Stefano Baldini
Stefano Baldini

La prima cosa che noti di lui sono i suoi occhi azzurrissimi, limpidi come la sua anima gentile e rispettosa. Eh sì perché la stoffa del vero campione é fatta anche di quello. Lui non ha solo muscoli perfetti, gambe lunghissime e fiato da vendere, lui ha soprattutto cuore e chi lo conosce lo sa, Stefano Baldini é un numero uno tanto nello sport quanto nella vita.

Tra qualche mese, il 29 agosto, saranno 10 anni che Stefano é entrato nella storia dell’atletica con la vittoria della maratona alle Olimpiadi di Atene 2004. Devo ammettere che quando la mia motivazione per la corsa scende riguardo all’infinito il video di quella mitica gara, l’entrata solitaria di Stefano nello stadio Panathinakos, le sue braccia alzate al cielo mentre taglia il traguardo e il suo urlo liberatorio sono tra i momenti più emozionanti per chiunque abbia un qualche legame con la corsa.

Ha dato tanto all’atletica da essere stato recentemente premiato dal magazine Runner’s World perché considerato tra gli “eroi del running”. Abbandonata la carriera agonistica, oggi il suo impegno é rivolto soprattutto verso i giovani. Verso quelli talentuosi (é direttore tecnico del settore giovanile Fidal) ma anche verso quelli in difficoltà (ormai corre solo per beneficienza). Alla Milano City Marathon, appena trascorsa, ha corso una staffetta in favore dell’associazione Anpil per i bambini del Congo.

Ho fatto quattro chiacchiere con il “Dio di maratona” (come lo titolava la Gazzetta dello Sport il giorno dopo la sua leggendaria Olimpiade) per carpirgli qualche segreto, ma sembra proprio che trucchi non ce ne siano: guerrieri si nasce e basta.

Stefano alla Maratona di New York 2013
Stefano alla Maratona di New York 2013

Che cosa ti è stato più utile per diventare un campione?

L’educazione che ho ricevuto, l’aver rispetto per me stesso e per gli altri, l’accettazione del risultato di una gara e dei propri limiti anche dopo aver dato il massimo.  

Ti ricordi il tuo primo paio di scarpe da running?

Certo, non erano vere e proprie scarpe da running, negli anni 80 mica c’era tutta l’offerta, la tecnologia e le possibilità di oggi. Ma si correva lo stesso, forte e col sorriso sulle labbra.  

“Nella vita, qualsiasi cosa succeda, devi continuare a correre” è il tuo diktat, cosa significa per te?

Che la corsa è la metafora perfetta del quotidiano: se riesci a reagire ai problemi, a piangere ma a ripartire, sei un campione di vita. Chi corre ha una marcia in più in tutte le cose che fa perchè è allenato a farlo ogni volta che calza le scarpe da running.   

Il posto più bello dove hai corso e quello dove ti piacerebbe correre?

Mi sono innamorato della Namibia, ci ho passato 400 giorni in 10 anni di allenamenti, quei colori e quei paesaggi non me li scorderò mai, mi piacerebbe tornarci presto. Dove mi piacerebbe correre? In Nuova Zelanda, e starci un paio d’anni.  

Correre per te è un pò come…?

Correre mi regala una serenità e una lucidità incredibili. Mentre corro riesco a trovare le soluzioni ai problemi quotidiani.  

Ritieni che la maratona sia una questione di pelle?

Se ami la corsa prima o poi proverai attrazione per i 42km, è troppo stimolante. Per me è stato amore a prima vista, quindi una questione prima di pelle….e poi di palle, correre la maratona mica è facile.  

La prima cosa che temi al mondo qual è?

La mancanza di sicurezza e serenità delle persone a me care.  

Cosa mangi? Segui una dieta particolare?

Quando preparavo le gare più importanti la dieta era legata all’allenamento precedente e successivo al pasto. Oggi posso permettermi qualcosa di diverso ma sempre rispettoso per il corpo. Chi corre si sa autoregolare.  

Le tre cose (a parte le scarpe da corsa) che non devono mai mancare nella tua valigia?

Un libro, le ciabatte e il mio beauty: col passare degli anni sono diventato molto più maniaco dell’igiene, ma penso che sia normale.  

Io e Stefano alla Venice Marathon
Io e Stefano alla Venice Marathon 2011

C’è stato un momento in cui hai pensato: “basta”?

Ce ne sono stati tanti, però correre mi piace troppo e mi sono sempre divertito, anche quando c’erano da correre gare molto importanti come le Olimpiadi.  

Oggi stai vivendo il mondo dello sport da una nuova prospettiva….

E’ bello anche così, guardare cosa fanno gli altri, commentare e cercare di aiutare qualche giovane a coltivare i propri sogni. Dopo aver ricevuto tanto dallo sport, è giusto anche che sia io a donare un pò di ciò che ho imparato.

 

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