Era l’estate del 1983 e io avevo 3 anni. Ero in vacanza con nonni, zii e cuginetti a Lido del Sole, sul Gargano, e anche se ero molto piccola, l’episodio che sto per raccontare me lo ricordo benissimo, come se fosse ieri.
Sulla spiaggia avevano organizzato dei giochi per bambini tra cui una gara di corsa a cui mi hanno costretto a partecipare. Bene, sulla linea di partenza, mi sono ritrovata con bambini e bambine tutti più grandi di me (e non solo d’altezza). Tra gli altri c’era quello tarchiatello con la panzetta, quello biondissimo dal fisico già atletico, la bambina fashion con tanto di costume intero fucsia e pettinatura di grido anni ’80 e poi c’ero io, un timidissimo ragnetto con i capelli cortissimi da sembrare quasi un maschietto con un monokini turchese imbarazzante.
Ero lì attentissima a ciò che stava spiegando l’organizzatore. Queste sono state le sue testuali parole: “Quando sentirete il mio fischio dovrete iniziare a correre più veloce che potete fino all’arrivo”. Da lì a pochi secondi le mie orecchie hanno sentito il famoso fischio e sono partita più veloce che potevo fino all’arrivo. Peccato che quando ho tagliato il traguardo, felice di essere arrivata prima, mi sono girata e dietro di me non c’era nessuno, ma tutti ridevano divertiti di me. Io sì ero arrivata prima, ma quel fischio che avevo sentito non era quello della partenza bensì il fischio dell’organizzatore che voleva far spostare la gente che era in mezzo alle corsie!!!  Inutile descrivere la quantità delle mie lacrime per la figuraccia. Eppure io avevo eseguito esattamente quello che avevano spiegato…fischio=partenza! Mah, questi grandi!
Questa è stata la mia prima gara che, vuoi o non vuoi, ho comunque vinto. Premio: una coccinella magnete da frigorifero di cui andavo fiera più che di una medaglia olimpica…scusate se è poco!

1983
Lido del Sole, 1983 – (Io la seconda da destra!)

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