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Devo ammetterlo, ignoravo il significato preciso della parola “skyrunning” (anche se avevo acutamente intuito che aveva qualcosa a che fare con il cielo, e quindi con qualcosa di troppo grande per me), fino a quando ho conosciuto, per caso e purtroppo solo virtualmente, lui Kilian Jornet Burgada, catalano, classe 1987, per il quale la parola “impossibile” non esiste.

Tanto da essere nominato “adventurer of the year 2014” dalla rivista National Geographic. E subito, neanche a dirlo, mi sono appassionata alla sua storia. A partire dal suo sogno di bambino: “Da grande – diceva alla sua maestra – voglio fare il contatore di laghi”. Una professione un pò strana, è vero, ma in un certo qual modo quel sogno l’ha realizzato. Anzi, ha fatto molto di più. A 6 anni ha scalato i suoi primi “4mila” e a 10 anni ha attraversato i Pirenei in 42 giorni diventando con gli anni il protagonista indiscusso degli sport di montagna, dall’ultratrail, allo skyrunning allo scialpinismo polverizzando qualsiasi record in alta quota con quell’umiltà che lo contraddistingue. 

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Giusto per dare qualche numero, nel 2011 é suo il record dell’Ultra Trail del Monte Bianco: 196 km e 9.700 metri di dislivello in 20h 36’ 43’’ ed è sua la conquista della vetta del Cervino (4.476 m) e discesa, la scorsa estate, in 2h 52’ 02’’. Ma il suo palmares é talmente lungo quasi da annoiare, quindi, per motivi di spazio ve lo risparmio!
Una follia per qualsiasi essere umano eppure a sentir parlare lui, ragazzo semplice, dice: “eh ma alla fine, se ti alleni, non è così difficile”. E a proposito di follia, suo pane quotidiano, Kilian attualmente è impegnato nel progetto “Summit Of My Life”: salire e scendere, entro il 2015, le cime più celebri del pianeta, dall’Elbrus, all’Aconcagua fino alla vetta più alta, l’Everest (8.848 m). Del progetto é già possibile vedere il film documentario “A fine line” che io ho trovato stupendo e da mozzare il fiato. Se non vi basta e volete sapere proprio tutto su di lui vi consiglio la sua biografia “Correre o morire“, edita da i Licheni, in attesa della versione italiana del suo secondo libro “La frontera invisible“. Qualche mese fa, Kilian é stato ospite da Fazio a “Che tempo che fa”, se recuperate il video su youtube potrete conoscere anche il suo lato, diciamo così, “umano”, se di umano qualcosa ancora c’è in questo extraterrestre dalla faccia di bambino.

PS Kilian, se sei in ascolto, avrei una domanda da farti: “C’è qualcosa che ti fa paura?”

image“In fondo la montagna é come una persona: per amarla bisogna prima conoscerla, e quando la conosci puoi sapere se é arrabbiata o se é contenta, come trattarla, come giocare con lei, come prendertene cura quando le fanno del male, quando é meglio non disturbarla…Ma la differenza rispetto a qualsiasi persona é che la montagna, la natura, la Terra, sono immensamente più grandi di te. Non devi mai dimenticare che tu sei solo un piccolo punto nello spazio, nell’infinito, e che é lei a poter decidere in qualsiasi momento se vuole cancellare o meno quel punto”. 

(Dal libro “Correre o morire”)

 

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