Categoria: Running

Vieni a correre la Cosmo Run. E poi una giornata tutta dedicata a benessere e bellezza

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Sabato prossimo, 13 maggio, al Parco Sempione di Milano ci sarà un’intera giornata, aperta a tutti, dedicata al benessere e alla bellezza organizzata da Cosmopolitan.

Si inizia la mattina alle ore 9 (in prossimità dell’Acquario Civico) prima con un riscaldamento a cura del trainer Fabio Inka e poi alle 9.30 si parte per una corsa benefica di 5 km (del costo di 5 euro) il cui ricavato netto andrà a favore della Cooperativa Sociale Cerchi d’Acqua a sostegno delle donne che hanno subito violenza.

Che tu sia Runner, Jogger, Camminatrice o Sedentaria (ancora per poco), troverai il tuo gruppo con cui condividere questa esperienza al termine della quale riceverai una runpack con tante sorprese.

Dalle 10.30 alle 18.30 prenderà poi vita il villaggio Beauty & Body con tante attività gratuite. All’interno dell’Acquario, in particolare, troverai corner dedicati al make-up, allo skincare, all’hairstyling e alla tecnologia, e uno spazio Auditorium in cui potrai partecipare a sessioni di yoga e piloxing oltre che assistere ai talk di tanti ospiti. Nel giardino di fronte all’Acquario, invece, potrai partecipare, o soltanto assistere, a lezioni di Parkour. Troverai, inoltre, due specialissime auto in cui provare un fast makeup e scoprire il tuo oroscopo personalizzato con la consulenza dell’astrologo di Cosmo Stefano Vighi.

Infine, per chiudere la giornata, dalle ore 19 ci sarà il Cosmo Aperitivo.

Qui per iscriversi alla Cosmo Run

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Fitbit Semi de Paris, la ‘mezza’ dei coraggiosi

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Le previsioni meteorologiche lo avevano annunciato: il primo weekend di marzo a Parigi sarebbe stato tanto freddo, piovoso e ventoso e quindi la prima cosa che ho messo nel mio zaino prima di partire è stata una buona dose di coraggio che, associata a un pizzico di follia e tanto entusiasmo, ero certa che mi avrebbe portato al traguardo fino a stringere forte tra le mani quella splendida medaglia che ancora adesso faccio fatica a togliere dal collo. Ci sono medaglie che pesano più di altre…e questa, fidatevi, è stata conquistata davvero con le unghie e con i denti, quindi il suo valore è almeno triplo.

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Ma facciamo un passo indietro. Fitbit, l’azienda famosa per i suoi activity tracker (e sponsor della mezza maratona parigina), ha invitato un team di ragazzi appassionati di sport da tutta Europa a correre i 21 km della Ville Lumière e io e il mitico trainer Paolo Zotta siamo stati, con tanto onore, i portabandiera italiani. L’idea di correre a Parigi mi ha elettrizzato da subito, sono stata molte volte in questa meravigliosa città, ma mai con le scarpe da running ai piedi. E anche il percorso della gara mi incuriosiva dato che avrebbe toccato la parte est della città, zona da me ancora poco conosciuta. Insomma, contavo i giorni, non vedevo l’ora di partire.

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Ci ha accolti una Parigi splendida e magica, nonostante il grigiore e l’umidità che la rendono romantica fino all’eccesso. Passeggiare sulla Senna con gli ombrelli ha decisamente il suo perchè. Ed è stato proprio con questa atmosfera soave che ci siamo diretti verso Il Parc Floral, nel Bosco di Vincennes, dove era allestito il Villaggio della Semi de Paris. È bastato avvicinarsi a quella zona per capire che la musica stava decisamente cambiando. Il romanticismo ha lasciato, in un attimo, il posto alla scarica di energia che trasmetteva l’esercito di runners venuti lì a ritirare i propri pettorali di gara.

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L’entusiasmo era palpabile, facce felici si aggiravano per gli stand, ci accomunava la voglia matta di correre anche se fuori la pioggia non dava tregua. Ed è stato proprio allo stand Fitbit che abbiamo conosciuto gli altri ragazzi del Fitbit Team con cui abbiamo subito stabilito un feeling internazionale scandito dalla comune passione per la corsa. C’è chi arrivava dalla Francia, chi dall’Inghilterra, dalla Spagna e dall’Irlanda. Ritirato il pettorale e la t-shirt (pazzesca) della gara, ci siamo diretti verso il giardino delle Tuileries ad ammirare il tramonto dietro la Tour Eiffel, uno spettacolo!

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A cena, di solito prima di una gara, cerco di mangiare pasta e di stare leggera, ma Parigi vale uno strappo alla regola e tutto il Fitbit Team è stato invitato in un ristorante thailandese in zona Bastille. Davanti a un bel piatto di Phad Thai la mia strategia di gara, e quella degli altri Fitbit Friends, iniziava a prendere forma.

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La routine del runner vuole che prima di andare a dormire si posizioni tutto l’abbigliamento e il necessaire della gara del giorno dopo sul letto e che ci si soffermi a ragionare su cosa sarebbe meglio indossare. In questa fase, a mio avviso delicatissima soprattutto se si correrà una gara lunga, ho avuto una sola certezza: avrebbe fatto tanto freddo e avrebbe piovuto parecchio, quindi kway e maglia termica a manica lunga d’obbligo. Ora potevo andare a dormire tranquilla.

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Ho sperato fino all’ultimo che le previsioni potessero sbagliare e quando appena sveglia ho visto un cielo vagamente azzurro mi sono addirittura illusa di poter cambiare abbigliamento al volo e sfoggiare un pantaloncino corto con maglietta. E invece da lì a poco le nuvole hanno coperto il cielo di Parigi non lasciando a noi runner più alcuna speranza: avremmo corso in condizioni meteorologiche decisamente sfavorevoli. Ma quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare e sulla linea di partenza eravamo in 48mila a scalpitare per conquistare quella medaglia.

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I miei primi 15 chilometri sono trascorsi abbastanza in allegria, con buone sensazioni nonostante la pioggia forte e il vento insistente. Nel mio viaggio a piedi ho incontrato tanti runners che correvano per una buona causa, chi si era inventato un costume ad hoc per stupire (da applausi il signore vestito da Tour Eiffel!), chi correva da solo con la sua musica nelle orecchie e chi correva festosamente in gruppo. Insomma, l’unione faceva la forza anche se il viaggio era ancora lungo e difficile.

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Dal 15° ho avuto freddo, tanto freddo…l’umidità la sentivo nelle ossa (kway e maglia termica completamente zuppi), mani e piedi iniziavano ad essere insensibili. Ho cercato addirittura di ripararmi dal vento stando dietro a chi era più grande di me, ma era come correre sotto la doccia.

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Più di un paio di volte ho cercato di rallentare camminando sulle salite dei diversi ponti che ho incontrato sul percorso, ma appena accennavo di fermarmi sentivo una mano sulla spalla che mi incitava: “courage, courage!”. Ed è stato proprio quel “coraggio” che mi ha impedito di mollare e mi ha fatto tagliare quel benedettissimo e tanto sognato traguardo. Quello stesso coraggio che ti costa tanto, ma che non ti tradisce mai. Soprattutto quando all’arrivo c’è un private party ad aspettarti con tutti i tuoi Fitbit Friends zuppi (e zoppi) come te!

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Il mio Fitbit ha detto che il mio viaggio alla conquista di Parigi è durato 2h 04’, sono felice e soddisfatta così. Poteva andare meglio? Forse. Peggio? Chissà. Io non cambierei niente di questa gara, pioggia compresa!

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Non chiedete a un runner: “Ma chi te lo ha fatto fare?”. Vi risponderà solo con un sorriso.

Pain is temporary, pride is forever.

Un pensiero particolare va a tutti i ragazzi del Fitbit Team, allo staff Fitbit e a Paolo e Alessandra, grazie ragazzi! :-)

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5 consigli per prepararsi alla Fitbit Semi de Paris

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Tra poco meno di due settimane correrò la Fitbit Semi de Paris, la mezza maratona che si terrà nella capitale francese il 5 marzo. Ormai manca davvero poco alla gara ed è proprio in questa manciata di giorni che si tirano le somme sulla propria preparazione che deve andare ben oltre il solo allenamento fisico. Come prepararsi al meglio, quindi, in attesa del fatidico ‘big day’? Ecco qui i miei 5 consigli, tutti da vivere con al polso l’activity tracker Fitbit che correrà con me a Parigi insieme a tutto il Fitbit Team europeo.

1.     FAR GIRARE LE GAMBE

Ormai quello che è fatto, è fatto. Trascorrete gli ultimi giorni prima di una mezza maratona correndo sì, ma senza esagerare. Fate un po’ quello che vi sentite di fare, correte a sensazione. L’obiettivo in questa fase è muovere le gambe, più che macinare chilometri o sfrecciare come delle saette. Usate il buon senso e la moderazione ed eviterete così possibili infortuni che potrebbero compromettere tutto l’allenamento fatto fino ad oggi e addirittura la gara stessa.

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(Qui è quando mi diverto a ricapitolare il mio allenamento, rigorosamente con foto, attraverso l’app di Fitbit)

2.     MANGIARE SANO

Soprattutto in questi giorni evitate gli stravizi e prediligete un alimentazione sana basata sui carboidrati che devono essere aumentati di circa il 20% nei tre giorni che precedono la gara per fornire all’organismo l’energia sufficiente per correre 21 km. Ricordatevi che un corretto regime alimentare prevede 5 pasti al giorno (una ricca ed energica colazione, uno spuntino spezza-fame, un pranzo ricco di carboidrati, un altro spuntino spezza-fame e una cena leggera).

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(Lo sapevate che attraverso l’app di Fitbit potete tenere una sorta di diario alimentare giornaliero in cui appuntare i cibi assunti e le loro calorie e fare un paragone tra quelle assunte e quelle bruciate?).

3.     BERE, BERE, BERE!

L’acqua è il migliore amico dello sportivo. È l’elemento fondamentale per mantenere un’alta capacità prestativa e un corretto stato di idratazione. Quindi bevete più del solito nei giorni che precedono la gara perchè perderete molti liquidi durante la corsa. L’ideale sarebbe bere non meno di 1,5 litri al giorno e assumere, magari, anche qualche integratore.

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(L’app Fitbit vi permette di fissare un obiettivo di quantità d’acqua da assumere in un giorno così potrete tenere il conto di quanto bevete!)

4.     RIPOSARE

Anche se non sembra, il riposo è un vero e proprio mezzo di allenamento. Andate a letto presto, leggete un libro, e godetevi un buon sonno rigeneratore.

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(Ogni mattina la prima cosa che faccio quando sono sveglia è verificare la mia qualità del sonno. Attraverso l’app di Fitbit potrete visualizzare quante ore avete dormito, quanti risvegli e quanti momenti di agitazione avete avuto).

5.     LIBERARE LA MENTE

Concedetevi momenti di relax all’aria aperta visitando magari luoghi nuovi che vi riempiano gli occhi e i polmoni e vi svuotino la mente dai pensieri per fare spazio alla concentrazione, ne avrete bisogno!

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(Vi capita mai di avere bisogno durante la vostra frenetica giornata di fermarvi un attimo e respirare a fondo? Attraverso il braccialetto Fitbit potrete vivere due minuti di respirazione guidata e dedicarvi così soltanto a voi stessi e al vostro relax. Inspirate….espirate, inspirate…espirate!!!).

Qui l’adrenalina sale, ci vediamo sulla linea di partenza!

Tu corri e la città racconta storie

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Avevo dimenticato quanto è bello correre in città. Negli ultimi mesi sono stata spesso in luoghi di montagna dedicando le mie corse a terreni sterrati, climi gelidi e panorami mozzafiato. Così mi sono quasi abituata all’aria leggera, al silenzio delle valli, allo sguardo che cerca l’orizzonte. La città, da qui, sembra lontanissima.

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Vi sembrerà strano, ma allenarmi a Milano un po’ mi è mancato. Fatta eccezione per lo smog, allenarsi nel caos può avere il suo perchè e può risultare, a volte, persino terapeutico. Mentre la metropoli attorno a te si affanna seguendo ritmi serratissimi, tu sei lì avvolto nel tuo mondo a dettare il tuo personalissimo ritmo. Mentre corri la città racconta storie e la tua mente vola con loro. Immagini di incontrare i pensieri della gente che ti passa accanto, ti chiedi dove vanno così di fretta, fantastichi sulle loro vite. E i chilometri scorrono veloci, rapidissimi, attaccati a quelle favole che crei con il pensiero. Ma non ti distrai.

La città potrebbe anche implodere ora, ma quell’energia darebbe solo altra forza alle tue gambe, niente ti distoglierà dal tuo percorso fatto di strisce pedonali, marciapiedi e zig zag tra la folla assorta. E la mente così si allena a concentrarsi. Una via, poi l’altra. Imbocchi una strada, poi l’altra. Dal chiasso prepotente tutto d’un tratto ti trovi nel gelido silenzio della periferia e ti guardi attorno un po’ intimidita.

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Avevo dimenticato quanto è bello correre nelle strade di quartiere, in quelle zone suburbane così lontane dalle vetrine scintillanti, dai parchi rigogliosi del centro. In quelle vie marginali i blocchi di cemento si susseguono, ti accompagnano per chilometri raccontando per immagini la vita di una periferia multietnica. La strada scorre e i sottopassaggi diventano gallerie d’arte. I personaggi dei graffiti stanno lì a guardarti, invidiano la tua corsa, muoiono dalla voglia di staccarsi di dosso quella loro eterna staticità che li blocca al muro. C’è più vita di quanto credi in quei luoghi desolati. C’è rumore anche qui, forse non lo senti. Mi tolgo le cuffie e ascolto il silenzio. Perchè, anche il silenzio è una cosa che si ascolta.

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Ogni tanto concedetevi una corsa in questi posti, spingetevi oltre i vostri percorsi abituali, andate ai limiti, cabiate punto di vista, osservate, respirate, ascoltate. Andate a caccia dei margini della città che si racconta attraverso la vostra mente.

Di corsa, of course!

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Tutta la community europea Adidas Runners unita al Metal Event di Barcellona

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Un cosa così pazzesca io non l’avevo mai vissuta. Prendete un centinaio di scatenati Adidas Runners provenienti da ogni parte d’Europa, portateli a Barcellona e fateli convivere per un intero weekend in nome della loro passione per la corsa. Ora ditemi come questo mix esplosivo non poteva non creare un boom di energia positiva altamente contagiosa che difficilmente chi era lì dimenticherà.

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Grazie ad Adidas, sabato 17 dicembre io e altri 11 Adidas Runners di Milano (molti dei quali conosciuti per la prima volta direttamente in aeroporto!) siamo volati in Spagna per partecipare al misterioso Metal Event organizzato dagli Adidas Runners di Barcellona. Prima della partenza poco o nulla si sapeva di questo evento, i cui dettagli sono stati lasciati volutamente top secret fino alla fine. Unica certezza: “Portate l’abbigliamento da running, si correrà”.

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Arrivati nella città catalana abbiamo subito addocchiato gli altri membri delle diverse community europee Adidas Runners. Non potevi non riconoscerli, si aggiravano tutti per la hall dell’albergo in tuta e scarpette da running ai piedi, ti abbracciavano e con la scusa di darti una pacca sulla spalla ti appiccicavano addosso l’adesivo del loro club. Era un modo per dirti: “Hey, sei uno di noi!”.

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Stiamo parlando di giovanissimi ragazzi amanti dello sport arrivati da ben quattordici città europee, da Parigi, Londra, Stoccolma, Zurigo, Atene, Amburgo, Praga, Varsavia, Monaco, Francoforte, Copenhagen, Vienna e Bratislava. È bastato un pranzo tutti insieme a base di tapas, prosciutto iberico, pan con tomate, birra e vino rosso per diventare tutti amici e finire in pullman a cantare gli inni nazionali dei nostri Paesi e a scambiarci le nostre magliette e i nostri gadget. Gemellaggio fatto.

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Abbiamo visitato lo store Adidas del centro città dove abbiamo ritirato le magliette ufficiali dell’evento e lì abbiamo cominciato a captare che qualcosa di veramente grandioso bolliva in pentola per la serata. L’appuntamento era per le ore 19 in un posto insolito per una corsa: la Zona Franca del porto di Barcellona. Dress code: ognuno con la t-shirt ufficiale della propria città.

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Ad aspettarci c’erano più di 500 runner in una location suburbana mozzafiato piena di tir e container (ah ecco perchè ‘metal’ event). C’era la musica, c’era la gente, c’era la voglia di correre, ma soprattutto c’era la voglia di farlo tutti insieme.

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Divisi in gruppi a secondo della nostra andatura e guidati da folli pacer abbiamo iniziato la nostra corsa attraverso il metallo e i giochi di luce. Ogni due giri del percorso era previsto uno stop nello spiazzale dell’evento in cui un’energica trainer degli Adidas Runners di Barcellona ci aspettava per sessione di esercizi ad alto impatto (e ad alto volume di musica!). Circa 6 km di pazza corsa in cui immagino nessuno abbia pensato alla performance quanto piuttosto a scattarsi selfie.

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Nell’aria c’era solo tanta allegria e quando il dj ha iniziato a suonare è iniziata la festa. Fiumi di birra, nachos a volontà e, forse un po’ per il freddo e un po’ per scaricare l’adrenalina, si è ballato e cantato tanto, fino a notte fonda. Ed è stato proprio lì che il concetto di community ha preso davvero forma.

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Ragazzi che prima di allora non si conoscevano e o che erano ‘amici’ solo virtuali sui social network, in un attimo erano lì faccia a faccia, in una città bellissima, a correre insieme, farsi fotografie e video insieme, brindare insieme, mangiare insieme, ballare insieme, ridere insieme. Ora ditemi se con questa valangata di energia positiva non viene voglia anche a voi di correre per il mondo a fare nuove amicizie abbattendo i confini reali e virtuali. Potere della corsa.

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Volevo ringraziare prima di tutto Adidas (ormai la mia seconda famiglia), tutta la community internazionale degli Adidas Runners, ma anche il team Adidas Runners Milano che mi ha accompagnata in questa splendida avventura: Roberto, Saverio, Red, Paola, Federico, Andrea, Viviana, Erika, Matteo, Giovanni ed Enrica. E ovviamente, grazie Barcellona!

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Mai senza riscaldamento!

Verona per tutti i gusti: si corre la 42k, la 21k e la 10k

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Un weekend a Verona è sempre una buona idea. Soprattutto quando nella città di Giulietta e Romeo si corre. Se non avete ancora programmi per il prossimo fine settimana, ecco qui una buona idea per una gita fuori porta di corsa.

Domenica 20 novembre a Verona ci sarà una giornata di festa dedicata a tutti i runners che si cimenteranno su diversi percorsi rendendo la corsa accessibile proprio a tutti: a partire dai maratoneti più allenati capaci di correre la distanza olimpica di 42.195km fino ai mezzi maratoneti che voleranno nella terza edizione della Cangrande Half Marathon da 21,097km e persino ai corridori della Last 10km Veronamarathon, la 10km sia competitiva che ludico motoria (per famiglie e bambini compresi), che con ben 16 onlus coinvolte ha anche uno scopo benefico.

Cosa aspettate, le iscrizioni sono ancora aperte! Per info http://veronamarathoneventi.com

 

Corri di più con la compressione

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Avete presente quell’abbigliamento super aderente, spesso di colore scuro, che indossano i top atleti? Sì proprio quello che li fa sembrare ancora più extraterrestri di quanto già lo siano (esaltando la loro eccellente forma fisica). Stiamo parlando di pantaloni, maglie e calze realizzati con un particolare tessuto che comprime zone specifiche del corpo con l’obiettivo di migliorare sia la performance durante l’attività sportiva che il recupero post allenamento o gara. Cerchiamo di capire perché ultimamente sono di grande interesse anche per i runner amatoriali.

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Lo sapevate che quando i muscoli non ricevono abbastanza ossigeno, producono acido lattico e di conseguenza fanno male? L’abbigliamento tecnico a compressione, “comprimendo”, nel vero senso della parola, la fibra muscolare in modo variabile favorisce la circolazione del sangue e quindi l’ossigenazione dei tessuti.  Quindi, in sostanza:

  • 1.     Minor affaticamento muscolare
  • 2.     Maggiore efficacia muscolare
  • 3.     Riduzione del pericolo di strappi o contratture
  • 4.     Minor tempo di recupero post workout
  • 5.     Riscaldamento localizzato dei muscoli

Presa dalla curiosità ho deciso di provare qualche prodotto per la compressione di BV Sport. Questa azienda francese, che si trova a Saint-Etienne, è pioniera nella ricerca medicale sul ritorno venoso ed è quella che ha inventato il famoso Booster, la calza (senza piede) contenitiva specifica per la corsa. In particolare ho testato maglietta e pantaloncino della nuovissima gamma RTech e i gambali Booster Elite.

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La prima osservazione che ho fatto tirando fuori questi prodotti dalle loro confezioni è stata: “Sono strettissimi, non ci entrerò mai!”. In effetti prima di indossarli sembrano un po’ rigidi e striminziti, come fossero vestiti per le bambole. E invece, con grande facilità ci si entra, comodamente, eccome. È importante scegliere la misura giusta, sulle confezioni, infatti, sono riportate comode tabelle che permettono, tramite la misurazione di circonferenza, altezza e peso, la misura più adatta al proprio fisico. La prima sensazione, una volta indossati, è quella di un piacevole contenimento del muscolo che però risulta del tutto libero nei movimenti.

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Tra le principali caratteristiche della linea c’è infatti proprio il supporto ai principali gruppi muscolari interessati dall’attività fisica svolta. Il tessuto utilizzato è il Dryarn, una microfibra in polipropilene, riciclabile ed ecologica ma soprattutto idrofoba che non assorbe l’umidità e si asciuga rapidamente in modo da migliorare lo scambio termico ed ottimizzare la regolazione della temperatura del corpo.

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Il Booster Elite, invece, che deve essere portato esclusivamente durante lo svolgimento dell’attività fisica (ma ne esistono altri specifici per il post workout) favorisce l’azione longitudinale dei muscoli gemelli superiori e del muscolo soleo, riducendo così il movimento oscillatorio e le vibrazioni causa di affaticamento e lesioni. Allo stesso tempo, grazie alla sua azione di contenimento/compressione più ridotta a livello della caviglia e più intensa sul polpaccio, migliora il ritorno venoso favorendo l’ossigenazione muscolare, tendinosa e legamentare.

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In attesa di testarli su una gara “lunga”, li ho provati durante diversi allenamenti e posso dire che sicuramente l’effetto contenitivo dà una minima sensazione di rigidità sulla schiena che però migliora decisamente la postura. Altro plus è senza dubbio che il loro essere così aderenti creano zero strofinamenti fastidiosissimi sulla pelle. In sostanza, senza entrare nel merito di un giudizio sul miglioramento della performance che a mio avviso è una questione molto soggettiva e dipende da una molteplicità di fattori tra cui sicuramente anche quella legata all’abbigliamento, posso dire che ho riscontrato soprattutto una minore sensazione di affaticamento muscolare post allenamento provata decisamente di più nella zona dei polpacci e delle spalle.  Penso inoltre che questo tipo di abbigliamento sia ideale anche per gli allenamenti e le gare invernali da indossare come intimo.

E voi, cosa ne pensate? Usate l’abbigliamento a compressione? Raccontatemi le vostre esperienze!

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Correre con mamma e papà

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Una cosa è certa, quando un bambino impara a camminare la prima cosa che fa subito dopo è provare a correre. Un gesto, questo, totalmente naturale e soprattutto legato alla gioia dirompente, alla totale libertà. I bimbi che corrono, fateci caso, sono tutti sorridenti. Ecco qui l’articolo che ho scritto per Monnalisa Magazine proprio su questo argomento.

Riflettevo sul fatto che sempre più spesso vedo genitori e figli correre insieme. Li osservo al parco con mamma e papà che si allenano all’aria aperta, aiutandoli a prendere i loro tempi, seguendoli in bicicletta e poi, presi da un pizzico di competizione, azzardano qualche metro di corsa al loro fianco giocando a chi arriva prima. E sono sempre di più i bimbi che vedo al traguardo delle gare podistiche a cui partecipano i loro genitori. Aspettano per ore dietro una transenna in attesa di scorgere da lontano papà o mamma che, nonostante la stanchezza per i chilometri macinati, appena incrociano gli occhi impazienti dei loro piccolini raccolgono le ultime forze che hanno per prenderli in braccio e tagliare vittoriosi il traguardo insieme. Non importa se arrivano ultimi, mamma e papà quando corrono vincono sempre e comunque, sono gli eroi della gara e hanno anche i super poteri.

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E giusto per rimanere in tema di magia, ho scoperto che a Disneyland Paris correre una vera gara con mamma e papà diventa realtà. Il 24 e 25 settembre scorsi, infatti, si è svolto nel parco francese l’Half Marathon Weekend, la prima edizione delle Maratone Disney approdate nei Parchi Disney di Parigi dopo il successo delle edizioni americane. In programma: una 5 km per tutta la famiglia, corse speciali per i bambini (da 100 e 200 mt) e l’attesissima Mezza Maratona da 21 km, percorsi da sogno che hanno coniugato la passione dello sport con l’universo incantato del mondo Disney.

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Un percorso snodato tra scenari fiabeschi attraverso i due Parchi, Parco Disneyland e Parco Walt Disney Studios, e i comuni limitrofi dove a fare il tifo ai 15mila partecipanti (di oltre 50 nazionalità diverse) c’erano Topolino, Minnie, Paperino, Paperina, Pippo, Pluto che hanno anche scattato foto ricordo per garantire momenti indimenticabili per tutta la famiglia.

Un evento, questo, che sicuramente verrà riproposto anche il prossimo anno, quindi, iniziatevi ad allenare con i vostri piccolini!

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Correre con i propri figli è un’esperienza bellissima di condivisione di una passione, ma ecco alcune piccole regole che andrebbero seguite:

DIVERTIMENTO: i bimbi quando corrono si devono sempre divertire.
MODERAZIONE: ciò che sembra facile per noi non è detto che lo sia anche per loro, quindi teniamo sempre presente le loro capacità evitando i percorsi troppo impegnativi.
RITMO: stiamo al loro passo. È il bambino a dettare la velocità e non viceversa!
OBIETTIVI: anche per loro vale il concetto che i miglioramenti si possono ottenere solo con un impegno costante nel tempo, insegnamoglielo!
OSSERVAZIONE: la corsa è un’occasione per scoprire e vivere il paesaggio in cui si è immersi, mostriamo loro come apprezzare e rispettare la natura intorno a noi.

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Milano Marathon diventa fashion e rivoluziona tutto

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Domenica 2 aprile 2017 si correrà la Milano Marathon (anche in versione staffetta), prendete appunti perché stamattina durante la conferenza stampa dell’evento, all’Armani Silos di via Bergognone, sono stati presentati un bel po’ di cambiamenti rispetto allo scorso anno. 

  • Innanzitutto è cambiato lo sponsor: dalla prossima edizione sarà addirittura Giorgio Armani, con il suo brand sportivo EA7 (già sponsor delle Olimpiadi di Rio) a griffare le maglie, super fashion, della gara. Rossa per la maratona e bianca per la staffetta, entrambe con mega logo sulla schiena. T-shirt queste che secondo me andranno a ruba e incentiveranno molti, turisti e non, a correre la prima maratona griffata da una maison della storia. Lo zampino di Re Giorgio si vede, poi, anche nella nuova immagine pubblicitaria dell’evento: pulita e in bianco e nero, secondo lo stile tipicamente minimal dello stilista. 
  • È cambiato il percorso: durante i 42 km di gara, come lo scorso anno, si susseguiranno gli scorci più belli della città: dal Duomo al Teatro alla Scala, dall’Arco della Pace al Castello Sforzesco, fino ai moderni skyline dei quartieri della “nuova Milano”. Ma la prossima edizione avrà un percorso che presenterà una significativa modifica nel suo tratto più esterno (dall’uscita dell’abitato di Trenno fino al rientro verso il centro su via Gallarate) a beneficio sia dei runner sia della viabilità. I cambiamenti riguarderanno anche il primo e il terzo punto di cambio della staffetta, che saranno ulteriormente avvicinati alle fermate della metropolitana.
  • 33966d10-56e9-46e1-a0a0-433219a0caf6-okUna delle novità più importanti della prossima edizione della maratona meneghina sarà costituita dallo spostamento del Marathon Village, che prima era negli spazi adiacenti al Palazzo della Regione, in una nuova sede: il MiCo LAB, spazio completamente rinnovato all’interno dell’ala nord di Fiera Milano Congressi. La superficie espositiva passerà così da 2.500 a oltre 4.000 mq, per far fronte alla crescente richiesta di espositori che l’evento ha registrato negli ultimi due anni.
  • Nel pacco gara, quest’anno, ci saranno anche due biglietti ATM per permettere agli atleti di raggiungere più agevolmente la partenza e i punti di cambio della staffetta.

 

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