta ha il suo personale rituale pre-gara. Ma su una cosa i campioni sono tutti d’accordo, indipendentemente dallo sport praticato: dalla corsa al calcio, dal tennis alla pallavolo, c’è bisogno di concentrazione, di focalizzarsi sull’obiettivo prima di ogni sfida.

Per questo adidas ha lanciato la nuova collezione Athletics, studiata per il pre e postgara con la volontà di eliminare le distrazioni e massimizzare il focus.

Il primo prodotto della nuova linea è la felpa adidas Z.N.E. che aiuta gli sportivi ad essere mentalmente saldi grazie a tre elementi chiave: ridurre il rumore, limitare il campo visivo e proteggere da ogni distrazione .

La felpa è oversize, quindi molto comoda, e combina un tessuto morbido ma strutturato per proteggersi dall’esterno, mantenendo l’atleta caldo e concentrato. Il cappuccio è ampio abbastanza per indossare delle cuffie, permettendo di mantenere il rituale pre-gara della musica, tipico degli atleti di alto livello.

Si può scoprire la nuova Hoodie Z.N.E. e tutti gli altri capi della linea Athletics su http://www.adidas.it/athletics_zne

Ma quanto si corre a Milano???

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L’arrivo della Salomon Running dello scorso anno

Che “a Milano si corre sempre” non è più solo uno stereotipo, non è più solo quel luogo comune che noi milanesi ci portiamo dietro, da sempre, a causa della nostra frenetica attività lavorativa, dal lunedì al venerdì. A Milano si corre anche, e soprattutto, la domenica. Anzi ormai a Milano si gareggia ogni domenica. Riflettevo che non ho più un buco libero sull’agenda di settembre, e anche ottobre non scherza. Milano in questo periodo è davvero ricca di eventi podistici, ma la cosa bella è che c’è n’è uno per ogni livello e quindi c’è proprio l’imbarazzo della scelta.

Sento quindi l’esigenza di fare un po’ di ordine ricapitolando un po’ tutto con una specie di calendario riassuntivo che può servire anche a voi…

  • 18 settembre: SALOMON RUNNING – un trail urbano che si sviluppa su tre circuiti tra cui scegliere (SMART 9 km, FAST 15 km e HARD 25 km). Partenza e arrivo presso l’Arena Civica.
  • 25 settembre: AVON RUNNING – la corsa delle donne che raccolgli fondi a favore dell’Avon Foundation, il cui pilastro è la lotta contro il tumore al seno. Prevede una 5 km e una 10 km non competitiva e la 10 km competitiva. Partenza in piazza Castello e arrivo presso l’Arena Civica.
  • 2 ottobre: EKIRUN – la steffetta su strada alla giapponese, ovvero una maratona (42, 196 km) da correre in 6 persone le cui frazioni sono nell’ordine: 7,195 km / 5 km / 10 km / 5 km / 10 km / 5 km. Si corre intorno al Parco Sempione, con zona cambio all’interno dell’Arena Civica.
  • 9 ottobre: DEEJAY TEN – la corsa di Radio Deejay le cui magliette con su scritto “Run like a deejay” vanno letteralmente a ruba e si collezionano anno dopo anno. Due i percorsi: la 10 km e la 5 km. Partenza da Piazza Duomo.
  • 30 ottobre: TROFEO MONTESTELLA – La 10 km sia in versione competitiva che non competitiva che si snoda nel verde del Parco di Trenno. Partenza da via Natta.

Voi avete scelto la vostra?

PS se ci fossero altre gare in questo periodo a Milano che non ho segnalato, fatemelo sapere così aggiorniamo insieme il calendario!

La mente. Voi l’allenate? 4 consigli perchè la testa vi porti al traguardo

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Chissà quante volte vi sarete sentiti dire: “È tutta una questione di testa”, oppure: “È la forza di volontà quella che ti porta al traguardo”. Insomma, parliamoci chiaro, il corpo è importante ma è la mente che governa tutto.

Siamo abituati ad allenare senza sosta il nostro corpo, ma la mente? Quella voi l’allenate?

Sembrerebbe proprio che, al pari del nostro corpo, anche la mente deve essere allenata con impegno e regolarità, ma come si fa?

Ieri sera sono stata invitata ad un workshop proprio su questo argomento. L’evento, organizzato da adidas presso la Runbase di Corso Sempione a Milano, è stata l’occasione per capire come affrontare un vero e proprio mental training. A spiegarlo è stato il preparatore atletico Massimo Messina che è anche osteopata e fisioterapista. “Imparate ad usare la mente per vincere” – ha detto – “Corpo e mente vivono in simbiosi. Il raggiungimento di qualsiasi obiettivo non può prescindere da quattro componenti fondamentali che sono dentro di noi: la mente, la motivazione, la resilienza e l’allenamento”.

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Ecco qui, in sintesi per voi, i consigli di Massimo Messina:

1-    MENTEALLENALA CON IL PENSIERO LATERALE

Visualizza chiaramente davanti a te gli obiettivi, mettiti al buio e respira con il diaframma. Vivi mentalmente il percorso e assapora ogni kilometro. Questo riscaldamento mentale ti permetterà di migliorare la tua performance.

 

2-    MOTIVAZIONEMETTILA ALLA PROVA

Corri in orari diversi, questo ti permetterà di rafforzare la motivazione e preservarla nel tempo. Tra gli step per allenarla: scrivi pensieri e sensazioni che provi quando corri, allenati a trasformali da negativi a positivi, impara a controllarli e ti sentirai più motivato.

 

3-    RESILIENZAAFFRONTA GLI OSTACOLI CON DETERMINAZIONE

Fissa sempre nuovi traguardi. Nel running la resilienza è ciò che permette alla motivazione di farlo. Allena la resilienza attraverso la meditazione: porta l’attenzione al respiro, osserva le divagazioni della mente e concentrati nuovamente sul respiro. Questo ti permetterà di essere più determinato.

 

4-    ALLENAMENTORAGGIUNGI GLI OBIETTIVI

Correre stimola la creazione di endorfine e adrenalina, sostanze che aumentano la produzione di serotonina, l’ormone del buonumore. Un allenamento costante genera sensazioni di benesseree sviluppa una capacità sempre maggiore di sopportare la fatica.

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La natura che emoziona alla Mezza dell’Alpe di Siusi

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Anno dopo anno, ne sono sempre più convinta: la Mezza dell’Alpe di Siusi è la più bella mezza maratona che io abbia mai corso. Per chi, come me, ama la natura non può non appuntarsela come obbligatoria nel calendario delle gare estive. Da quando ho partecipato la prima volta, tre anni fa, è diventato il mio appuntamento fisso per festeggiare di corsa l’inizio dell’estate. I primi di luglio, non abbiate dubbi, mi trovate all’Alpe di Siusi.

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E così, anche quest’anno, i miei 21 km nel verde, al cospetto dell’imponenza del Massiccio dello Sciliar (oltre 2500 metri di altitudine) non me li ha tolti nessuno. Correre attraverso l’altopiano più grande d’Europa, con i suoi ben 56 km2, è un’esperienza quasi mistica: la bellezza del panorama dolomitico circostante ti ubriaca a tal punto che le salite impervie, il terreno scivoloso e il sole che brucia a picco sulla testa passano in secondo piano.

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Qui corrono solo gli appassionati di montagna, quelli che si riempioni gli occhi del cielo che sfiorano, dell’odore del fieno e dei fiori che respirano. Riduttivo parlare di trail, riduttivo persino parlare di essere o non essere campioni. Si tratta soltanto di sensibilità: farsi venire i brividi nell’emozionarsi davanti all’immensità della natura mentre le gambe corrono alla ricerca spasmodica di quel bello che ti avvolge.

4-okQuest’anno, alla quarta edizione della Mezza Maratona dell’Alpe di Siusi (vinta dal bolzanino Gianmarco Bazzoni con il tempo di 1:22’24) gli “emozionati” sulla linea della partenza sono stati 700, provenienti da 12 Paesi. 5-okAlla luce delle tantissime richieste di partecipazione della passata edizione, infatti, l’organizzazione ha aumentato, nell’edizione 2016, il numero dei pettorali da 500 a 700. Che l’anno prossimo si arrivi a quota 1000??? Io, la mia dose di emozione verde, l’ho già prenotata anche per l’anno prossimo…chi viene con me?

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Io che… “non correrò mai la Maratona di Milano”. E invece sì

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Avevo giurato a me stessa che non avrei mai e poi mai corso la Maratona di Milano essenzialmente per tre motivi: per il percorso, che essendo principalmente dislocato sulle strade che di solito percorro durante i miei allenamenti quotidiani mi sarebbe risultato troppo monotono per ben 42km (e si sa che la testa, in questi casi, la fa da padrona), per il clima (di solito senza mezze misure perché ad aprile diluvia o fa un caldo torrido)e per l’intolleranza dei cittadini milanesi (di cui mi vergogno profondamente, nonostante ne faccia parte) che penso non conosca eguali in tutto il mondo. Togli ai milanesi tutto, ma la macchina no, nemmeno di domenica mattina, nemmeno per fare 50 metri a piedi.

Esattamente 5 mesi fa correvo la Maratona di New York. Sì, ho detto proprio New York, megalopoli trafficata molto più di Milano, ma che mai ti fa sentire fuori posto, nemmeno quando una domenica all’anno 70mila runners si riversano sulle sue strade e la bloccano completamente. Quella domenica per chi corre, e per chi no, è solo una domenica di festa. Una festa di sport. Una festa di amicizia. Una festa di solidarietà.

Eppure, nonostante tante convinzioni ormai diventate quasi dogmi nella mia testa, ho ceduto e in un attimo mi sono ritrovata sulla linea di partenza della Milano Marathon. Senza se e senza ma. L’ho fatto principalmente per l’amicizia, per un patto non scritto tra compagne di corsa che ormai si sono trasformate in amiche vere. Come potevo lasciare sole Valeria, al suo debutto nella distanza regina, e Greta che puntava al personal best? Come potevo mancare alla gara più importante per il team degli Adidas Runners di cui faccio parte? No, non potevo. Lo dovevo a loro quanto a me stessa e alla mia città, tanto ostile quanto bellissima quando calpesti di corsa le sue strade.

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Ok, ero lì in mezzo a oltre 4.500 maratoneti (eravamo 20mila comprese le staffette), ma devo dire però che questa maratona non l’ho preparata minimamente. Dopo New York ho avuto un periodo di rifiuto della corsa e quindi ho trascorso i primi due mesi in quasi totale assenza da allenamento. Ma anche gli ultimi tre mesi non è che siano andati meglio, uscivo per correre una/due volte alla settimana per pochi chilometri e anche la salute non è che sia stata proprio dalla mia parte tanto da consigliarmi in molti a rinunciare e a preferire una frazione della staffetta. Mollare? Io??? Mai. E con tanta incoscienza quanto coraggio, domenica mattina ero lì nella griglia di partenza consapevole del fatto che avrei sofferto tanto e che quella medaglia me la sarei dovuta conquistare con le unghie e con i denti, ma soprattutto con tanto sorriso.

La ricchezza più grande che ti rimane però non è la medaglia, ma gli sguardi, le parole, le mani tese e le pacche sulle spalle di chi incontri in questo lunghissimo viaggio. Dei tuoi compagni di squadra che ti superano, percepiscono la tua fatica, ma che ti incitano a non mollare perché conoscono il valore di quella che non è solo una corsa. Di tutti quelli che non conosci, ma che con un gesto o una smorfia ti fanno capire che provano la tua stessa fatica e il tuo stesso dolore alle gambe ma che non c’è via d’uscita se non quella di stringere i denti e andare avanti. Ed è proprio nel momento di sgomento più profondo, quando ho smesso di correre e ho cominciato a camminare per i forti crampi alle gambe che ho sentito una mano sulla spalla che mi ha dato la forza per arrivare fino alla fine. In questa persona mai conosciuta prima, Marianna, ho riconosciuto il mio angelo custode che ha fatto sì che quella medaglia, frutto di forse la più sofferta di tutte le mie 5 maratone corse, adesso è qui ancora al mio collo.

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E ora arrivano i ringraziamenti…

Grazie ad Adidas e a tutti gli Adidas Runners che ho incontrato sul percorso e che hanno urlato il mio nome e quelli che mi hanno fatto un tifo pazzesco ad ogni zona cambio della staffetta.

Grazie a Valeria e Greta che hanno saputo sdrammatizzare le ore precedenti alla partenza quando le gambe iniziavano a tremare.

Grazie a Raffaella, Samantha e Annalisa perché ormai non possiamo più fare a meno della nostra running-chat quotidiana.

Grazie a Lia che era lì all’arrivo ad aspettarmi a braccia aperte.

Grazie a mio fratello Michele che mi ha seguito fianco a fianco per gli ultimi 4 km in bicicletta con i miei nipotini Nicolò e Matilde al seguito giurandomi che all’arrivo sarebbe stata pronta una ruota di pizza fumante tutta per me

Grazie a mamma e papà (orfano del consueto pranzo della domenica) che mi hanno aspettata al 42° chilometro, proprio in prossimità dell’ultima salita, e che non sono riusciti nemmeno a farmi una foto tanto tremavano le loro mani dall’emozione.

E grazie a tutti quelli che erano lì con me con il pensiero…

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Iniziare a correre da zero. Step 1: L’equipaggiamento

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Dai, buttati! Continui a ripeterti che è ora di iniziare a correre, ma non ti decidi mai? Allora questo post è per te. Metti da parte le scuse e comincia subito! Tra qualche giorno inizierà la primavera, hai davanti a te mesi e mesi di belle giornate da goderti all’aria aperta, la prova costume si avvicina, potresti incontrare nuovi amici, scaricare le tensioni lavorative, insomma puoi trovare mille motivi per iniziare una nuova vita di corsa, quindi non c’è tempo da perdere, devi solo allacciarti le scarpette e partire!

E infatti partiamo subito dalle SCARPE. Metti ai piedi delle calzature adeguate, è fondamentale per proteggere il tuo corpo, in particolare le tue articolazioni, dall’impatto con il terreno. Per le prime uscite puoi anche usare scarpe non necessariamente da corsa, ma che siano minimamente ammortizzate e con la zona del tallone un po’ sollevata rispetto alla pianta del piede (per capirci, no alle scarpe da tennis totalmente piatte). Poi, con il tempo, se ti appassioni, potresti valutare l’acquisto di un paio di scarpe specifiche per il running presso un negozio specializzato in cui l’ideale sarebbe anche far analizzare (attraverso un semplice test) il tuo piede. Come potrai immaginare, non tutti i piedi sono uguali e soprattutto non tutti i piedi appoggiano a terra allo stesso modo. C’è chi ha un appoggio neutro, chi è pronatore (ha il piede rotato verso l’interno) e chi è supinatore (ha il piede rotato verso l’esterno). È importante sapere che appoggio si ha per scegliere la calzatura più adatta ed evitare eventuali piccoli (o grandi) traumi che possono insorgere con un allenamento prolungato nel tempo.

Al secondo posto, per importanza, c’è l’ABBIGLIAMENTO che deve necessariamente essere comodo e traspirante. Non copritevi eccessivamente solo per produrre una maggiore quantità di sudore credendo erroneamente di perdere peso più in fretta. Bastano pantaloncini e maglietta (o canotta) in estate e per l’ inverno aggiungete solo qualche strato in più. Pantaloni a ¾, una maglietta termica da indossare a contatto con la pelle, una t-shirt a maniche lunghe e un antivento sempre a portata di mano può fare al caso vostro.

Ci sono poi tutta una serie di ACCESSORI, consigliati ma non indispensabili, come guanti, cappellino, occhiali da sole, visiera e marsupio (mi raccomando, di quelli piatti eh, altrimenti balla tutto!). Con il tempo poi, valuterete voi personalmente quali optional diventeranno i vostri ‘indispensabili’ durante gli allenamenti.

Un optional che merita qualche parola in più è sicuramente l’OROLOGIO. Un classico segnatempo al polso ritengo sia sempre utile portarlo con sé per misurare il tempo durante il quale si corre e per valutare ì propri miglioramenti in termini di durata di attività. Per misurare, invece, altri parametri come distanza, velocità, frequenza cardiaca e calorie bruciate sono in vendita smartwatch dedicati proprio all’attività fisica. Ritengo che questo tipo di apparecchio (dato il costo) sia da acquistare soltanto quando la vostra attività fisica non è più saltuaria ma abbastanza frequente da giustificarne la spesa.

C’è poi chi corre con il CELLULARE. Se siete delle ragazze consiglio sempre di portare con voi il telefonino, specie se correte in orari particolari o in zone isolate. Esistono comodi portacellulari da braccio che non danno fastidio durante la corsa. Se portate con voi il cellulare potete anche utilizzare le tante App dedicate alla corsa tra cui Runtastic e Runkeeper che a fine allenamento vi daranno tutti i dettagli della vostra attività.

E poi ci sono quelli che non possono proprio correre senza MUSICA. Io suggerisco di iniziare a correre in tutta libertà per sentire e registrare al meglio il proprio ‘motore’, poi, una volta presa maggiore confidenza con il proprio corpo un buon lettore musicale (ma anche, ad esempio, la App Spotify direttamente sul cellulare) può rivelarsi un eccellente compagno di running quando ci si allena da soli.

Ecco tutto per quanto riguarda l’equipaggiamento, nel prossimo post si parte con l’allenamento. Iniziate a riscaldare i muscoli e…stay tuned!

Training, forti e combattivi con l’off road

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Dicono che ciò che non ti fa inciampare, ti fortifica. E allora quale migliore allenamento, magari durante un weekend lontano dalle solite strade di città, se non quello di correre veloce sui terreni sconnessi per migliorare la forza, perfezionare l’equilibrio, sviluppare la sensibilità al ritmo e potenziare la resistenza mentale.

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Mi sono allenata su un percorso di montagna a 1.800mt di altitudine in Valle Camonica, ho scelto di indossare un outfit super fluo (è fondamentale essere visibili il più possibile su tracciati innevati) della linea Pimkie Sport e ho colto l’occasione per testare le nuovissime New Balance Fresh Foam 1080, calzature “neutre” dotate di un’ottima ammortizzazione che si percepisce soprattutto quando si spinge in salita.

E via, sono partita alla ricerca di sentieri accidentati per allenarmi a diventare più agile e combattiva.

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Chi l’ha detto che le cosiddette “ripetute” vengono bene solo in pista? Dopo 15 minuti di riscaldamento, ho provato qualcosa di alternativo, un off road in cui, per esempio, correre forte per 3 minuti e recuperare per 1’30”, il tutto ripetuto per 6-8 volte. Per affinare, invece, la mia capacità di accelerare e decelerare, ho corso qualche sprint, da 100mt l’uno, con cambio di ritmo: 30mt a velocità medio-alta, 40mt forte e altri 30mt a un ritmo medio-alto.

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6ookInfine, per stimolare e potenziare la stabilità, basta alzare da terra un piede, piegarlo all’indietro e rimanere in equilibrio, con gli occhi chiusi, per mezzo minuto per poi ripeterlo anche con l’altro piede almeno 5 volte per parte.

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Qualche esercizio di stretching per allungare i muscoli e via al defaticamento che, con un panorama così, non può che giovare sì al corpo, ma soprattutto alla mente.

Ogni tanto si ha proprio la necessità di evadere lasciando a casa la solita “strada”.

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