Moldiv_1390928242134Sembra proprio che io abbia le antenne alzate ogni volta che c’è nell’aria qualcosa legato alla corsa. Riesco sempre a captare quando c’è qualcosa di elettrizzante che il running mi possa portare. Ecco, potevo, quindi, perdermi l’avventura di essere tra i #cityrunners di adidas?

Vi spiego meglio, adidas, che quest’anno è partner tecnico della SuisseGas Milano Marathon del 6 aprile, ha organizzato tre mesi di allenamento dedicati a 42 (come il numero dei km di una maratona) tra giornalisti, bloggers e influencers, che racconteranno la loro impresa sul web e sui social network. Obiettivo: correre una frazione della staffetta della gara meneghina. In particolare, verranno condivise foto, emozioni, pensieri (e naturalmente anchegli sforzi e il sudore) attraverso l’hashtag #cityrunners e il sito ufficiale adidascityrunners.com il cui wall è già stato bersagliato di post.

L’invito di adidas è quindi stato accolto da me medesima con il solito entusiasmo da running addict che non mi fa dormire la notte tanta è l’adrenalina che ho in corpo. Il kickoff ufficiale del progetto si è tenuto sabato scorso, 25 gennaio, presso la brand house di adidas a Monza dove il team ci ha subito messo a dura prova. A curare il programma di allenamento ci sono i trainer professionisti Elisa Cova, Stefano Pozzi e Irene Petrolini capitanati dal grande Giorgio Rondelli (che udite, udite, è stato preparatore atletico di tanti olimpionici). Completano il team la nutrizionista Elena Casiraghi e il mental coach Patrizio Pintus.

Ma, torniamo alla cronaca. Ad accoglierci nella splendida casa di adidas (una vera e propria dream factory con tanto di palestra annessa) un armadietto personalizzato che custodiva per ciascuno di noi il kit del perfetto runner. Tra t-shirt, calzoncini e persino calzini griffati con le tre strisce, ecco scintillare loro, le Supernova Glide, le scarpe ufficiali dell’evento nella nuova versione 6 dotate della tecnologia Boost. Le mie, neanche a dirlo, sono di colore lilla, o meglio “radiant orchid”, eletto proprio colore dell’anno 2014, così anche il lato fashion si può dire appagato. Parlando, invece di stato di fitness la faccenda si fa più complicata. La prima sessione di allenamento si è così svolta: misurazione di peso, massa grassa e BMI (indice di massa corporea), riscaldamento in palestra con Giorgio Rondelli (che mi ha ricordato le lezioni di educazione fisica delle scuole medie) e test di corsa sul tapis roulant. Sette minuti a 12 km/h per poi ricevere una lettera: B. Sono nel gruppo B, quello a metà tra i top runner e quelli che in gergo si chiamano tapascioni. Nonostante abbia già corso due maratone (intere eh!), lo staff mi ha appioppato un bel B perchè “devo lavorare sulla velocità”, dicono. Quindi, in attesa del prossimo appuntamento, previsto per l’8 febbraio all’Aspria Harbour Club di Milano con il mental coach e una nuova running session, c’è da lavorare duro. Non vedo l’ora di ricevere il mio programma di allenamento, sono curiosa, non sto più nelle scarpe!

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