Categoria: Lifestyle

Sonno e salute, il nuovo Fitbit Alta HR analizza come si dorme e quanto si sogna

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Dormire è importantissimo, ma la maggior parte delle persone ne è poco consapevole. Lo sapete che da poche ore di “reset” dipende il benessere di tutto l’organismo? Si tratta di circa 8 ore preziosissime, di cui le cruciali cadono tra le 23.00 e le 4.00 di notte. Durante il sonno, anche se non ce ne accorgiamo, accadono un sacco di cose al nostro corpo: la respirazione si fa più lenta, la temperatura corporea, la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca scendono, ci si detossina, ogni singola cellula viene rigenerata, il cervello diventa più attivo, si rafforza il sistema immunitario…

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Eccolo qui, finalmente svelato il nuovo Fibit Alta HR!

Un buon sonno protegge da malattie cardiovascolari, diabete e obesità, aumenta le funzioni neurocognitive, la salute mentale e la longevità. Ma quanto conoscete del vostro sonno? Io da quando indosso al polso Fitbit Alta HR, il più sottile braccialetto al mondo con rilevazione continua del battito cardiaco, ho un quadro preciso non più solo della durata del mio sonno, ma soprattutto della sua qualità. Il monitoraggio del sonno è, infatti, una delle funzioni più innovative di questo nuovissimo activity tracker lanciato dall’azienda americana. Fitbit è il numero uno nel mercato dei wearable a livello globale con oltre 60 milioni di dispositivi venduti in 54mila negozi di 65 Paesi del mondo.

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Lorena Landini (Marketing Manager Fitbit Italy), Giovanni Bergamaschi (Regional Director Southern Europe Fitbit) e Luigi Ferini Strambi (Docente di Neurologia e responsabile del Centro Medicina del Sonno dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele) durante la conferenza stampa di presentazione di Fitbit Alta HR

Dormire meglio (insieme al muoversi di più, fare più attività fisica, mangiare in modo più sano, controllare il peso e ridurre lo stress) fa parte delle buone abitudini del benessere.

Nello specifico, la funzione “Fasi del Sonno” di Fitbit Alta HR permette di stimare quanto tempo si trascorre ogni notte in veglia, in sonno profondo, leggero e in REM.

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Il Dott. Ferini Strambi spiega le fasi del sonno

–      lo sapevate che il sonno leggero si ripete per più volte per tutta la notte ed è importante per la memoria, l’apprendimento e il recupero fisico. Pe la maggior parte delle persone rappresenta il 50-60% della notte.

–      Il sonno profondo, invece, favorisce un sano sistema immunitario e la crescita e la riparazione dei tessuti muscolari. Di solito rappresenta circa il 10-25% della notte (in base all’età).

–       Il sonno REM, che di solito giunge alla fine della notte, è la fase in cui si sogna ed è importante per il recupero mentale e la formazione della memoria. Per la maggior parte delle persone rappresenta il 20-25% della notte.

–       Infine, i periodi di veglia (10-30 volte) sono una componente normale del ciclo del sonno notturno.

Ognuno di noi ha cicli del sonno diversi, conoscerli meglio e comprenderne l’impatto sulla propria giornata permette di apportare modifiche al proprio stile di vita e quindi, in generale, di stare meglio.

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Una mia notte tipo registrata dall’App Fitbit

Fitbit Alta HR possiede anche la funzione “Consigli sul Sonno” che utilizza i dati ottenuti tramite Fitbit da oltre 3 miliardi di notti di sonno registrate per fornire spunti d’azione concreti e una guida per migliorare la qualità del sonno.

Una curiosità, lo sapete che la media di ore di sonno degli italiani tracciate all’interno della community Fitbit é di 6.94 ore?

Il monitoraggio del sonno è però soltanto una delle tante funzioni di Fitbit Alta HR. In questo sottilissimo braccialetto si nascondono tutta una serie di caratteristiche cercherò di sintetizzare ed elencare qui:

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Alcune versioni del nuovo Fitbit Alta HR
  • Innanzitutto, è un bracciale sottilissimo (circa il 25% più sottile dell’ultimo modello lanciato)
  • Monitora, 24 ore su 24 e in modo automatico, la frequenza cardiaca, i passi, la distanza, le calorie bruciate e i minuti attivi, sia di giorno che di notte
  • La sua batteria dura tantissimo, in media, 7 giorni
  • Monitora le attività fisiche come camminata, corsa, bici, ellittica, allenamenti  aerobici, e visualizza, tramite l’app, i rispettivi miglioramenti
  • Avvisa quando sei fermo da troppo tempo spronando al movimento
  • É possibile fissare un promemoria per andare a dormire nell’ora giusto secondo il proprio bioritmo
  • Visualizza la frequenza cardiaca a riposo (il numero di volte in cui il cuore batte in assenza di sforzo. È la fotografia reale di come il muscolo cardiaco sta funzionando e rappresenta la misurazione più importante in termini di salute generale)
  • Avvisa e visualizza sul quadrante quando arriva una chiamata, un messaggio e se è registrato un evento in calendario
  • Verifica in tempo reale in che zona cardio si sta lavorando
  • Ha cinturini intercambiabili di diversi colori (dal più rigoroso nero al più vivace corallo) e materiali (in plastica, in pelle e in metallo) con una fibbia per maggiore sicurezza
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Con l’Ambassador italiano di Fitbit, Paolo Zotta

Come motivarsi a una vita più sana con Fitbit

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Oggi vi voglio raccontare della mia, appena nata, convivenza con Fitbit. Sto parlando, per chi ancora non la conoscesse, di quei braccialetti intelligenti che ti permettono di tracciare un po’ tutto quello che fai durante la giornata, da quante calorie bruci a quanti passi e chilometri percorri fino addirittura come dormi. E a me, questa cosa del monitorare le attività del mio corpo mi piace un sacco ed è per questo che sono molto felice di testare nuovi prodotti e tecnologie di questo tipo che ti spronano a condurre una vita più sana.

Sono solo tre settimane che indosso al mio polso il nuovo modello Fitbit Charge2 e penso proprio che non lo toglierò più. Potrei scrivere pagine e pagine sulle innumerevoli funzioni di questo braccialetto (molte delle quali devo ancora scoprire), ma cercherò di essere più concisa possibile nel raccontarvi le sue caratteristiche principali e dandovi comunque il consiglio di provarlo, perché sono sicura che, come me, difficilmente ve ne separerete.

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– Una delle funzioni principali di Fitbit Charge2 è il MONITORAGGIO DEL BATTITO CARDIACO direttamente dal polso, attraverso la tecnologia PurePulse. Vedrete una lucina verde lampeggiare sul vostro polso, ecco quella indicherà la rilevazione continua e automatica del pulsare del vostro cuore. Ricordate che tenere sotto controllo il cuore è importante, per la propria salute, ma anche per il proprio livello di allenamento e di stato di forma. È possibile quindi, tramite questo dispositivo indossabile: raggiungere OBIETTIVI DI PESO tenendo sotto controllo le calorie bruciate tutto il giorno e durante l’attività; OTTIMIZZARE L’ALLENAMENTO utilizzando i margini del battito cardiaco in tempo reale per l’intera durata degli esercizi e TRACCIARE IL LIVELLO DI SALUTE E ALLENAMENTO calcolando il battito cardiaco a riposo e il livello di allenamento cardio. Inoltre, attraverso una funzione che io adoro essendo una yoga addicted, è possibile gestire lo stress rilassandosi con SESSIONI DI RESPIRAZIONE GUIDATE in base al proprio battito cardiaco.

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– Tra le caratteristiche più significative del Fitbit Charge2 ci sono però anche la MODALITÀ MULTISPORT che permette di registrare allenamenti specifici di diversi sport, come corsa, pesi o yoga e il e GPS CONDIVISO. Collegandosi al GPS del proprio smartphone è possibile visualizzare le statistiche della corsa in tempo reale, come velocità e distanza, direttamente sul polso e una mappa del percorso.

– Un’altra chicca, che mi piace tanto, di questo braccialetto è la possibilità di ESSERE AVVISATO DI UNA CHIAMATA O DI UN SMS in arrivo sul proprio smartphone tramite una leggera vibrazione al polso e un avviso grafico sul display con il nome della persona che ci ha telefonato o messaggiato. Un avviso analogo è previsto per gli eventi registrati sul CALENDARIO del nostro telefono. Quindi potete anche allontanarvi dal vostro telefonino che tanto ci pensa il vostro braccialetto ad avvisarvi se qualcuno vi chiama.
 
– E poi, per aiutare a rimanere attivo tutto il giorno, Charge 2 invia dei PROMEMORIA PER IL MOVIMENTO che ricordano di completare 250 passi ogni ora e REGISTRA L’ATTIVITÀ DELL’INTERA GIORNATA tenendo traccia di passi, distanza, calorie bruciate, piani saliti, e minuti attivi con una batteria che dura fino a 5 giorni.

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– Infine, una delle mie funzioni preferite è quella del MONITORAGGIO DEL SONNO. Charge2 registra automaticamente durata e qualità del sonno. Quindi, ad esempio, viene registrata l’ora in cui si va a letto, l’ora in cui ci si sveglia, quanti risvegli si hanno in una notte, quanti momenti di agitazione e la loro durata. La mattina, appena sveglia, sono sempre molto curiosa di verificare come ho dormito!

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Per avere un quadro generale della propria attività basta collegarsi alla comodissima app Fitbit (l’interfaccia è davvero semplice e intuitiva) in cui è possibile trovare anche un promemoria su cosa si è mangiato giorno per giorno (registrando gli alimenti anche tramite codice a barre) e la quantità d’acqua bevuta (paragonandola all’obiettivo fissato).

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Ah, dimenticavo, i cinturini per Fitbit Charge2, in tre misure, sono intercambiabili e sono disponibili sia in leggerissimo silicone (decisamente più sportivi) che in pelle. E poi c’è una versione special edition in doppio colore che è stratosferica!

Ora, indossatene uno anche voi per 24h e ditemi, quale funzione vi è più utile e vi diverte di più? Se siete curiosi di conoscere più nel dettaglio il mondo Fitbit e i suoi prodotti https://www.facebook.com/fitbit/

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Anax Resort & Spa, into the “WOW” a Mykonos

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Oggi vi porto con me a visitare un luogo magico, sull’isola di Mykonos, perfetto per concedersi qualche giorno di assoluto relax e sentirsi, perché no, anche un po’ principessine. Se da una parte la cosmopolita isola cicladica è sinonimo di divertimento e trasgressione, dall’altra racchiude una natura incontaminata e paesaggi mozzafiato di un romanticismo da pelle d’oca che proprio non ti aspetti. E tutto mi sarei attesa fuorchè di soggiornare in un resort, incastonato in un angolo dell’isola, di tale bellezza, ma di altrettanta semplicità.

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Ci sono finita un po’ per caso e non ho ancora smesso di pronunciare la parola “WOW” quando ci ripenso. Il luogo paradisiaco in questione è l’Anax Resort & Spa, cinque stelle inaugurato un mese fa sulla spiaggia di Agios Ioannis, a cinque minuti di auto dalla città di Mykonos. Quarantacinque tra camere e suite, realizzate in materiali organici come legno, pietra e marmo, che affacciano sulla magica isola di Delos, quella che secondo la mitologia greca diede i natali ad Apollo e che oggi, disabitata, è un immenso sito archeologico.

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L’elemento che unisce tutti gli ambienti di questo luogo è il mare. Ovunque voi vi troviate, dal ristorante alle aree comuni, fino alle piscine, a sfioro, di acqua salata, alle private pool delle suite, il mar Egeo è lì davanti a voi con tutta la sua immensità e imponenza. Quel mare che quando apri gli occhi la mattina ti dà il buongiorno con un sibilo di vento mentre ti stropicci ancora tra le coperte. Quel mare che sta lì a fissarti mentre fai la doccia (la vasca è a vista proprio a due passi dal letto). Quel mare che ti ipnotizza anche mentre fai colazione in terrazza.

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Mykonos conta ben 81 chilometri di coste con una notevole quantità di spiagge da sogno da Paraga a Ornos, da Psaru a Elia fino a Paradise e Super Paradise Beach, eppure quando sei tra le mura dell’Anax quasi ti dispiace uscire! Tra l’altro è proprio da Agios Ioannis (conosciuta anche come spiaggia di Shirley Valentine dal film del 1989) che si possono ammirare i tramonti più belli dell’isola, soprattutto nel mese di settembre. Impagabile è la vista del sole che accarezza il mare da bordo vasca, ancora meglio se accompagnata da un cocktail offerto dal bar della piscina.

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IL CONSIGLIO: Dopo un aperitivo a Little Venice, il quartiere dove si trovano le pittoresche casette bianche costruite a filo d’acqua che ricordano appunto quelle di Venezia, e dopo una cena in qualche taverna nascosta come Vasilikos in cui degustare un ottimo Gyros e le squisite Kolokithokeftedes (polpette di zucchine e Feta), fate quattro passi nelle viuzze della Chora (la città) per assaporare l’eccentricità del luogo e acquistare qualche sandaletto greco, ma soprattutto godetevi la vista notturna dell’Anax dal vostro terrazzo e fatevi avvolgere dal cielo stellato. Poi, chiudete gli occhi ed esprimete un desiderio…

Per maggiori info www.anaxmykonos.gr

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Running Test: TomTom Runner 2 Cardio + Music. Chi fermerà la musica?

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Anche se tanti puristi del running storceranno il naso, io quando mi alleno (da sola) non posso fare a meno della musica. Ho una playlist, che studio meticolosamente, un po’ per tutto: ballate pop per i lunghi, sound energico per le ripetute, armonie relax per lo stretching, insomma la musica, oltre a farmi compagnia, mi carica e mi rilassa allo stesso tempo. L’unico impiccio, lo ammetto, è però portarsi dietro il lettore mp3 o lo smartphone (oltre al Gps e al cardiofrequenzimetro, a cui non posso proprio rinunciare). Meno aggeggi ho addosso quando corro e meglio sto, ma rinunciare alle musica proprio non se ne parla. Ero quindi molto curiosa di testare il nuovo TomTom Runner 2 Cardio + Music, dispositivo da polso che fa, in modo geniale, da “tutt’uno”: è in grado di combinare un lettore musicale integrato, un sensore per la rilevazione della frequenza cardiaca al polso, un sistema di monitoraggio dell’attività 24h24 e 7 giorni su 7, possiede la funzionalità Multi-Sport e un accurato sensore GPS.

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MI PIACE PERCHÈ

La caratteristica più innovativa, quella che mi ha fatto innamorare è senza dubbio, quella relativa alla musica: nello specifico TomTom Runner 2 dispone di ben 3GB per l’archiviazione musicale, il che significa avere la possibilità di ascoltare, direttamente dal proprio orologio, oltre 500 brani musicali (circa 33 ore di musica, quindi per darvi un’idea potete correre con le note nelle orecchie per due volte la 100 km del Passatore!). Inoltre, il dispositivo è compatibile con una vasta gamma di cuffie Bluetooth (che nell’ottica di minimizzare gli ‘impicci’, non guasta) e viene fornito con tracce audio pensate appositamente per il running, un mix su misura della durata di 30 minuti per motivare, fornire energia o suggerire le hit del momento scelte dai migliori DJ del mondo a cura di Ministry of Sound (le playlist possono anche essere facilmente scaricate da iTunes o Windows Media Player).

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Secondo, cosa che adoro, oltre ai cinturini intercambiabili, è che questo dispositivo permette di rilevare il proprio battito cardiaco tramite il cardiofrequenzimetro ottico. Il che significa che è sufficiente legare al polso il proprio TomTom 2 Cardio + Music, iniziare la propri attività (corsa, ciclismo, nuoto o palestra) e il gioco è fatto: la tradizionale (e fastidiosa) fascia toracica non è più necessaria. E poi c’è da aggiungere che funziona anche come activity tracker monitorando l’attività quotidiana diurna e notturna (eh sì perché ricordiamoci che si brucia anche quando si dorme!). Conoscerete così, ad esempio, il numero di passi percorsi, le calorie bruciate e il tempo di attività effettuata. Il prezzo? 249 euro

[La musica è il miglior mezzo per sopportare il tempo]

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Allenare i piedi con le Vibram FiveFingers

Mi ero ripromessa che dopo aver corso la Maratona di Milano mi sarei occupata di più dei miei piedi. Tra la preparazione di una maratona e l’altra ho passato mesi e mesi ad avere i piedi sigillati nelle scarpe da running con cui ultimamente ho corso davvero tante ore e tanti chilometri. Archiviati i 42km meneghini ho così deciso di dedicarmi un po’ al rehab dei miei piedi che pensavo fossero più forti e allenati di quanto invece lo siano davvero. Se sei abituata a correre a lungo non è detto che i tuoi piedi siano forti e in salute, anzi tendono a perdere sensibilità e a dimostrarmelo è stato proprio un incontro, insieme ad altri sportivi presso lo store Vibram di Milano, con Sergio Rossato, Fitness Project Manager del brand.

Dopo averci fatto un breve excursus sulla storia di Vibram (lo sapevate che il fondatore, il Sig. Vitale Bramani da cui deriva appunto il nome Vi-bram, ha inventato la famosa suola Carrarmato?), Sergio ci ha fatto togliere scarpe e calze e ci ha fatto prendere confidenza con i nostri piedi facendoci passeggiare su diversi tipi di superfici. Ed è stato proprio lì che mi sono resa conto di avere dei piedi non proprio al top. Devo dire che ho fatto molta fatica a seguire le indicazioni di Sergio sul provare ad allargare e addirittura a muovere singolarmente ogni dito, movimenti che, invece, dovrebbero essere più che naturali. Costituiti da 33 articolazioni, centinaia di muscoli, tendini e legamenti e con quasi 200mila sensori sotto ogni pianta, i piedi sono meccanismi perfetti e strabilianti, ma siamo diventati così dipendenti dalle scarpe che ormai sono quasi diventati un mistero per noi. È arrivata l’ora di imparare a conoscerli e soprattutto di rispettarli.

Per prima cosa i piedi vanno osservati. “Guardateli, toccateli, cercate di familiare con la loro forma e la loro condizione”, ci ha spiegato Sergio. “Vanno sensibilizzati, bisogna abituarsi a camminare su superfici diverse, noterete che i piedi risponderanno a questi stimoli in maniera diversa in base alle superfici. Provate a sollevarvi sulle punte, chiudete le dita, appoggiate il peso prima sul lato esterno e poi interno, cercare di afferrare una salvietta dal pavimento con le dita e passatela all’altro piede. Questi sono esercizi che andrebbero eseguiti ogni giorno”, ha continuato Sergio.

Insomma, ho capito che i piedi, così come tutte le altre parti del corpo, vanno allenati regolarmente e da lì mi si è aperto tutto un mondo. Sergio ci ha fatto provare le FiveFingers, le famose calzature minimaliste con le cinque dita per capirci, quelle che quando le indossi ti sembra di essere a piedi nudi. “L’ideale – dice Sergio – sarebbe indossare le FiveFingers in modo graduale, si può iniziare con una mezzora, per poi passare a qualche ora e perché no, con il tempo ci si potrebbe anche correre”. Io le sto indossando soprattutto nel weekend e dopo gli allenamenti e devo dire che sto migliorando a vista d’occhio, non sono ancora in grado di avere delle dita ‘prensili’, ma già il fatto che io ci metta soltanto qualche minuto per indossarle (rispetto all’inizio in cui facevo una fatica boia soltanto per separare le dita) è già un grande passo avanti!

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Ci sono tanti modelli tra cui scegliere, ci sono quelle indicate per la corsa, ma anche quelle per camminare, per il trekking e per lo yoga. Ci sono addirittura gli stivali e anche le calze (naturalmente con le cinque dita!)

Il consiglio è senza dubbio quello di provarle perchè si tratta di un’esperienza sensoriale unica, da fare assolutamente se si vuole bene ai propri piedi. Ormai sono diventate le mie calzature preferite soprattutto per il weekend in cui mi dedico totalmente a me e allo sport, come potete vedere dalle foto. Insomma, è un modo per tornare alle origini, camminare scalzi aumenta la percezione dei nostri piedi e ci mette in sintonia con l’ambiente circostante. Provare per credere!

 

 

Una serata a ritmo di push & play

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Finalmente ho provato il crossfit e l’ho fatto con la musica sparata nelle orecchie. Questa cosa dell’allenamento funzionale era da un po’ che mi ronzava nella testa, tutti mi dicevano che una volta provato non lo avrei mollato più, che tutto il fisico – dalla testa ai piedi – ne avrebbe beneficiato in poco tempo…insomma mi mancava solo il coraggio di entrare in una di quelle palestre popolata da super uomini e superdonne (e sentirmi inevitabilmente piccola piccola, simil moscerino) e affidarmi, a occhi chiusi e senza paura, ai loro trainer super muscolosi.

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Se non fosse stato per l’invito di Skullcandy probabilmente sarei ancora qui a trovare mille scuse per rimandare. E invece il brand americano specializzato in cuffie – che fonde con i suoi prodotti, musica, sport e tecnologia – ha organizzato una bella serata di crossfit session guidata da Sara Ventura, head trainer presso la sua palestra Crossfit Navigli di Milano, per far conoscere le Skullcandy XTFree, le nuove cuffiette bluetooth del brand dal fit in ear, quindi comodissime per fare sport. E io non potevo di certo mancare.

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Nonostante Sara l’abbia definito un allenamento “rilassante” quello che ci è toccato è stato un training breve sì, ma decisamente intenso, in cui la musica nelle nostre orecchie era mixata alla sua voce che ci guidava e incitava.

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Dopo qualche minuto di riscaldamento in cui sciogliere i muscoli, ecco la parte centrale della sessione in cui il numero 8 è diventato un’ossessione: 8 minuti no stop di una combinazione fatta di 8 squat, 8 push press e 8 sit up con una palla da 6 kg (che poi ho subito sostituito con una più leggera da 4 kg!) seguiti da 2 burpees, il tutto ripetuto all’infinito (sarà un caso che l’8 è il numero che simboleggia proprio l’infinito? O più semplicemente quegli 8 minuti mi erano sembrati un’infinità, chissà…).

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Sono uscita dalla palestra, con il solito sorriso ebete di chi suda, si stanca (anche dopo una lunga giornata di lavoro), ma è felice. Perchè c’è lo sport. Perchè c’è la musica. Perchè ci sono gli amici. 

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Quando il top misura i battiti

Monitorare il battito cardiaco è sempre stato un mio pallino e quando la tecnologia ‘sforna’ nuovi dispositivi in questo ambito sono sempre molto curiosa di provarli. In principio c’era solo la fascia toracica, a mio avviso la soluzione più performante (ma anche la più fastidiosa e spesso dolorosa quando la si indossa per allenamenti/gare lunghi), poi sono arrivati i cardiofrequenzimetri con rilevazione del battito direttamente dal polso, comodi sì, ma non del tutto precisi.

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E infine è arrivato il top (al maschile in versione t-shirt) con fascia direttamente incorporata. Ci ha pensato Kalenji, il brand di Decathlon dedicato al running, lanciando sul mercato una tecnologia applicata proprio agli indumenti. Attraverso degli elettrodi integrati alle trame del tessuto è possibile captare le frequenze cardiache durante la corsa senza la necessità di indossare la famosa cintura. Io ho provato il top, bellissimo nella sua variante verde acqua e giallo, che trovate negli store Decathlon a 14,95 euro.

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Prima di indossarlo ho semplicemente applicato, sul punto di attacco, il sensore del mio cardiofrequenzimetro Garmin (ma è compatibile un po’con tutti), l’ho messo su e ho aspettato che si sincronizzasse al mio orologio. Ho fatto una corsetta indoor di circa una mezz’ora dimenticandomi completamente di ciò che stavo indossando. Ineccepibile dal punto di vista tecnico (preciso e senza perdere la connessione) anche per quanto riguarda l’aspetto pratico, il Top Cardio è un ottimo prodotto. Si può infatti comodamente lavare in lavatrice (mi raccomando, senza sensore!).

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Ah, dimenticavo…se non avete un cardiofrequenzimetro potete acquistare a parte un sensore (costa intorno alle 20 euro) usandolo associato al vostro smartphone tramite un’app sportiva, tra cui ad esempio la Decathlon Coach, sia per iOS che per Android.

Tom Tom Runner Cardio, finalmente liberi dalla fascia toracica!

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Foto by Désirée Di Leo

Sabato scorso a Milano il termometro segnava 34 gradi, già alle 8 di mattina. E questa settimana, l’appuntamento presso il Campo XXV aprile, lì dove solitamente ci alleniamo per la prossima Maratona di New York, era infuocato più del solito. Il training quel giorno prevedeva, oltre al riscaldamento sulla Montagnetta di San Siro, una sessione di ripetute in pista su 600mt, 400mt e 200mt, insomma una ‘faticaccia’ ad alto impatto che ti trasforma in un attimo in uno zombie sudato.

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Per me, tra le cose più fastidiose di quando sudi tanto c’è, senza dubbio, la fascia cardio. Se ne sta lì appiccicata al tuo torace e non ti molla un attimo. Stringe e spesso crea abrasioni sulla pelle e questo fa tanto male. Per me, con una pericardite alle spalle, però è fondamentale controllare lo stato dei miei battiti, quindi, male o non male, la fascia cardio e il cardiofrequenzimetro sono accessori imprescindibili quando corro.

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Indispensabili almeno fino a quando Tom Tom ha lanciato il suo Runner Cardio, l’orologio GPS sportivo con cardiofrequenzimetro integrato (quindi SENZA fascia toracica). Pensavate forse che io non fossi curiosa di provare questo gioiellino tecnologico? E quale giorno migliore per testarlo se non in un caldissimo giorno d’estate?

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Foto by Désirée Di Leo

A primo impatto, indossare il Tom Tom Runner Cardio significa mettersi al polso un orologio leggero e sottile che, attraverso il display extra-large, permette di monitorare a colpo d’occhio il battito cardiaco, la distanza percorsa, l’andatura e altre informazioni altrettanto importanti. È comodo perchè ha un pulsante di controllo unico: se si schiaccia a destra si sceglie lo sport, si attiva il GPS e si parte mentre, se lo si preme a sinistra, si torna indietro al menù. Se si tiene schiacciato per 2 secondi, invece, si mette in pausa, e con una pressione di altri 2 secondi il dispositivo si stoppa.

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Foto by Désirée Di Leo

 

A questo punto è lecito domandarsi: “L’assenza di fascia cardio indica comunque, in modo esatto, le mie pulsazioni?” Ho subito scoperto che TomTom Runner Cardio rileva la frequenza cardiaca grazie a un sensore ottico che a contatto con la pelle del polso, e insieme a un indicatore luminoso, monitora le variazioni di volume nel flusso del sangue.

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Foto by Désirée Di Leo

Un’altra importante caratteristica è che il TomTom Runner Cardio facilita l’esecuzione dell’allenamento nella propria zona di frequenza cardiaca ottimale. È possibile infatti selezionare una tra le cinque zone d’allenamento disponibili per raggiungere i propri obiettivi e, grazie ad avvisi puntuali, capire se è necessario aumentare o diminuire l’intensità della propria attività.

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Foto by Désirée Di Leo

 

Io ho testato il Tom Tom Runner Cardio nella versione Multi-Sport Cardio e ciò significa che questo orologio non è dedicato soltanto alla corsa, ma anche al nuoto e al ciclismo.

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Foto by Désirée Di Leo

Un’altra nota positiva è la funzione QuickGPSfix grazie alla quale l’orologio riceve il segnale GPS in pochi secondi, in qualsiasi luogo. Quindi, lo indossi e dopo qualche secondo sei pronto ad iniziare la tua attività. Aspetto importantissimo questo per chi, come me, di tempo proprio non ne ha, scende da casa e, pronti-via, subito inizia a correre.

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Foto by Désirée Di Leo

Ma non ci perdiamo in chiacchiere….volete il riassunto, rapido e conciso, del mio test sul Tom Tom Runner Cardio?

 

Bene, è un ottimo orologio per chi cerca praticità e vuole correre in totale libertà. Lo consiglio perchè è leggero e smart ed è anche fashion (si può tranquillamente indossare anche non necessariamente durante l’attività sportiva). Adatto sia ai neofiti che ai runners esperti. Però per chi ha bisogno di monitorare con estrema precisione (e dico ‘estrema’, quasi al limite del maniacale) la sua frequenza cardiaca ritengo che sia, ahimè, più efficace la fascia. È sicuramente, intendiamoci, un dispositivo molto preciso, ma talvolta subisce delle piccole oscillazioni, le variazioni di frequenza cardiaca talvolta arrivano con qualche secondo di ritardo. Ottimo, invece, il segnale GPS che non perde un colpo!

P.S. E per tutti quelli che si sono chiesti perchè le foto di questo post sono così belle, il merito è tutto di Désirée Di Leo, la bravissima fotografa che ringrazio di cuore per la sua pazienza e professionalità!!!

 

 

Relax and take it easy!

20141228_133458_Amber_SmokeSono esattamente 27 giorni che non corro complice una simpatica tracheite che ha deciso di diventare la mia migliore amica proprio nei giorni di festa. Ho pensato di sfruttare questo periodo di stop forzato, quindi, dedicandomi un po’ a me e al mio relax leggendo, cucinando, ascoltando musica, insomma coccolando corpo e mente e cercando di soffocare quell’Hannibal inside tipico dell’astinenza da corsa.

Tra i regali che mi ha portato Babbo Natale c’é una cosa di cui ignoravo l’esistenza e di cui ora non posso più fare a meno.  Qualcuno di voi conosce già il Mysa? É un tappetino chiodato per agopressione, prodotto in Svezia. Sdraiandosi su di esso, le sue circa 6mila punte a densità bilanciata stimolano il rilascio di endorfina (l’ormone della felicità) e ossitocina (l’ormone dell’amore e della serenità) con effetti analgesici e rilassanti.

Scioglie tensioni a schiena, area cervicale e muscoli contratti regalando tanto relax conciliando persino il sonno.

Io l’ho provato anche sotto i piedi come riflessologia plantare, top! E ho scoperto che può essere associato anche allo yoga con tanto di corsi organizzati ad hoc!

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Offfi…NATURAlmente!

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La natura è tumultuosa e magnetica, si sa, e ci sono luoghi che, se anche soltanto li sfiori con lo sguardo, ti lasciano addosso quell’elettricità magica che difficilmente riesci a scrollarti via di dosso.

Passeggiando sotto la pioggia, qualche giorno fa, per le vie del quartiere Isola, a Milano, mi sono imbattuta in un vetrina luccicante che si apriva su un angolo di giardino segreto nel cuore della città. Un luogo indefinibile, dall’atmosfera surreale, a metà tra una green boutique e una plant nursery dove la padrona di casa è appunto la natura. 

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Offfi è un piccolo spazio, di soli 50 mq, che da qualche mese si è materializzato in via Carmagnola 8 grazie al sogno nel cassetto di Mario Nobile, ex manager di una multinazionale farmaceutica, che ha lasciato la sua carriera avviata e coraggiosamente l’ha reso realtà. Il suo desiderio? “Restituire umanità alla vita quotidiana”. Con piccole cose, gentili.

In ogni periodo dell’anno il negozio offre piante, fiori, vasi realizzati a mano e antiche ceramiche che riprendono vita grazie alle visioni e interpretazioni fiabesche di Mario accompagnato da Giulietta, la sua inseparabile cagnolina di razza bulldog francese.

Per Natale, però, Offfi ha dato il meglio di sè trasformandosi in un bosco incantato abitato da magiche presenze. Aprire la sua porta è un po’ come oltrepassare lo specchio di Alice e calarsi in un mondo fantastico: un giardino attraversato dall’eterea bellezza di una principessa, dalla scintillante eleganza di un leone circense e dalla malinconica maschera di un clown. Da Offfi non si può proprio uscire a mani vuote, la natura ti cattura e senti la necessità di portartene a casa un pezzettino…Io non ho potuto dire di no a un piccolo agrifoglio e a un topo ballerino!

Fateci un salto!

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