Mese: luglio 2015

Tom Tom Runner Cardio, finalmente liberi dalla fascia toracica!

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Foto by Désirée Di Leo

Sabato scorso a Milano il termometro segnava 34 gradi, già alle 8 di mattina. E questa settimana, l’appuntamento presso il Campo XXV aprile, lì dove solitamente ci alleniamo per la prossima Maratona di New York, era infuocato più del solito. Il training quel giorno prevedeva, oltre al riscaldamento sulla Montagnetta di San Siro, una sessione di ripetute in pista su 600mt, 400mt e 200mt, insomma una ‘faticaccia’ ad alto impatto che ti trasforma in un attimo in uno zombie sudato.

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Per me, tra le cose più fastidiose di quando sudi tanto c’è, senza dubbio, la fascia cardio. Se ne sta lì appiccicata al tuo torace e non ti molla un attimo. Stringe e spesso crea abrasioni sulla pelle e questo fa tanto male. Per me, con una pericardite alle spalle, però è fondamentale controllare lo stato dei miei battiti, quindi, male o non male, la fascia cardio e il cardiofrequenzimetro sono accessori imprescindibili quando corro.

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Indispensabili almeno fino a quando Tom Tom ha lanciato il suo Runner Cardio, l’orologio GPS sportivo con cardiofrequenzimetro integrato (quindi SENZA fascia toracica). Pensavate forse che io non fossi curiosa di provare questo gioiellino tecnologico? E quale giorno migliore per testarlo se non in un caldissimo giorno d’estate?

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Foto by Désirée Di Leo

A primo impatto, indossare il Tom Tom Runner Cardio significa mettersi al polso un orologio leggero e sottile che, attraverso il display extra-large, permette di monitorare a colpo d’occhio il battito cardiaco, la distanza percorsa, l’andatura e altre informazioni altrettanto importanti. È comodo perchè ha un pulsante di controllo unico: se si schiaccia a destra si sceglie lo sport, si attiva il GPS e si parte mentre, se lo si preme a sinistra, si torna indietro al menù. Se si tiene schiacciato per 2 secondi, invece, si mette in pausa, e con una pressione di altri 2 secondi il dispositivo si stoppa.

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Foto by Désirée Di Leo

 

A questo punto è lecito domandarsi: “L’assenza di fascia cardio indica comunque, in modo esatto, le mie pulsazioni?” Ho subito scoperto che TomTom Runner Cardio rileva la frequenza cardiaca grazie a un sensore ottico che a contatto con la pelle del polso, e insieme a un indicatore luminoso, monitora le variazioni di volume nel flusso del sangue.

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Foto by Désirée Di Leo

Un’altra importante caratteristica è che il TomTom Runner Cardio facilita l’esecuzione dell’allenamento nella propria zona di frequenza cardiaca ottimale. È possibile infatti selezionare una tra le cinque zone d’allenamento disponibili per raggiungere i propri obiettivi e, grazie ad avvisi puntuali, capire se è necessario aumentare o diminuire l’intensità della propria attività.

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Foto by Désirée Di Leo

 

Io ho testato il Tom Tom Runner Cardio nella versione Multi-Sport Cardio e ciò significa che questo orologio non è dedicato soltanto alla corsa, ma anche al nuoto e al ciclismo.

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Foto by Désirée Di Leo

Un’altra nota positiva è la funzione QuickGPSfix grazie alla quale l’orologio riceve il segnale GPS in pochi secondi, in qualsiasi luogo. Quindi, lo indossi e dopo qualche secondo sei pronto ad iniziare la tua attività. Aspetto importantissimo questo per chi, come me, di tempo proprio non ne ha, scende da casa e, pronti-via, subito inizia a correre.

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Foto by Désirée Di Leo

Ma non ci perdiamo in chiacchiere….volete il riassunto, rapido e conciso, del mio test sul Tom Tom Runner Cardio?

 

Bene, è un ottimo orologio per chi cerca praticità e vuole correre in totale libertà. Lo consiglio perchè è leggero e smart ed è anche fashion (si può tranquillamente indossare anche non necessariamente durante l’attività sportiva). Adatto sia ai neofiti che ai runners esperti. Però per chi ha bisogno di monitorare con estrema precisione (e dico ‘estrema’, quasi al limite del maniacale) la sua frequenza cardiaca ritengo che sia, ahimè, più efficace la fascia. È sicuramente, intendiamoci, un dispositivo molto preciso, ma talvolta subisce delle piccole oscillazioni, le variazioni di frequenza cardiaca talvolta arrivano con qualche secondo di ritardo. Ottimo, invece, il segnale GPS che non perde un colpo!

P.S. E per tutti quelli che si sono chiesti perchè le foto di questo post sono così belle, il merito è tutto di Désirée Di Leo, la bravissima fotografa che ringrazio di cuore per la sua pazienza e professionalità!!!

 

 

Alpe di Siusi, “mezza” gara e “mezza” vacanza

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Devo ammettere che all’Alpe di Siusi l’anno scorso un po’ il cuore ce lo avevo lasciato. E in qualche modo quest’anno ho cercato di andare a riprendermelo, ma niente, il mio cuore è rimasto ancora là.

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Esattamente 12 mesi fa avevo scoperto questo paradiso verde, l’altipiano addirittura più grande d’Europa, in occasione della Mezza Maratona dell’Alpe di Siusi e avevo giurato che ci sarei tornata.

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E infatti eccomi qui a raccontare l’avventura di 21km lungo il verde di strade forestali e passerelle all’ombra dei giganti delle Dolomiti.

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E poichè non esiste esperienza straordinaria se non la si condivide con qualcuno di speciale, quest’anno la mia Alpe di Siusi, arrivata alla sua terza edizione, è stata tutta all’insegna dell’amicizia. A partire dai miei compagni di viaggio e d’avventura: Greta, Valeria, Raffaella e Luca, ma anche gli altri amici runners saliti sull’Alpe per correre per la prima volta questa tanto sognata “mezza”. Ritornare all’Alpe mi ha fatto ritrovare tante persone, a iniziare da Daniela del marketing del Consorzio Turistico, e Roberto dell’Ufficio Stampa fino a Gabriele, il coach che segue i ragazzi keniani in trasferta a Siusi per qualche settimana.

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Eh sì perchè l’Alpe di Siusi è un vero e proprio paradiso per i podisti tanto che offre un running park che comprende 20 tracciati, 11 punti di partenza, per un totale di 180 km che si snodano ad un’altitudine tra i 900 e i 2.300 metri. Ecco perchè l’Alpe di Siusi viene scelta da molti campioni per i loro allenamenti in altura, tra questi anche da molti team di keniani.

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Noi abbiamo soggiornato in un meraviglioso appartamento dell’Hotel Rosa, vicino a Castelrotto, la cui piscina con vista panoramica sulle Dolomiti lascia senza fiato facendoci quasi dimenticare che eravamo lì per una gara e non per una vacanza. Ma diciamolo, decidere di correre la Mezza dell’Alpe di Siusi è un po’ come scegliere di fare sì una gran faticaccia, dato il percorso della gara non troppo semplice, ma allo stesso tempo concedersi un momento di relax che non ha eguali. Quindi il mio consiglio è quello di trascorrere in qui almeno un weekend lungo per godere quanto più possibile della magia di questo luogo.

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Ma torniamo alla gara. Inutile che io vi racconti quanto il percorso sia tosto, stiamo parlando di 21km con 600 metri di dislivello su trada sterrata (e molto scivolosa) sotto lo sguardo dell’imponente massiccio dello Sciliar. Un percorso talmente strong da costringere molti, poco abituati come me a certe altitudini, a dover addirittura camminare in alcuni tratti di salita. Ma a rincuorarti c’è una distesa verde tutto intorno, le mucche al pascolo e tanti turisti che incroci mentre fanno trekking che non ti negano sorrisi e incitazione. A vincere questa edizione, a cui hanno partecipato 500 runners, è stato l’austriaco Simon Lechleitner che, dopo il secondo posto dello scorso anno, ha trionfato, con il tempo di 1:22′.44”. Non mi chiedete come un essere umano, dotato di gambe e non di zampe da stambecco, possa fare certi risultati su un percorso così, io davvero N O N L O S O!

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E comunque una certezza c’è, a ripagare di tutta la fatica fatta su queste salite e discese ci sono spettacolari piscine e spa, al profumo di fieno, pronte ad accoglierci corpo e mente. Va bene il dovere, ma viva il piacere!!!! Ormai per me è diventata quasi una tradizione: a luglio si va a corerre sull’Alpe di Siusi, punto e basta! Ciao cara Alpe, all’anno prossimo…

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Un trail a Milano? Sì, e con anche la scalata di un grattacielo!

La Torre Allianz a CityLife
La Torre Allianz a CityLife

Chi l’ha detto che Milano è piatta e che non ci sono montagne da scalare? Che sciocchezza, a Milano tutto è possibile! E chi pensava che un trail nella città meneghina fosse roba fantascientifica dovrà ricredersi, noi milanesi abbiamo il nostro trail urbano fatto di parchi cittadini e grattacieli da scalare, mica roba da poco eh!

Quindi non prendete impegni, domenica 20 settembre 2015 si correrà la seconda edizione della Salomon City Trail Milano, con partenza e arrivo all’Arena di Milano.

La prima novità rispetto all’anno scorso è che la gara si correrà su un percorso in gran parte rinnovato che attraverserà il grande parco verde di CityLife con i suoi 173mq di superficie e i suoi 1500 alberi.

La seconda è che ci saranno due competizion distinte, Hard e Fast. La prima è una competitiva da 23,5 km mentre la seconda, di 13 km, è aperta a tutti.

Ma la vera “chicca” di quest’edizione è che i partecipanti della gara competitiva dovranno scalare (e poi, naturalmente, scendere) 20 piani della Torre Allianz, l’edificio più alto d’Italia, progettato da Arata Isozaki, con i suoi 50 piani totali per 202 metri di altezza.

Le iscrizioni sono già aperte, sia online che nei punti convenzionati il cui elenco lo trovate sul sito www.salomoncitytrailmilano.it. I costi d’iscrizione sono 30 euro per la gara Hard e 15 euro per la Fast.

Bhè che dire, vogliamo perderci questo nuovo modo di correre in città??? Su, tutti ad allenarci su e giu dalla Montagnetta di San Siro e iniziamo a fare le scale di casa a piedi, settembre è già alle porte!