Categoria: live diary

Sonno e salute, il nuovo Fitbit Alta HR analizza come si dorme e quanto si sogna

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Dormire è importantissimo, ma la maggior parte delle persone ne è poco consapevole. Lo sapete che da poche ore di “reset” dipende il benessere di tutto l’organismo? Si tratta di circa 8 ore preziosissime, di cui le cruciali cadono tra le 23.00 e le 4.00 di notte. Durante il sonno, anche se non ce ne accorgiamo, accadono un sacco di cose al nostro corpo: la respirazione si fa più lenta, la temperatura corporea, la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca scendono, ci si detossina, ogni singola cellula viene rigenerata, il cervello diventa più attivo, si rafforza il sistema immunitario…

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Eccolo qui, finalmente svelato il nuovo Fibit Alta HR!

Un buon sonno protegge da malattie cardiovascolari, diabete e obesità, aumenta le funzioni neurocognitive, la salute mentale e la longevità. Ma quanto conoscete del vostro sonno? Io da quando indosso al polso Fitbit Alta HR, il più sottile braccialetto al mondo con rilevazione continua del battito cardiaco, ho un quadro preciso non più solo della durata del mio sonno, ma soprattutto della sua qualità. Il monitoraggio del sonno è, infatti, una delle funzioni più innovative di questo nuovissimo activity tracker lanciato dall’azienda americana. Fitbit è il numero uno nel mercato dei wearable a livello globale con oltre 60 milioni di dispositivi venduti in 54mila negozi di 65 Paesi del mondo.

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Lorena Landini (Marketing Manager Fitbit Italy), Giovanni Bergamaschi (Regional Director Southern Europe Fitbit) e Luigi Ferini Strambi (Docente di Neurologia e responsabile del Centro Medicina del Sonno dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele) durante la conferenza stampa di presentazione di Fitbit Alta HR

Dormire meglio (insieme al muoversi di più, fare più attività fisica, mangiare in modo più sano, controllare il peso e ridurre lo stress) fa parte delle buone abitudini del benessere.

Nello specifico, la funzione “Fasi del Sonno” di Fitbit Alta HR permette di stimare quanto tempo si trascorre ogni notte in veglia, in sonno profondo, leggero e in REM.

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Il Dott. Ferini Strambi spiega le fasi del sonno

–      lo sapevate che il sonno leggero si ripete per più volte per tutta la notte ed è importante per la memoria, l’apprendimento e il recupero fisico. Pe la maggior parte delle persone rappresenta il 50-60% della notte.

–      Il sonno profondo, invece, favorisce un sano sistema immunitario e la crescita e la riparazione dei tessuti muscolari. Di solito rappresenta circa il 10-25% della notte (in base all’età).

–       Il sonno REM, che di solito giunge alla fine della notte, è la fase in cui si sogna ed è importante per il recupero mentale e la formazione della memoria. Per la maggior parte delle persone rappresenta il 20-25% della notte.

–       Infine, i periodi di veglia (10-30 volte) sono una componente normale del ciclo del sonno notturno.

Ognuno di noi ha cicli del sonno diversi, conoscerli meglio e comprenderne l’impatto sulla propria giornata permette di apportare modifiche al proprio stile di vita e quindi, in generale, di stare meglio.

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Una mia notte tipo registrata dall’App Fitbit

Fitbit Alta HR possiede anche la funzione “Consigli sul Sonno” che utilizza i dati ottenuti tramite Fitbit da oltre 3 miliardi di notti di sonno registrate per fornire spunti d’azione concreti e una guida per migliorare la qualità del sonno.

Una curiosità, lo sapete che la media di ore di sonno degli italiani tracciate all’interno della community Fitbit é di 6.94 ore?

Il monitoraggio del sonno è però soltanto una delle tante funzioni di Fitbit Alta HR. In questo sottilissimo braccialetto si nascondono tutta una serie di caratteristiche cercherò di sintetizzare ed elencare qui:

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Alcune versioni del nuovo Fitbit Alta HR
  • Innanzitutto, è un bracciale sottilissimo (circa il 25% più sottile dell’ultimo modello lanciato)
  • Monitora, 24 ore su 24 e in modo automatico, la frequenza cardiaca, i passi, la distanza, le calorie bruciate e i minuti attivi, sia di giorno che di notte
  • La sua batteria dura tantissimo, in media, 7 giorni
  • Monitora le attività fisiche come camminata, corsa, bici, ellittica, allenamenti  aerobici, e visualizza, tramite l’app, i rispettivi miglioramenti
  • Avvisa quando sei fermo da troppo tempo spronando al movimento
  • É possibile fissare un promemoria per andare a dormire nell’ora giusto secondo il proprio bioritmo
  • Visualizza la frequenza cardiaca a riposo (il numero di volte in cui il cuore batte in assenza di sforzo. È la fotografia reale di come il muscolo cardiaco sta funzionando e rappresenta la misurazione più importante in termini di salute generale)
  • Avvisa e visualizza sul quadrante quando arriva una chiamata, un messaggio e se è registrato un evento in calendario
  • Verifica in tempo reale in che zona cardio si sta lavorando
  • Ha cinturini intercambiabili di diversi colori (dal più rigoroso nero al più vivace corallo) e materiali (in plastica, in pelle e in metallo) con una fibbia per maggiore sicurezza
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Con l’Ambassador italiano di Fitbit, Paolo Zotta

Fitbit Semi de Paris, la ‘mezza’ dei coraggiosi

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Le previsioni meteorologiche lo avevano annunciato: il primo weekend di marzo a Parigi sarebbe stato tanto freddo, piovoso e ventoso e quindi la prima cosa che ho messo nel mio zaino prima di partire è stata una buona dose di coraggio che, associata a un pizzico di follia e tanto entusiasmo, ero certa che mi avrebbe portato al traguardo fino a stringere forte tra le mani quella splendida medaglia che ancora adesso faccio fatica a togliere dal collo. Ci sono medaglie che pesano più di altre…e questa, fidatevi, è stata conquistata davvero con le unghie e con i denti, quindi il suo valore è almeno triplo.

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Ma facciamo un passo indietro. Fitbit, l’azienda famosa per i suoi activity tracker (e sponsor della mezza maratona parigina), ha invitato un team di ragazzi appassionati di sport da tutta Europa a correre i 21 km della Ville Lumière e io e il mitico trainer Paolo Zotta siamo stati, con tanto onore, i portabandiera italiani. L’idea di correre a Parigi mi ha elettrizzato da subito, sono stata molte volte in questa meravigliosa città, ma mai con le scarpe da running ai piedi. E anche il percorso della gara mi incuriosiva dato che avrebbe toccato la parte est della città, zona da me ancora poco conosciuta. Insomma, contavo i giorni, non vedevo l’ora di partire.

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Ci ha accolti una Parigi splendida e magica, nonostante il grigiore e l’umidità che la rendono romantica fino all’eccesso. Passeggiare sulla Senna con gli ombrelli ha decisamente il suo perchè. Ed è stato proprio con questa atmosfera soave che ci siamo diretti verso Il Parc Floral, nel Bosco di Vincennes, dove era allestito il Villaggio della Semi de Paris. È bastato avvicinarsi a quella zona per capire che la musica stava decisamente cambiando. Il romanticismo ha lasciato, in un attimo, il posto alla scarica di energia che trasmetteva l’esercito di runners venuti lì a ritirare i propri pettorali di gara.

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L’entusiasmo era palpabile, facce felici si aggiravano per gli stand, ci accomunava la voglia matta di correre anche se fuori la pioggia non dava tregua. Ed è stato proprio allo stand Fitbit che abbiamo conosciuto gli altri ragazzi del Fitbit Team con cui abbiamo subito stabilito un feeling internazionale scandito dalla comune passione per la corsa. C’è chi arrivava dalla Francia, chi dall’Inghilterra, dalla Spagna e dall’Irlanda. Ritirato il pettorale e la t-shirt (pazzesca) della gara, ci siamo diretti verso il giardino delle Tuileries ad ammirare il tramonto dietro la Tour Eiffel, uno spettacolo!

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A cena, di solito prima di una gara, cerco di mangiare pasta e di stare leggera, ma Parigi vale uno strappo alla regola e tutto il Fitbit Team è stato invitato in un ristorante thailandese in zona Bastille. Davanti a un bel piatto di Phad Thai la mia strategia di gara, e quella degli altri Fitbit Friends, iniziava a prendere forma.

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La routine del runner vuole che prima di andare a dormire si posizioni tutto l’abbigliamento e il necessaire della gara del giorno dopo sul letto e che ci si soffermi a ragionare su cosa sarebbe meglio indossare. In questa fase, a mio avviso delicatissima soprattutto se si correrà una gara lunga, ho avuto una sola certezza: avrebbe fatto tanto freddo e avrebbe piovuto parecchio, quindi kway e maglia termica a manica lunga d’obbligo. Ora potevo andare a dormire tranquilla.

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Ho sperato fino all’ultimo che le previsioni potessero sbagliare e quando appena sveglia ho visto un cielo vagamente azzurro mi sono addirittura illusa di poter cambiare abbigliamento al volo e sfoggiare un pantaloncino corto con maglietta. E invece da lì a poco le nuvole hanno coperto il cielo di Parigi non lasciando a noi runner più alcuna speranza: avremmo corso in condizioni meteorologiche decisamente sfavorevoli. Ma quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare e sulla linea di partenza eravamo in 48mila a scalpitare per conquistare quella medaglia.

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I miei primi 15 chilometri sono trascorsi abbastanza in allegria, con buone sensazioni nonostante la pioggia forte e il vento insistente. Nel mio viaggio a piedi ho incontrato tanti runners che correvano per una buona causa, chi si era inventato un costume ad hoc per stupire (da applausi il signore vestito da Tour Eiffel!), chi correva da solo con la sua musica nelle orecchie e chi correva festosamente in gruppo. Insomma, l’unione faceva la forza anche se il viaggio era ancora lungo e difficile.

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Dal 15° ho avuto freddo, tanto freddo…l’umidità la sentivo nelle ossa (kway e maglia termica completamente zuppi), mani e piedi iniziavano ad essere insensibili. Ho cercato addirittura di ripararmi dal vento stando dietro a chi era più grande di me, ma era come correre sotto la doccia.

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Più di un paio di volte ho cercato di rallentare camminando sulle salite dei diversi ponti che ho incontrato sul percorso, ma appena accennavo di fermarmi sentivo una mano sulla spalla che mi incitava: “courage, courage!”. Ed è stato proprio quel “coraggio” che mi ha impedito di mollare e mi ha fatto tagliare quel benedettissimo e tanto sognato traguardo. Quello stesso coraggio che ti costa tanto, ma che non ti tradisce mai. Soprattutto quando all’arrivo c’è un private party ad aspettarti con tutti i tuoi Fitbit Friends zuppi (e zoppi) come te!

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Il mio Fitbit ha detto che il mio viaggio alla conquista di Parigi è durato 2h 04’, sono felice e soddisfatta così. Poteva andare meglio? Forse. Peggio? Chissà. Io non cambierei niente di questa gara, pioggia compresa!

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Non chiedete a un runner: “Ma chi te lo ha fatto fare?”. Vi risponderà solo con un sorriso.

Pain is temporary, pride is forever.

Un pensiero particolare va a tutti i ragazzi del Fitbit Team, allo staff Fitbit e a Paolo e Alessandra, grazie ragazzi! :-)

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5 consigli per prepararsi alla Fitbit Semi de Paris

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Tra poco meno di due settimane correrò la Fitbit Semi de Paris, la mezza maratona che si terrà nella capitale francese il 5 marzo. Ormai manca davvero poco alla gara ed è proprio in questa manciata di giorni che si tirano le somme sulla propria preparazione che deve andare ben oltre il solo allenamento fisico. Come prepararsi al meglio, quindi, in attesa del fatidico ‘big day’? Ecco qui i miei 5 consigli, tutti da vivere con al polso l’activity tracker Fitbit che correrà con me a Parigi insieme a tutto il Fitbit Team europeo.

1.     FAR GIRARE LE GAMBE

Ormai quello che è fatto, è fatto. Trascorrete gli ultimi giorni prima di una mezza maratona correndo sì, ma senza esagerare. Fate un po’ quello che vi sentite di fare, correte a sensazione. L’obiettivo in questa fase è muovere le gambe, più che macinare chilometri o sfrecciare come delle saette. Usate il buon senso e la moderazione ed eviterete così possibili infortuni che potrebbero compromettere tutto l’allenamento fatto fino ad oggi e addirittura la gara stessa.

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(Qui è quando mi diverto a ricapitolare il mio allenamento, rigorosamente con foto, attraverso l’app di Fitbit)

2.     MANGIARE SANO

Soprattutto in questi giorni evitate gli stravizi e prediligete un alimentazione sana basata sui carboidrati che devono essere aumentati di circa il 20% nei tre giorni che precedono la gara per fornire all’organismo l’energia sufficiente per correre 21 km. Ricordatevi che un corretto regime alimentare prevede 5 pasti al giorno (una ricca ed energica colazione, uno spuntino spezza-fame, un pranzo ricco di carboidrati, un altro spuntino spezza-fame e una cena leggera).

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(Lo sapevate che attraverso l’app di Fitbit potete tenere una sorta di diario alimentare giornaliero in cui appuntare i cibi assunti e le loro calorie e fare un paragone tra quelle assunte e quelle bruciate?).

3.     BERE, BERE, BERE!

L’acqua è il migliore amico dello sportivo. È l’elemento fondamentale per mantenere un’alta capacità prestativa e un corretto stato di idratazione. Quindi bevete più del solito nei giorni che precedono la gara perchè perderete molti liquidi durante la corsa. L’ideale sarebbe bere non meno di 1,5 litri al giorno e assumere, magari, anche qualche integratore.

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(L’app Fitbit vi permette di fissare un obiettivo di quantità d’acqua da assumere in un giorno così potrete tenere il conto di quanto bevete!)

4.     RIPOSARE

Anche se non sembra, il riposo è un vero e proprio mezzo di allenamento. Andate a letto presto, leggete un libro, e godetevi un buon sonno rigeneratore.

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(Ogni mattina la prima cosa che faccio quando sono sveglia è verificare la mia qualità del sonno. Attraverso l’app di Fitbit potrete visualizzare quante ore avete dormito, quanti risvegli e quanti momenti di agitazione avete avuto).

5.     LIBERARE LA MENTE

Concedetevi momenti di relax all’aria aperta visitando magari luoghi nuovi che vi riempiano gli occhi e i polmoni e vi svuotino la mente dai pensieri per fare spazio alla concentrazione, ne avrete bisogno!

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(Vi capita mai di avere bisogno durante la vostra frenetica giornata di fermarvi un attimo e respirare a fondo? Attraverso il braccialetto Fitbit potrete vivere due minuti di respirazione guidata e dedicarvi così soltanto a voi stessi e al vostro relax. Inspirate….espirate, inspirate…espirate!!!).

Qui l’adrenalina sale, ci vediamo sulla linea di partenza!

Tu corri e la città racconta storie

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Avevo dimenticato quanto è bello correre in città. Negli ultimi mesi sono stata spesso in luoghi di montagna dedicando le mie corse a terreni sterrati, climi gelidi e panorami mozzafiato. Così mi sono quasi abituata all’aria leggera, al silenzio delle valli, allo sguardo che cerca l’orizzonte. La città, da qui, sembra lontanissima.

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Vi sembrerà strano, ma allenarmi a Milano un po’ mi è mancato. Fatta eccezione per lo smog, allenarsi nel caos può avere il suo perchè e può risultare, a volte, persino terapeutico. Mentre la metropoli attorno a te si affanna seguendo ritmi serratissimi, tu sei lì avvolto nel tuo mondo a dettare il tuo personalissimo ritmo. Mentre corri la città racconta storie e la tua mente vola con loro. Immagini di incontrare i pensieri della gente che ti passa accanto, ti chiedi dove vanno così di fretta, fantastichi sulle loro vite. E i chilometri scorrono veloci, rapidissimi, attaccati a quelle favole che crei con il pensiero. Ma non ti distrai.

La città potrebbe anche implodere ora, ma quell’energia darebbe solo altra forza alle tue gambe, niente ti distoglierà dal tuo percorso fatto di strisce pedonali, marciapiedi e zig zag tra la folla assorta. E la mente così si allena a concentrarsi. Una via, poi l’altra. Imbocchi una strada, poi l’altra. Dal chiasso prepotente tutto d’un tratto ti trovi nel gelido silenzio della periferia e ti guardi attorno un po’ intimidita.

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Avevo dimenticato quanto è bello correre nelle strade di quartiere, in quelle zone suburbane così lontane dalle vetrine scintillanti, dai parchi rigogliosi del centro. In quelle vie marginali i blocchi di cemento si susseguono, ti accompagnano per chilometri raccontando per immagini la vita di una periferia multietnica. La strada scorre e i sottopassaggi diventano gallerie d’arte. I personaggi dei graffiti stanno lì a guardarti, invidiano la tua corsa, muoiono dalla voglia di staccarsi di dosso quella loro eterna staticità che li blocca al muro. C’è più vita di quanto credi in quei luoghi desolati. C’è rumore anche qui, forse non lo senti. Mi tolgo le cuffie e ascolto il silenzio. Perchè, anche il silenzio è una cosa che si ascolta.

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Ogni tanto concedetevi una corsa in questi posti, spingetevi oltre i vostri percorsi abituali, andate ai limiti, cabiate punto di vista, osservate, respirate, ascoltate. Andate a caccia dei margini della città che si racconta attraverso la vostra mente.

Di corsa, of course!

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Come motivarsi a una vita più sana con Fitbit

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Oggi vi voglio raccontare della mia, appena nata, convivenza con Fitbit. Sto parlando, per chi ancora non la conoscesse, di quei braccialetti intelligenti che ti permettono di tracciare un po’ tutto quello che fai durante la giornata, da quante calorie bruci a quanti passi e chilometri percorri fino addirittura come dormi. E a me, questa cosa del monitorare le attività del mio corpo mi piace un sacco ed è per questo che sono molto felice di testare nuovi prodotti e tecnologie di questo tipo che ti spronano a condurre una vita più sana.

Sono solo tre settimane che indosso al mio polso il nuovo modello Fitbit Charge2 e penso proprio che non lo toglierò più. Potrei scrivere pagine e pagine sulle innumerevoli funzioni di questo braccialetto (molte delle quali devo ancora scoprire), ma cercherò di essere più concisa possibile nel raccontarvi le sue caratteristiche principali e dandovi comunque il consiglio di provarlo, perché sono sicura che, come me, difficilmente ve ne separerete.

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– Una delle funzioni principali di Fitbit Charge2 è il MONITORAGGIO DEL BATTITO CARDIACO direttamente dal polso, attraverso la tecnologia PurePulse. Vedrete una lucina verde lampeggiare sul vostro polso, ecco quella indicherà la rilevazione continua e automatica del pulsare del vostro cuore. Ricordate che tenere sotto controllo il cuore è importante, per la propria salute, ma anche per il proprio livello di allenamento e di stato di forma. È possibile quindi, tramite questo dispositivo indossabile: raggiungere OBIETTIVI DI PESO tenendo sotto controllo le calorie bruciate tutto il giorno e durante l’attività; OTTIMIZZARE L’ALLENAMENTO utilizzando i margini del battito cardiaco in tempo reale per l’intera durata degli esercizi e TRACCIARE IL LIVELLO DI SALUTE E ALLENAMENTO calcolando il battito cardiaco a riposo e il livello di allenamento cardio. Inoltre, attraverso una funzione che io adoro essendo una yoga addicted, è possibile gestire lo stress rilassandosi con SESSIONI DI RESPIRAZIONE GUIDATE in base al proprio battito cardiaco.

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– Tra le caratteristiche più significative del Fitbit Charge2 ci sono però anche la MODALITÀ MULTISPORT che permette di registrare allenamenti specifici di diversi sport, come corsa, pesi o yoga e il e GPS CONDIVISO. Collegandosi al GPS del proprio smartphone è possibile visualizzare le statistiche della corsa in tempo reale, come velocità e distanza, direttamente sul polso e una mappa del percorso.

– Un’altra chicca, che mi piace tanto, di questo braccialetto è la possibilità di ESSERE AVVISATO DI UNA CHIAMATA O DI UN SMS in arrivo sul proprio smartphone tramite una leggera vibrazione al polso e un avviso grafico sul display con il nome della persona che ci ha telefonato o messaggiato. Un avviso analogo è previsto per gli eventi registrati sul CALENDARIO del nostro telefono. Quindi potete anche allontanarvi dal vostro telefonino che tanto ci pensa il vostro braccialetto ad avvisarvi se qualcuno vi chiama.
 
– E poi, per aiutare a rimanere attivo tutto il giorno, Charge 2 invia dei PROMEMORIA PER IL MOVIMENTO che ricordano di completare 250 passi ogni ora e REGISTRA L’ATTIVITÀ DELL’INTERA GIORNATA tenendo traccia di passi, distanza, calorie bruciate, piani saliti, e minuti attivi con una batteria che dura fino a 5 giorni.

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– Infine, una delle mie funzioni preferite è quella del MONITORAGGIO DEL SONNO. Charge2 registra automaticamente durata e qualità del sonno. Quindi, ad esempio, viene registrata l’ora in cui si va a letto, l’ora in cui ci si sveglia, quanti risvegli si hanno in una notte, quanti momenti di agitazione e la loro durata. La mattina, appena sveglia, sono sempre molto curiosa di verificare come ho dormito!

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Per avere un quadro generale della propria attività basta collegarsi alla comodissima app Fitbit (l’interfaccia è davvero semplice e intuitiva) in cui è possibile trovare anche un promemoria su cosa si è mangiato giorno per giorno (registrando gli alimenti anche tramite codice a barre) e la quantità d’acqua bevuta (paragonandola all’obiettivo fissato).

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Ah, dimenticavo, i cinturini per Fitbit Charge2, in tre misure, sono intercambiabili e sono disponibili sia in leggerissimo silicone (decisamente più sportivi) che in pelle. E poi c’è una versione special edition in doppio colore che è stratosferica!

Ora, indossatene uno anche voi per 24h e ditemi, quale funzione vi è più utile e vi diverte di più? Se siete curiosi di conoscere più nel dettaglio il mondo Fitbit e i suoi prodotti https://www.facebook.com/fitbit/

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Tutta la community europea Adidas Runners unita al Metal Event di Barcellona

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Un cosa così pazzesca io non l’avevo mai vissuta. Prendete un centinaio di scatenati Adidas Runners provenienti da ogni parte d’Europa, portateli a Barcellona e fateli convivere per un intero weekend in nome della loro passione per la corsa. Ora ditemi come questo mix esplosivo non poteva non creare un boom di energia positiva altamente contagiosa che difficilmente chi era lì dimenticherà.

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Grazie ad Adidas, sabato 17 dicembre io e altri 11 Adidas Runners di Milano (molti dei quali conosciuti per la prima volta direttamente in aeroporto!) siamo volati in Spagna per partecipare al misterioso Metal Event organizzato dagli Adidas Runners di Barcellona. Prima della partenza poco o nulla si sapeva di questo evento, i cui dettagli sono stati lasciati volutamente top secret fino alla fine. Unica certezza: “Portate l’abbigliamento da running, si correrà”.

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Arrivati nella città catalana abbiamo subito addocchiato gli altri membri delle diverse community europee Adidas Runners. Non potevi non riconoscerli, si aggiravano tutti per la hall dell’albergo in tuta e scarpette da running ai piedi, ti abbracciavano e con la scusa di darti una pacca sulla spalla ti appiccicavano addosso l’adesivo del loro club. Era un modo per dirti: “Hey, sei uno di noi!”.

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Stiamo parlando di giovanissimi ragazzi amanti dello sport arrivati da ben quattordici città europee, da Parigi, Londra, Stoccolma, Zurigo, Atene, Amburgo, Praga, Varsavia, Monaco, Francoforte, Copenhagen, Vienna e Bratislava. È bastato un pranzo tutti insieme a base di tapas, prosciutto iberico, pan con tomate, birra e vino rosso per diventare tutti amici e finire in pullman a cantare gli inni nazionali dei nostri Paesi e a scambiarci le nostre magliette e i nostri gadget. Gemellaggio fatto.

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Abbiamo visitato lo store Adidas del centro città dove abbiamo ritirato le magliette ufficiali dell’evento e lì abbiamo cominciato a captare che qualcosa di veramente grandioso bolliva in pentola per la serata. L’appuntamento era per le ore 19 in un posto insolito per una corsa: la Zona Franca del porto di Barcellona. Dress code: ognuno con la t-shirt ufficiale della propria città.

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Ad aspettarci c’erano più di 500 runner in una location suburbana mozzafiato piena di tir e container (ah ecco perchè ‘metal’ event). C’era la musica, c’era la gente, c’era la voglia di correre, ma soprattutto c’era la voglia di farlo tutti insieme.

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Divisi in gruppi a secondo della nostra andatura e guidati da folli pacer abbiamo iniziato la nostra corsa attraverso il metallo e i giochi di luce. Ogni due giri del percorso era previsto uno stop nello spiazzale dell’evento in cui un’energica trainer degli Adidas Runners di Barcellona ci aspettava per sessione di esercizi ad alto impatto (e ad alto volume di musica!). Circa 6 km di pazza corsa in cui immagino nessuno abbia pensato alla performance quanto piuttosto a scattarsi selfie.

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Nell’aria c’era solo tanta allegria e quando il dj ha iniziato a suonare è iniziata la festa. Fiumi di birra, nachos a volontà e, forse un po’ per il freddo e un po’ per scaricare l’adrenalina, si è ballato e cantato tanto, fino a notte fonda. Ed è stato proprio lì che il concetto di community ha preso davvero forma.

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Ragazzi che prima di allora non si conoscevano e o che erano ‘amici’ solo virtuali sui social network, in un attimo erano lì faccia a faccia, in una città bellissima, a correre insieme, farsi fotografie e video insieme, brindare insieme, mangiare insieme, ballare insieme, ridere insieme. Ora ditemi se con questa valangata di energia positiva non viene voglia anche a voi di correre per il mondo a fare nuove amicizie abbattendo i confini reali e virtuali. Potere della corsa.

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Volevo ringraziare prima di tutto Adidas (ormai la mia seconda famiglia), tutta la community internazionale degli Adidas Runners, ma anche il team Adidas Runners Milano che mi ha accompagnata in questa splendida avventura: Roberto, Saverio, Red, Paola, Federico, Andrea, Viviana, Erika, Matteo, Giovanni ed Enrica. E ovviamente, grazie Barcellona!

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Yoga in pausa pranzo? Da provare allo Spazio Garibaldi 77

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Sessanta minuti di pausa pranzo. Cosa si può fare? C’è chi velocemente pranza con la sua ‘schiscetta’ davanti al computer, chi lo fa più serenamente in un localino vegan e chi invece si dà al pazzo shopping, chi va dal parrucchiere a farsi bella e chi, ahimè, va in posta a pagare le bollette. Io ho provato lo yoga in pausa pranzo. Sono stata da allo Spazio Garibaldi 77, un luogo tranquillo e luminoso nel cuore di Milano interamente dedicato al benessere di corpo e mente e ho seguito un corso tenuto dalla bravissima insegnante Eva Messa.

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In questo spazio, creato dalla venture capitalist e insegnante di Hatha Yoga, Elena Vitale, si possono seguire corsi di Yoga (Vinyasa Flow, Hatha Yoga, Prana Vashya, Rocket Yoga, Ashtanga Yoga, Kundalini, Hatha Flow, Dharma Yoga…) e Pilates per adulti (anche pre-maman), e bambini. E per chi, come me, ha poco tempo. Infatti è possibile acquistare un carnet da 10 ingressi a 100 euro, utilizzabile 3 giorni a settimana, per lezioni di soli 60 minuti, perfette  per la pausa pranzo.

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All’interno dello spazio, inoltre, è possibile anche acquistare le collezioni YogaEssential, capi di abbigliamento in fibre naturali ispirate ai colori e ai simboli dei chakra e alle linee morbide della natura.

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Se siete curiosi di visitare questo angolo di armonia, potete farci un salto già domani, sabato 17 dicembre, giornata in cui verrà organizzato un pomeriggio all’insegna dello yoga, dello shopping solidale e dell’arte. Potrete così partecipare ai corsi di yoga per adulti e bambini organizzati per l’occasione a fronte di un’offerta libera che verrà devoluta #savinglives di Oxfam Italia, progetto che verrà sostenuto anche da parte del ricavato della vendita dei capi di abbigliamento YogaEssential.

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Anax Resort & Spa, into the “WOW” a Mykonos

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Oggi vi porto con me a visitare un luogo magico, sull’isola di Mykonos, perfetto per concedersi qualche giorno di assoluto relax e sentirsi, perché no, anche un po’ principessine. Se da una parte la cosmopolita isola cicladica è sinonimo di divertimento e trasgressione, dall’altra racchiude una natura incontaminata e paesaggi mozzafiato di un romanticismo da pelle d’oca che proprio non ti aspetti. E tutto mi sarei attesa fuorchè di soggiornare in un resort, incastonato in un angolo dell’isola, di tale bellezza, ma di altrettanta semplicità.

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Ci sono finita un po’ per caso e non ho ancora smesso di pronunciare la parola “WOW” quando ci ripenso. Il luogo paradisiaco in questione è l’Anax Resort & Spa, cinque stelle inaugurato un mese fa sulla spiaggia di Agios Ioannis, a cinque minuti di auto dalla città di Mykonos. Quarantacinque tra camere e suite, realizzate in materiali organici come legno, pietra e marmo, che affacciano sulla magica isola di Delos, quella che secondo la mitologia greca diede i natali ad Apollo e che oggi, disabitata, è un immenso sito archeologico.

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L’elemento che unisce tutti gli ambienti di questo luogo è il mare. Ovunque voi vi troviate, dal ristorante alle aree comuni, fino alle piscine, a sfioro, di acqua salata, alle private pool delle suite, il mar Egeo è lì davanti a voi con tutta la sua immensità e imponenza. Quel mare che quando apri gli occhi la mattina ti dà il buongiorno con un sibilo di vento mentre ti stropicci ancora tra le coperte. Quel mare che sta lì a fissarti mentre fai la doccia (la vasca è a vista proprio a due passi dal letto). Quel mare che ti ipnotizza anche mentre fai colazione in terrazza.

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Mykonos conta ben 81 chilometri di coste con una notevole quantità di spiagge da sogno da Paraga a Ornos, da Psaru a Elia fino a Paradise e Super Paradise Beach, eppure quando sei tra le mura dell’Anax quasi ti dispiace uscire! Tra l’altro è proprio da Agios Ioannis (conosciuta anche come spiaggia di Shirley Valentine dal film del 1989) che si possono ammirare i tramonti più belli dell’isola, soprattutto nel mese di settembre. Impagabile è la vista del sole che accarezza il mare da bordo vasca, ancora meglio se accompagnata da un cocktail offerto dal bar della piscina.

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IL CONSIGLIO: Dopo un aperitivo a Little Venice, il quartiere dove si trovano le pittoresche casette bianche costruite a filo d’acqua che ricordano appunto quelle di Venezia, e dopo una cena in qualche taverna nascosta come Vasilikos in cui degustare un ottimo Gyros e le squisite Kolokithokeftedes (polpette di zucchine e Feta), fate quattro passi nelle viuzze della Chora (la città) per assaporare l’eccentricità del luogo e acquistare qualche sandaletto greco, ma soprattutto godetevi la vista notturna dell’Anax dal vostro terrazzo e fatevi avvolgere dal cielo stellato. Poi, chiudete gli occhi ed esprimete un desiderio…

Per maggiori info www.anaxmykonos.gr

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La natura che emoziona alla Mezza dell’Alpe di Siusi

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Anno dopo anno, ne sono sempre più convinta: la Mezza dell’Alpe di Siusi è la più bella mezza maratona che io abbia mai corso. Per chi, come me, ama la natura non può non appuntarsela come obbligatoria nel calendario delle gare estive. Da quando ho partecipato la prima volta, tre anni fa, è diventato il mio appuntamento fisso per festeggiare di corsa l’inizio dell’estate. I primi di luglio, non abbiate dubbi, mi trovate all’Alpe di Siusi.

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E così, anche quest’anno, i miei 21 km nel verde, al cospetto dell’imponenza del Massiccio dello Sciliar (oltre 2500 metri di altitudine) non me li ha tolti nessuno. Correre attraverso l’altopiano più grande d’Europa, con i suoi ben 56 km2, è un’esperienza quasi mistica: la bellezza del panorama dolomitico circostante ti ubriaca a tal punto che le salite impervie, il terreno scivoloso e il sole che brucia a picco sulla testa passano in secondo piano.

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Qui corrono solo gli appassionati di montagna, quelli che si riempioni gli occhi del cielo che sfiorano, dell’odore del fieno e dei fiori che respirano. Riduttivo parlare di trail, riduttivo persino parlare di essere o non essere campioni. Si tratta soltanto di sensibilità: farsi venire i brividi nell’emozionarsi davanti all’immensità della natura mentre le gambe corrono alla ricerca spasmodica di quel bello che ti avvolge.

4-okQuest’anno, alla quarta edizione della Mezza Maratona dell’Alpe di Siusi (vinta dal bolzanino Gianmarco Bazzoni con il tempo di 1:22’24) gli “emozionati” sulla linea della partenza sono stati 700, provenienti da 12 Paesi. 5-okAlla luce delle tantissime richieste di partecipazione della passata edizione, infatti, l’organizzazione ha aumentato, nell’edizione 2016, il numero dei pettorali da 500 a 700. Che l’anno prossimo si arrivi a quota 1000??? Io, la mia dose di emozione verde, l’ho già prenotata anche per l’anno prossimo…chi viene con me?

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Running Test: TomTom Runner 2 Cardio + Music. Chi fermerà la musica?

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Anche se tanti puristi del running storceranno il naso, io quando mi alleno (da sola) non posso fare a meno della musica. Ho una playlist, che studio meticolosamente, un po’ per tutto: ballate pop per i lunghi, sound energico per le ripetute, armonie relax per lo stretching, insomma la musica, oltre a farmi compagnia, mi carica e mi rilassa allo stesso tempo. L’unico impiccio, lo ammetto, è però portarsi dietro il lettore mp3 o lo smartphone (oltre al Gps e al cardiofrequenzimetro, a cui non posso proprio rinunciare). Meno aggeggi ho addosso quando corro e meglio sto, ma rinunciare alle musica proprio non se ne parla. Ero quindi molto curiosa di testare il nuovo TomTom Runner 2 Cardio + Music, dispositivo da polso che fa, in modo geniale, da “tutt’uno”: è in grado di combinare un lettore musicale integrato, un sensore per la rilevazione della frequenza cardiaca al polso, un sistema di monitoraggio dell’attività 24h24 e 7 giorni su 7, possiede la funzionalità Multi-Sport e un accurato sensore GPS.

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MI PIACE PERCHÈ

La caratteristica più innovativa, quella che mi ha fatto innamorare è senza dubbio, quella relativa alla musica: nello specifico TomTom Runner 2 dispone di ben 3GB per l’archiviazione musicale, il che significa avere la possibilità di ascoltare, direttamente dal proprio orologio, oltre 500 brani musicali (circa 33 ore di musica, quindi per darvi un’idea potete correre con le note nelle orecchie per due volte la 100 km del Passatore!). Inoltre, il dispositivo è compatibile con una vasta gamma di cuffie Bluetooth (che nell’ottica di minimizzare gli ‘impicci’, non guasta) e viene fornito con tracce audio pensate appositamente per il running, un mix su misura della durata di 30 minuti per motivare, fornire energia o suggerire le hit del momento scelte dai migliori DJ del mondo a cura di Ministry of Sound (le playlist possono anche essere facilmente scaricate da iTunes o Windows Media Player).

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Secondo, cosa che adoro, oltre ai cinturini intercambiabili, è che questo dispositivo permette di rilevare il proprio battito cardiaco tramite il cardiofrequenzimetro ottico. Il che significa che è sufficiente legare al polso il proprio TomTom 2 Cardio + Music, iniziare la propri attività (corsa, ciclismo, nuoto o palestra) e il gioco è fatto: la tradizionale (e fastidiosa) fascia toracica non è più necessaria. E poi c’è da aggiungere che funziona anche come activity tracker monitorando l’attività quotidiana diurna e notturna (eh sì perché ricordiamoci che si brucia anche quando si dorme!). Conoscerete così, ad esempio, il numero di passi percorsi, le calorie bruciate e il tempo di attività effettuata. Il prezzo? 249 euro

[La musica è il miglior mezzo per sopportare il tempo]

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